Cammina e sosta nei luoghi della bellezza – Il museo Carlo Bilotti all’Aranciera di Villa Borghese: non solo “Casino dei giuochi d’acqua” – di Gianna Panicola

“Mi alimento della purezza buonissima della natura per cui figlio di essa non accetto nessunissima affermazione. Ho un carattere né così ne cosà, sono natura fatto da essa e non dagli uomini, per cui vivrò da me certissimo della mia arte che fa palese nella pittura la mia anima”. (Giacomo Balla)

Giacomo Balla sapeva che una delle ricchezze di Roma fossero le sue fontane e l’acqua. Lo sa chiunque mette piede a Roma. Nell’acqua che scorre dalle sue fontane, Roma vi si specchia dentro. Nella loro maestosità scultorea, con l’acqua che zampilla in vari modi creando giochi di luce, regalano bellezza, benessere e leggiadria alla città.

C’è un luogo a Roma, immerso nel verde, importante per la sua storia, per essere stato un “Casino dei giuochi d’acqua”, dove si tenevano feste ed eventi mondani e per essere diventato un museo d’arte contemporanea: il Museo Carlo Bilotti all’Aranciera di Villa Borghese.

Proprio a Villa Borghese Giacomo Balla realizzò ritratti, paesaggi e … fontane. Alcuni di essi si potevano ammirare alla mostra “Balla Villa Borghese”, dal 29 novembre 2018 al 17 febbraio 2019, visitabile presso il Museo Carlo Bilotti, luogo scelto appositamente e rappresentativo del rapporto che legava Balla al parco. Erano presenti opere su carta realizzate con pastelli a cera, a volte graffiando per levar via la cera e tirar fuori la luce. Come ad esempio “Le torri del museo borghese”, un notturno in pastello con una luna luminosa al centro della composizione a illuminare le torri del museo. E l’immancabile “fontana” del 1905, dove è possibile osservare l’acqua che scorre di azzurro, ottenuto graffiando la cera dal blu scuro dell’acqua della vasca. Appartengono alla prima produzione e risentono dello stile divisionista di Segantini, Volpedo, Previati. Un Balla diverso da quello conosciuto ma interessante per approfondire il percorso che lo porterà al futurismo, ai suoi studi sulla luce e sul movimento. 

Sono stata al Museo Carlo Bilotti, in occasione della mostra “Balla Villa Borghese”. Vi si giunge attraversando il giardino della villa romana. Oggi il museo, oltre ad accogliere importanti progetti, ospita sin dal 1902 la collezione del mecenate Carlo Bilotti. Tra le 22 opere significative figurano, l’autoritratto di De Chirico, i ritratti di Andy Warhol dedicati alla moglie ed alla figlia del Bilotti, Carlo Bilotti con Dubuffet sullo sfondo di Larry Rivers, “Estate” di Gino Severini. Un uomo appassionato all’arte contemporanea, il Bilotti, aveva commissionato agli artisti che era solito frequentare, opere che troviamo in questo suggestivo e prezioso museo.

Passeggiando per il giardino del museo si incontrano le sculture in bronzo Ettore e Andromaca di Giorgio De Chirico, colti nell’ultimo abbraccio di addio e il Cardinale di Giacomo Manzù, ci invita a stare con lo sguardo all’insù che termina nella sommità della mitra rivolta verso il cielo. 

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