Tutto torna come dopo – di Marco Ermentini

I sei mesi trascorsi dall’ultima presS/Tletter sembrano sei secoli! Siamo costretti alla scoperta non di un nuovo mondo come dopo Colombo, ma di ripensare  da capo il modo in cui dovremo abitare e progettare. Le evidenze scientifiche dimostrano un chiaro legame tra tre fenomeni che solo in apparenza non hanno niente in comune: biodivesità, cambiamenti climatici e pandemia.  Così siamo scivolati da una crisi ad una profonda mutazione del nostro rapporto con la realtà. Tutto il paradosso della modernità è aver perduto ogni contatto col mondo e la sua materialità.  Per almeno un secolo la filosofia e la stessa  l’architettura hanno smesso di occuparsi: una ostinata rimozione del vivente non capendo che in realtà il mondo è il respiro dei viventi.

Così l’architettura d’ora in poi non potrà essere più giudicata con i vecchi parametri. Se l’architettura deve contribuire a salvare il mondo, deve tornare a parlare del mondo e della bellezza che forse non è altro che il mondo nella sua molteplicità.

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