Equilibrio – di Angelo Massimo Gulino

Viviamo un momento storico speciale, nel quale l’esperienza sensoriale individuale e collettiva è programmata e amministrata da un sistema prodotto nelle società iperorganizzate come la nostra. I comportamenti sembrano orientati e omologati dalle regole del consumo che si materializzano nei mega centri commerciali all’interno dei quali ogni tipo di relazione e azione ha una prezzo.

Il movimento del corpo umano all’interno dello spazio è il risultato di codici architettonici pietrificati nei manuali e nei regolamenti che hanno generato le città in cui viviamo. E’ questo il campo d’azione di Gianni Colombo, fratello minore di Joe Colombo che, a partire dagli anni Settanta, lavora alla destabilizzazione dello spazio conosciuto, andando alla scoperta delle sensazioni nuove provocate dalle mutate condizioni di equilibrio. L’artista sceglie un elemento architettonico ben preciso, la scala, che tutti i popoli della Terra usano da secoli nello stesso modo, stravolgendone le proporzioni, inclinando i gradini leggermente verso l’alto o verso il basso, con variazioni millimetriche sufficienti a destabilizzare l’andatura del pubblico che partecipa alla mostra. Nascono così a partire dal 1974 le Bariestesie, strutture modulari in cui è elemento essenziale dell’opera la condizione di transito dello spettatore che, attraverso forme di spaesamento e disorientamento motorio, è costretto ad inventarsi un modo nuovo di percorrere passo dopo passo la successione di gradini. Obiettivo di tali lavori è la perdita temporanea delle proprie abitudini per ritrovare se stessi. In questo senso l’opera di Colombo emana un potenziale liberatorio, messo in scena attraverso la realizzazione di esercizi per la riappropriazione del corpo.

Alle 4,57 di Lunedì 21 luglio 1969 l’uomo è sulla Luna.

Vedere quei tre uomini saltellare sul suolo lunare grazie alla minore forza di gravità sarà  per  Gianni Colombo una sorprendente rivelazione. Forse una scintilla da sperimentare sulla Terra. Forse nasceranno anche da qui i dispositivi spaziali creati dall’artista per rivelare gli equilibri tra l’uomo e lo spazio abitato. Per i più curiosi esiste un luogo, credo unico, dove poter percorrere un’opera di Bariestesia. Si tratta del Monumento alla Resistenza Europea situato nei giardini pubblici in riva al lago di Como, inaugurato il 28 maggio del 1983.

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