Resoconto#2   Viverlo e scriverne  – di Maria Teresa Filetici

L’esperienza performativa di Resoconto #2, alla quale ho anch’io personalmente partecipato, rende questo testo carico di vissuto intimo e di sensazioni che ancora solcano l’essere della mia persona. 

IL PROGETTO

Resoconto #2 è l’ultimo lavoro di Barbara Lalle, artista romana che da anni opera nella scena italiana e internazionale interrogandosi sull’entità della frammentazione dello spirito e del rinnovamento della materia. Il progetto artistico è una continuazione e un ampliamento dell’opera performativa Resoconto, svoltasi nel recente ottobre 2019 presso la Tevere Art Gallery di Roma. In occasione dell’evento celebrativo dei 10 anni di Witches Are Back, collettivo artistico femminista romano, l’artista ha risposto proponendo una versione dell’opera ancora più risuonante. L’energia femminile viene amplificata dalla presenza di altre cinque donne, tra le quali ci sono anch’io. Insieme a Daniela Carreras, Marta Di Tella, Elisabetta Rampazzo e Caterina Rossi ho performato con Barbara all’interno del centro sociale Forte Prenestino di Roma, che ci ha accolto con calore ed entusiasmo il giorno 14 febbraio 2020. 

LA PERFORMANCE

Lo spazio viene silenziosamente invaso dalla presenza di sei donne vestite da sposa che, con passo lento e solenne, vagano per le vie del centro sociale. Una di loro, Barbara Lalle, trasporta fermamente con sé una vecchia scala di legno. Lo sguardo è fisso e le spose, congelate, esplorano lo spazio che le circonda, ciascuna marciando il trip della propria vita. Come Alice nel Paese delle Meraviglie, ognuna nel proprio stato trance-onirico disegna mondi unici e irripetibili, frammenti di una realtà troppo immensa per essere afferrata. Il passo a volte è certo e sicuro, a volte traballante e sofferente, soprattutto quello della sposa che porta con sé il peso e l’entità della scala. Ciascuna cammina seguendo la propria legge autonoma e, dopo vari percorsi solo apparentemente casuali, tutte si incontrano presso un braciere acceso sito in Piazza d’Armi, la piazza centrale del Forte Prenestino. Una delle donne si avvicina al braciere ardente e lì accanto deposita la scala, aperta. Il fuoco e la scala diventano i due elementi centrali e sacri, attorno ai quali le “streghe” iniziano a marciare, disegnando infinite geometrie esistenziali.
La scala, illuminata dal fuoco sacro, è il simbolo della vita percorsa, dei traguardi raggiunti o creduti, e le donne iniziano a salire e scendere da essa, ognuna con il proprio tempo e modo e, una volta ridiscese, ritornano nel precedente stato trance-onirico.
Tra movimenti circolari, automatici, quasi robotici, le donne iniziano a spogliarsi degli abiti bianchi che indossano, deponendoli nel fuoco ardente, alimentandolo sempre più.
Il fuoco, tema ricorrente nelle performance di Barbara Lalle, è padre purificatore e vivificatore, traghetto tra anima e materia e ponte di andata e ritorno. Lo stesso schema viene ripetuto un’indefinita quantità di volte, a seconda dell’imprinting personale di ciascuna performer. Le donne si spogliano dei tessuti perlacei e rimangono coperte da sola biancheria intima: nude davanti al fuoco sacro, come Menadi in estasi, marciano in cerchio, celebrando il passaggio della materia e la rinascita dello spirito. Infine Barbara Lalle si avvicina alla scala, la chiude con un gesto solenne e la osserva cadere a terra. Le performer si inchinano e ringraziano le persone presenti, che, numerose, hanno apprezzato il lavoro e condiviso un momento molto intenso. 

