Arianna De Nicola – Il suono del limite | Mostra personale

Arianna De Nicola
Il suono del limite
a cura di Maila Buglioni

25 maggio – 22 giugno 2019
Opening 25 maggio 2019 ore 18.30
16 CIVICO – Strada provinciale San Silvestro n° 16 – Pescara

 

L’Assessorato alle Politiche Culturali della Città di Pescara in collaborazione con “Opus” e “16 Civico”, spazio indipendente per l’arte contemporanea, presentano “IL SUONO DEL LIMITE , la mostra personale di Arianna De Nicola.

Che suono potrebbe avere il limite? Che forma potrebbe avere il labile rapporto d’incontro- scontro tra due entità?

Partendo da questi quesiti la ricerca di Arianna De Nicola si propone di indagare le relazioni tra individui, affrontando il tema del limite sia come soglia di creazione sia come principio drammatico originario di una possibile rottura. L’interesse nei confronti delle variabili e verso la coesistenza della creazione e della distruzione danno origine ad un’indagine metaforica rispetto all’agire e alle relazioni umane, al comportamento, alle conseguenze. Eliminando tutto ciò che è superfluo, l’artista si concentra sulla poetica dell’incontro e dello scontro, senza nessuna prova, né finale prestabilito. Una riflessione sulla trasformazione di tutte le cose, che si traduce in un agire senza ripetizioni che lascia al caso le alterazioni dei corpi in un sistema in stato di equilibrio instabile. Arianna ha immaginato di creare uno spazio evocativo, denso di strutture sonore e immagini che richiamano il cambio sviluppando lavori installativi scultorei e performativi che invitano il pubblico alla riflessione sull’incontro e sullo scontro, dove lo spiazzamento è affrontato in forma leggera. Attraverso la ceramica, materia solida e labile allo stesso tempo, De Nicola esprime in senso plastico la fragilità dell’armonia, riflettendo sulla pratica della scultura come esperienza umana. Se nella prima installazione sensoriale l’oscillazione casuale delle sue parti nel vuoto dello spazio produce la nascita del suono e, al contempo, la possibilità di una destabilizzante rottura come conseguenza allo scontro; la seconda, in parte caratterizzata da un’azione performativa dell’artista realizzata al momento dell’installazione dell’opera, si propone di sviluppare, attraverso il gesto d’inchiodare delle ceramiche alla parete, la tematica della moltitudine e dell’insieme come metafora del coraggio dell’unione con possibili conseguenze. Non casuale la decisione di sviluppare le opere in uno spazio domestico, un luogo con un vissuto interpersonale che evoca l’inizio e la fine di un rapporto.

BIOGRAFIA
Arianna De Nicola è nata a Roma nel 1986, vive e lavora tra Italia e Spagna. Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Roma e la Facultad de Bellas Artes Miguel Hernández, Alicante, Spagna. La sua ricerca si concentra sulla percezione emotiva e sul tema del limite, dove la connotazione negativa di frontiera assume un valore positivo diventando stimolo verso nuovi orizzonti, facendo riferimento al desiderio e all’impulso dell’essere umano. Nel suo lavoro prevale il monocromatismo e l’assenza di colore evidenziando un minimalismo materico. Attraverso la pittura come mezzo di espressione, tecniche di stampa manuali e scultura in ceramica, rappresenta figurazioni distorte al limite dell’astrazione. Nel suo lavoro recente sviluppa installazioni scultoree e azioni performative, in cui il tema principale è il superamento del limite psichico e la decostruzione. Realizza varie esposizione personali negli ultimi anni, tra le più recenti Overcoming presentata al Centro14 e Deep alla Fundación Frax ad Alicante; ha, inoltre, partecipato a conferenze, esposizioni collettive e festival in Spagna. In Italia ha partecipato alla residenza artistica BoCs Art a Cosenza curata da Alberto Dambruoso e Annalisa Ferraro; ha realizzato la personale Il giardino che non c’è ad Aratro Galleria Gino Marotta – Università del Molise, spazio curato da Lorenzo Canova e Piernicola Maria Di Iorio e, in ultimo, a Pescara ha presentato Il suono del limite nello spazio espositivo indipendente “16 Civico” con la curatela di Maila Buglioni.

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