‘A livella contemporanea d’architettura – di Eduardo Alamaro

Ecco, li avevo messi da parte e li ho ritrovati. Due pezzi magistrali a confronto A. V. Roma – Napoli. Andata e ritorno alta velocità frecciata rossa con Ordine. Quello degli AAArchitetti, panificatori, paesologi, conservatori passatisti & futuristi, … varie ed eventuali. 

Il primo pezzo ritrovato è un fondo della nostra PresST, una “Opinione” veloce di LPP da Roma, una sveltina d’autore. Con titolazione allarmistica e (purtroppo) veritiera da tempo: “Autodistruzione di una categoria”. Karakiri d’architettura e dintorni edeliziosi.

Attaccava così, di petto, LPP: “Uno dei peggiori errori che possano fare oggi gli architetti è di chiudersi in sé stessi, abbandonare la ricerca intellettuale, trasformarsi in una categoria di operatori al servizio di pratiche burocratiche e amministrative. È quest’ultimo il modo per non contate più niente, per diventare marginali per la crescita del Paese. Diventare geometri di seconda classe, perché i geometri veri questo lavoro lo fanno meglio di noi.

Proprio perché sembra andare in direzione opposta a questo trend autodistruttivo, credo che il lavoro che sta facendo a livello culturale l’Ordine di Roma, in primis con la sua nuova rivista, vada supportato ed elogiato. 

Noi -dobbiamo averlo chiaro, anzi chiarissimo- siamo intellettuali, tecnici con un’apertura intellettuale, che producono visioni e soluzioni per la città e per i suoi abitanti e non passacarte.” 

Ordine etico, gioia, giubilo, scritto esemplare, mia speranza romana seguita da immediata depressione napulitana. Poco dopo ho ricevuto, infatti, una mail ufficiale (Prot. 3916/19G) dal neo Presidente dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Installatori Paesaggisti e Conservattori di Napoli e Provincia. Sembrava fatta apposta, sullo stesso tema del trend autodistruttivo. 

Nell’augurare agli Iscritti bone vacanze (per chi le faceva), il Nostro prometteva che il rientro a settembre sarebbe stato “pieno di iniziative, di temi da affrontare con Ordine”, con un futuro “ricco di possibili occasioni lavorative.”

Bene, bello, penso. Dai Presi-dente non cariato. Vai, fuori gli attributi architettonici morali. Mordiamo, alziamo il livello dell’Ordine. Non più servi della burocrazia avvocatizia, destinati a essere sottoccupati o inoccupati, aaaspiranti aaassessoreati, passacarte comunali, professori di diplomifici, badanti di svogliati studenti senza speranza, senz’arte né p/arte …

Non siamo incamminati a forza sulla via dei “geometri di seconda classe”; né concorrenti alle guide turistiche comunali B&B (con o senza patentino); nemmeno aaaspiranti amministratori e/o consigliori di condominio; tanto meno venditori-arredatori aaarrendevoli di terzo livello negli show room, talvolta bidonari; o professionisti-edilizi tuttofare dell’immobiliare, quelli del motto: ‘mbruoglio aiutace, qua la pezza qua ’o sapone, in contanti, non tracciabile. Pos o non pozzo? 

Leggo perciò famelico le iniziative p.v. dell’Ordine napoletano per incrementare “possibili occasioni lavorative”. Fusse ca fusse la volta buona e onesta per me, per noi volenterosi. Fusse ca’ potesse evita’ di prendere ancora, alla sera, la CITROBUROCRATINA consigliata dall’Ermentini nostro. Fusse ca fusse che il vento dell’Ordine romano spingesse anche quello di Napoli a gonfie vele nel golfo. 

No, miraggio, illusione. Solo un equi-vìco. Credo proprio di no, breve speranza, ahimè. Letto, disapprovato e non sottoscritto e condiviso. A scusante d’Ordine c’è da dire però che la situazione reale napulitana è quella che è: ‘Na schifezza! ‘A famme è famme e ‘a crisi è crisi (e fa perdere ogni dignità). 

Ragion per cui, mentre batto (la tastiera) vedo davanti a me l’utopico Le Corbusier fare le capriole dentro la sua tomba, montata rigorosa-mente su pilotis, evidentemente. E vedo F. L. Wright girare come impazzito nel vuoto assoluto del suo Guggenheim, a mo’ di trottola, capa e muro. Vedo W. Gropius smontare per protesta la sua rigorossa Bauhaus e (mi) dice: “ca, ca, cancellatemi dall’Ordine mondiale: se sapevo che andava a finire accussì mi sarei dato all’ippica …. 

E’ il mondo capovolto dell’architettura Ordinaria quotidiana, (cu “la capa mia sotto ‘e piedi vostri, Eccellenza”, come si dice a Napoli-edilizia da sempre).

Infatti leggo le proposte in atto (alla grande) dall’Archi-Ordine di Napoli: 

1) Istituzione di uno sportello di consulenza d’Ordine in riferimento a finanziamenti pubblici; 

2) Attivazione di una conveniente-convenzione atta alla formazione di Amministratori di Condominio, “attesa l’importante problematica della sicurezza del costruito, finalizzata al corretto utilizzo degli ultimi strumenti normativi quali l’Eco bonus e il Sisma bonus”;

3) Convenzione per l’ottenimento della Certificazione UNI558 che formerà la nuova “figura del TVI, Tecnico Valutatore Immobiliare, – per la quale Vi si chiede di manifestare la volontà di partecipare”;

4) Convenzione per la partecipazione al corso “Termografia di secondo

livello, – per il quale Vi si chiede di manifestare la volontà di partecipare”;

5) Attivazione del corso di 120 ore per l’abilitazione di tecnici in materia di sicurezza antincendio – per il quale Vi si chiede di manifestare la volontà di partecipare; e altro ancora di cui sarete informati……

Notevole la chiusura del Messaggio del neo-Presidente: “Tutto quanto sopra è nell’interesse della Nostra categoria e della Nostra professione, auspicando di essere Tutti promotori di un cambiamento e di un maggior senso comune di appartenenza”.

Appartenenza a chi?, a che? Forse alla “Livella” edilizia del Principe. Infatti nuje architetti ittaliani, si sa, “siamo seri: appartenimmo ‘a morte (dell’arte)”. Ci suicidiamo, ci autodistruggiamo, ma con Ordine e disciplina, per esaurimento!

Una prece ed un abbraccio circolare urbi e torbi. 

Eldorado 

Scrivi un commento