Architettura e moda – di Carlo Gibiino

Dopo un lungo periodo di silenzio, finalmente trovo il tempo e soprattutto la voglia di continuare il mio viaggio esplorativo nel tentativo di capire, esplorare, interpretare l’architettura attraverso le sue infinite relazioni con altre forme d’arte e di linguaggio. Mi sono chiesto più e più volte che cos’è l’architettura, che relazione ha con il nostro modo di vivere, non soltanto dal punto di vista prettamente tecnico ma linguistico. L’architettura è ovunque, in natura troviamo degli esempi straordinari tra piante, animali e minerali. L’essere umano, il suo corpo e le sue proporzioni, indagate per la prima volta in assoluto dal genio di Leonardo Da Vinci, ci mostrano come non c’è niente di casuale nel nostro mondo, anzi al contrario come tutto e tutti siamo connessi l’un l’altro. E Jung, padre fondatore della psicologia analitica, ci ha mostrato l’esistenza dell’inconscio collettivo, un contenitore di archetipi che influenzano la vita di tutti noi e come gli animi più sensibili riescano ad estrapolarli. 

Ma per essere più pragmatico, basta guardarci attorno. Seduto davanti al mio computer guardo il mouse, la libreria, un vecchio porta CD, alcune penne, le mensole… tutto è costituito da forme e volumi che ci aiutano ad organizzare i nostri spazi e a viverli. Si progettano architetture ispirate al linguaggio vernacolare, alle tradizioni, alla natura, ma allo stesso tempo l’architettura oggi diventa fonte di ispirazione, quindi non più come forma passiva, nella quale riceve l’ispirazione, ma diviene attiva ispirando altre forme d’arte. 

E’ il caso di architettura e moda ad esempio, il legame tra questi due settori si è rafforzato grazie alla consapevolezza del fatto che entrambe condividono concetti e teorie simili ed entrambe si basano su arte, estetica, forma e struttura. Questa relazione parallela è disposta a costanti cambiamenti nel gusto e nello stile. Inoltre, sia l’architettura che la moda sono influenzati da fattori come il tempo, la cultura, la società, la tecnologia, la scienza.

Così mi sono addentrato nella ricerca di questo parallelismo per descrivere la natura del rapporto tra architettura e moda, molti architetti si ispirano a un capo per progettare un edificio ed è lo stesso al contrario creando di fatto un effetto reciproco. 

Sia la moda che l’architettura esprimono idee di identità personale, sociale e culturale, riflettendo preoccupazioni e ambizioni. La loro relazione è simbiotica, e nel corso della storia gli abiti e gli edifici si sono fatti eco l’un l’altro nella forma e nell’aspetto. Non solo condividono la funzione primaria di fornire riparo e protezione per il corpo, ma entrambi creano spazio e volume.

Anche se hanno molto in comune, sono anche intrinsecamente diversi. Entrambi affrontano la scala umana, ma le proporzioni, le dimensioni e le forme differiscono enormemente. E mentre la moda è, per sua stessa natura, effimera o “del momento”, l’architettura ha tradizionalmente una presenza più solida, monumentale e permanente.

Foto: Piet Mondrian Composition with red, yellow and blue, 1927 / Yves Saint Laurent The Mondrian Collection, 1965

Scrivi un commento