#PRESSTLETTER#CRONACHE E STORIA – AGOSTO-SETTEMBRE 1969 – di Arcangelo Di Cesare

 

La cronaca di settembre 1969 narra dell’incontro tra due personaggi importantissimi del nostro secolo: André Bloc e Vittoriano Viganò.

André Bloc, nato in Algeria all’inizio del diciannovesimo secolo si trasferì in Francia e, grazie all’incontro con Le Corbusier si appassionò all’architettura; fondò e diresse quella che, a mio modo di vedere, possiamo considerare la più bella rivista di architettura del mondo “L’Architecture d’Ajourd’Hui”.

Vittoriano Viganò, invece, era fondamentalmente un razionalista che, nella personale versione brutalista, cercò di reintegrarne la tensione morale, sacrificata all’altare delle logiche economiche del mercato e succube delle volatili mode.

Per lui l’etica dell’elementarità era un vettore di forma e di quelle scelte elementari primitive la forma ne rappresentava la normale integrazione.

Nel 1957, a Portese, sul Lago di Garda, André chiese a Vittoriano di costruirgli la casa; il progetto che Viganò realizzò per l’amico fu un meraviglioso capolavoro e resterà nella storia come “Casa la Scala” per via della lunga scalinata che dalla Villa portava al piccolo pontile attrezzato.

La struttura della villa era formata da due piastre trapezoidali in cemento armato, una per la base e una per la copertura; il piano continuo tra interno abitato e ambiente esterno, era reso possibile grazie ad un imponente soletta a sbalzo sorretta da una trave esterna e a un sistema di perimetrazioni che, con vetrate scorrevoli, ampliavano i confini della casa.

La combinazione della proiezione a sbalzo verso il lago e l’assenza di una delimitazione fisica, con le vetrate aperte, generavano una relazione con il contesto senza mai cercarne la mimesi.

Questa casa rappresenta la sintesi perfetta delle ipotesi progettuali di VittorianoViganò:

attraverso lo studio delle relazioni tra gli elementi architettonici, gli utenti e l’ambiente, e, grazie all’attento studio funzionale delle relazioni interne, l’architetto elaborò una soluzione progettuale che, pur essendo in continuità con la natura mai tenterà di imitarla e pur essendo razionale nelle forme, mai manifesterà la personale verità materica.

Architetto Arcangelo DI CESARE

www.xxl-architetture.com

Scrivi un commento