Il gioco del caso – di Marco Ermentini

Nel nostro tempo, in cui leggere è per i più un affanno e per pochissimi una gioia, è utile rileggere le intelligenze che ci hanno preceduto per aiutarci nella difficile impresa di progettare il futuro. Così l’anno nuovo ci ha lasciato i trenta anni dalla morte di Leonardo Sciascia, un uomo tra i più colti e raffinati del XX secolo formatosi nell’angolo più povero dell’Italia più povera, violenta e dimenticata.

Gianfranco Dioguardi nel suo delizioso libretto: “Leonardo Sciascia, un’amicizia fra i libri ovvero il gioco del caso” ci incuriosisce disseminando molti indizi nel complicato cruciverba del grande scrittore, forse il maggiore del nostro Novecento. 

I libri (come le architetture) hanno valore soltanto se conducono alla vita, se servono e giovano alla vita, ed è sprecata ogni ora di lettura dalla quale non venga al lettore una scintilla di forza, un presagio di nuova giovinezza, un alito di nuova freschezza”.

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