Architettura e forme naturali – di Alessandra Muntoni

View of new National Museum of Qatar in Doha , Qatar. Architect Jean Nouvel.

Jean Nouvel dice che la Rosa del deserto sia la prima struttura architettonica creata dalla natura stessa: un aggregato di minerali cristallini a forma di fiore, generato dall’azione millenaria del vento e della spuma marina sulla sabbia del deserto nelle regioni aride costiere del Qatar. “Tutto ciò è sorprendentemente complesso e poetico”, aggiunge.  Il suo progetto per il National Museum di Doha, capitale del Qatar, s’ispira proprio a questa fantastica concrezione: è come se la storia del paese, penisola affacciata sul Golfo Persico, fosse stata inglobata in un’icona geologica che ne simbolizza la storia. A questo è infatti dedicato il Museo: deve illustrare la storia del Qatar divisa in tre grandi settori: ‘Gli Inizi’, ‘la Vita’ e ‘La Storia Moderna’.

Non dobbiamo sorprenderci per questo allineamento tra forme naturali e architettura. L’architettura ha sempre strutturato le proprie forme e i propri spazi sulla geometria, e la geometria è basata sulle figure semplici della natura e del cosmo, dal cristallo cubico della pirite alla sfera dei pianeti o dei frammenti del mercurio.  E poi vengono le figure più complesse a spirale delle galassie o le iperboli che indicano l’infinito. 

L’architettura di Jean Nouvel, soprattutto nelle ultime opere, volge verso questa complessità che dagli spazi avvolgenti conduce fino ai pixel iridescenti o riflettenti delle superfici. “Architettura, scriveva nel suo manifesto del 2005, significa trasformazione, organizzazione delle mutazioni di ciò che già esiste, […] è metafisica dell’istante”. Nel Louvre di Abu Dhabi, sempre nel Qatar, aveva sospeso sull’interno affacciato sul mare una amplissima cupola ribassata, perforata da tante piccole fenditure ‒ quasi un cielo tessuto con la riedizione della mashrabiyya ‒ per farvi penetrare la luce mitigando la calura con il fresco dell’ombra. Il nuovo Museo Nazionale, inaugurato il 28 marzo scorso, è costruito sull’intersezione di sottili dischi che, sostituendo il sistema trilitico con un intreccio più complesso, s’ispira appunto alla rosa del deserto e alla sua capacità di produrre infinite variazioni di un tema generato dalle forze natura e dalla malleabilità dei materiali. 

Un’ultima questione riguarda la tradizione islamica, davvero formidabile per fantasia e creatività, dai sistemi voltati alla continuità dei percorsi che coinvolgono natura, verde, acque e architettura. Essa continua a insegnare, dalle fantasmagorie delle Mille e una notte alla capacità costruttiva e matematica delle forme architettoniche. Nouvel è stato capace di saperle convogliare nel contemporaneo. 

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