Napoli, Napoli – di Massimo Locci

La mostra Napoli, Napoli. Di lava, porcellana e musica al Museo di Capodimonte, curata da Sylvain Bellenger, oltre che per gli straordinari materiali esposti, si segnala per lo spettacolare allestimento, ideato dallo scenografo francese Hubert le Gall, artista di fama internazionale. La mostra descrive in un racconto polisensoriale la storia della capitale del Regno delle due Sicilie nel corso del Settecento, dagli anni di Carlo di Borbone a quelli di Ferdinando II. 

Tutte le più importanti e prestigiose istituzioni della città sono attivamente coinvolte nell’iniziativa. Grazie alla collaborazione con il Teatro di San Carlo, che ha messo a disposizione le competenze della direttrice della sartoria Giusi Giustino e delle sue eccezionali maestranze, grazie  ai commenti introduttivi delle singole sezioni di Alessandro De Simone e alle musiche, selezionate con sensibilità da Elsa Evangelista, ci immergiamo in una coinvolgente opera teatrale e musicale. 

Attraverso le ricostruzioni degli ambienti con mobili originari degli appartamenti delle regge borboniche e i costumi di scena, le porcellane del Museo di Capodimonte, i rarissimi strumenti musicali del Conservatorio San Pietro a Majella, i quadri della collezione di corte, gli animali impagliati e gli strumenti di precisione dei Musei scientifici dell’università partenopea, si entra nel palcoscenico della storia. 

Sono ambientazioni articolate che ricostruiscono sia la vita quotidiana, sia scene di corte, registrando le aperture/anticipazioni alla/della cultura internazionale, i cambiamenti della storia, glorie e miserie della corte borbonica, mode e gusti, ricerca scientifica, archeologica ed estetica. 

Non a caso per Charles de Brosses “Napoli è l’unica città d’Europa ad avere davvero l’atmosfera di una capitale: il movimento, l’affluenza di persone, la grande quantità di servitori e il frastuono che ne consegue; una corte bene organizzata e decisamente brillante, il seguito e lo sfarzo dei gran signori: tutto contribuisce a darle quell’aspetto vivace e animato che hanno Parigi e Londra. Il basso popolo è turbolento, la borghesia frivola, l’alta nobiltà fastosa”.

Ogni sala ha un tema, una selezione musicale e un filo conduttore/interpretativo: l’egittomania, la chinoiserie, la musica sacra e la musica profana, il potere e la successione delle dinastie, il Grand Tour, il Vesuvio, Pulcinella, l’ironia delle parrucche del ‘700.

L’artista Stefano Gargiulo con Carosello Napoletano, videoproiezioni dedicate al museo stesso, al suo parco e alla sintesi delle arti, realizza uno spazio immersivo e coinvolgente.

Una mostra pensata per evidenziare i parallelismi tra architettura e le altre discipline artistiche, per con-fondere i rispettivi linguaggi e valorizzare il territorio d’interposizione, tra virtualità e fisicità dello spazio, tra solidità e fluidità della materia, esperienze di video-arte e/o di architettura virtuale, ci trasmettono sensazioni e percezioni in un tempo differito, riproducendo la complessità sensoriale di vivere uno spazio. 

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