©Andrea Sabbadini

IL MESSAGGIO 

Resoconto#2 è un viaggio dell’anima, un punto di passaggio e una frontiera di rinascita. L’artista utilizza i simboli classici, ai quali è tradizionalmente legata, e ripercorre il tema della memoria, del viaggio e del passaggio. La scelta del vestito da sposa rievoca il senso di un percorso lungo e idealizzato, fatto di scelte un tempo prese, ma nelle quali non ci si identifica più. Il camminare, ripetitivo e obbligato, ripercorre il viaggio dell’anima congelata nell’ineluttabile ritorno dell’uguale. Ma lo spirito, guidato da venti originari purificatori, ricerca la verità dell’essere.
La scala rappresenta il simbolo del passato percorso, del presente annichilito e del futuro immaginato. Il salirvi è meta sperata, ma il raggiungere la sua cima non porta ad alcun senso di risoluzione; l’atto ripetitivo di salita/discesa si instaura come l’unica realtà possibile. Le donne, bruciando i vestiti, rifiutano l’entità che essi richiamano e, annullando l’esistenza stessa dell’oggetto, ritornano al loro stato essenziale e nodale. Soffia un vento primitivo di leggerezza ed estasi vitale. I corpi illuminati dalla pira incandescente richiamano i rituali magici della stregoneria e le donne appaiono come furie risvegliate dal sacro fuoco che è creatore di vita e liberatore di anime. Il rito di passaggio offre un momento di re-incontro, un punto di congiunzione tra micro e macro, dove l’anima può trasmigrare grazie all’annullamento della materia.  

LE COLLABORAZIONI

La scelta vincente di intersecare Resoconto#2 con la trama del Forte Prenestino ha generato un interessante contrasto visivo e la rappresentazione ha avuto sul pubblico un impatto estraniante e surreale: in una costruzione di origine militare con ampi murales di street art, le spose appaiono come anime candide in pellegrinaggio.
La collaborazione con il Laboratorio sartoriale puELLE di Priscilla Percuoco, Francesca Romanzi e Cecilia Catena è stato davvero prezioso: le stiliste hanno riadattato abiti bianchi personali dell’artista sui corpi di ciascuna sposa, aggiungendo dettagli creati con materiale riciclato, nel rispetto dei principi condivisi di nowaste, nobuy e reuse. Antonia Castellani ha curato il make up, ricercando uno stile delicato.

L’ESPERIENZA

Dura giusto un secondo l’istante in cui il funambolo si posa in equilibrio sulla corda, il momento in cui “tu” diventi un performer. Lo switch è qualcosa di unico, è diverso dal teatro. Non ci sono protocolli, non c’è un pubblico informato e preparato a ricevere, il performer non perde la propria identità. La performance è il guscio, l’insieme delle pennellate astratte che compongono un’idea. Il performer si immerge nella consapevolezza dell’essere e traghetta con sé la propria storia e i propri contenuti, alla ricerca dell’unico senso che abbia un valore, il suo. L’espressione più alta della performance si raggiunge quando anche il pubblico con-vive intensamente l’esperienza performativa, in un sollevamento di anime alla ricerca di un’espiazione comune.  Resoconto#2 è stato per me un check-point, un’immersione e una rinascita, un’opportunità di purificare una delle mie mille vite. 

©Ilaria Turini

©Martino Pirella

©Ilaria Turini

©Ilaria Turini

©Ilaria Turini

Maria Teresa Filetici | mt.filetici@gmail.com

In copertina: foto ©Ilaria Turini

Resoconto #2
performance di Barbara Lalle
a cura di Roberta Melasecca
con Barbara Lalle, Daniela Carreras, Marta Di Tella, Maria Teresa Filetici, Elisabetta Rampazzo, Caterina Rossi.
con la collaborazione del laboratorio sartoriale puELLE di Priscilla Percuoco, Francesca Romanzi e Cecilia Catena

Witches Are Back! 2010-2020
14 febbraio 2020 ore 20.30 | Forte Prenestino – Roma
Via F. Delpino, 187 Roma | www.forteprenestino.net

Barbara Lalle | barbix2002@libero.it 

Interno 14 next | info@interno14next.it | www.interno14next.it
Roberta Melasecca Curator&Press
roberta.melasecca@gmail.com | www.melaseccapressoffice.it
tel. 3494945612

Scrivi un commento