#PRESSTLETTER#CRONACHE E STORIA – APRILE 1969 – di Arcangelo Di Cesare

Nel fascicolo di aprile 1969 è presentata la casa chiamata Skybreak costruita in Inghilterra e precisamente nella regione dell’Hertfordshire, dal Team 4, ovvero la doppia coppia di coniugi composta da Richard e Su Rogers e da Norman e Wendy Foster. 

Con la realizzazione di questa residenza i progettisti, all’inizio di quella che sarà una feconda carriera, cominciarono a fissare quelle idee maturate studiando e respirando le avanguardie architettoniche inglesi degli anni 60: flessibilità, mutevolezza e continuo accrescimento. 

Le dimensioni del lotto, stretto, lungo e leggermente in pendenza verso un magnifico paesaggio obbligarono i progettisti alla creazione di un organismo abitativo contenuto tra due muri ciechi di mattoni sui lati maggiori. 

All’interno la casa fu divisa in fasce parallele: la parte orientale doveva contenere le stanze da letto per dormire, i bagni per lavarsi e i vari servizi; la parte occidentale, invece, era uno spazio aperto e fluido, una sorta di grande platea teatrale divisa in piattaforme degradanti verso il magnifico paesaggio. Nelle prime due piattaforme di forma quadrata erano ricavati lo studio e la cucina, nella terza piattaforma, formata da un doppio modulo quadrato si trovava lo spazio living.

La sezione della casa era a gradoni e le singole piattaforme erano collegate con delle scalinate teatrali; a ogni slittamento in sezione, corrispondeva in copertura, una vetrata trasparente a shed. Di fatto l’illuminazione avveniva solo dall’alto e nelle pareti terminali della casa non limitando le partizioni interne. 

L’organismo architettonico poteva essere mutato sia per accrescimenti trasversali, con l’aggiunta di eventuali fasce funzionali, sia per estensioni longitudinali aumentando la lunghezza dell’edificio lungo i lati più corti. Una sorta di Non-Finito tanto caro alle avanguardie.

Il cliente aveva chiesto una casa che potesse essere adattata a una molteplicità di usi e potesse espandersi in ogni momento. 

Di questa casa se né innamorò anche Stanley Kubrick che qui vi girò la famosa scena dello stupro di Arancia Meccanica.

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