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Is This Tomorrow ? – di Marco Ermentini

63 annni fa alla Withechapel Gallery di Londra apriva una mostra rivoluzionaria che avrebbe cambiato il mondo dell’arte e non solo: This is Tomorrow, questo è il domani. È anche il  titolo di un libro delizioso di Luigi Prestinenza Puglisi ( il suo scritto che amo di più). Pubblicato nel 1999 è un racconto delle avanguardie dal 1956 al 1976. Proprio nel 1956 con quella mostra nasce ufficialmente il Pop (e nascono tanti talenti…), cambia il paradigma e inizia il secondo novecento caratterizzato da alcuni fenomeni: sparizione dello standard imposto dal moderno, comparsa della diversità, della personalizzazione, della pluralità delle idee e delle differenze. Nulla è più come prima.

Dopo 63 anni, nella stessa galleria a Londra il 14 febbraio (fino al 12 maggio) si è aperta una mostra che è una risposta alla prima anche se il titolo è leggermente mutato: Is This Tomorrow?

Certo, molte cose sono cambiate, a partire dallo spirito di rinascita e di ottimismo che permeava la Gran Bretagna del dopoguerra con i sorprendenti collage di Richard Hamilton e il padiglione antigeometrico di Alison and Peter Smithson tuttavia qualcosa di parallelo si può osservare. Ad esempio La scelta di invitare artisti e architetti ad interpretare il futuro e a immaginare scenari. 

La sensazione immediata però è di una certa inquietudine a volte sinistra, a volte divertente. Oggi ci troviamo ad affrontare nuove sfide dai cambiamenti climatici alla bioingegneria, dai populismi ai big data. La risposta è naturalmente diversificata: la possibilità di usare microbi per costruire alloggi, macchine celibi che aiutano l’uomo nelle sue attività, il ruolo degli animali in un mondo postumano, uno spazio architettonico per tenere conversazioni non digitali, ambienti ibridi tra cantieri e rovine, spazi di confine con tornelli e barriere, un mini museo dedicato al Salvator Mundi Experience che  immagina i progetti di esposizione del famoso (falso?) Leonardo (vedi la scorsa puntata di questa Farmacia ). 

Sembra proprio che la ruota abbia fatto un altro giro e che stiamo vivendo ,come nel ‘56, una grande trasformazione: in cosa consiste?

Non ci resta che aspettare il nuovo libro di Luigi che ce lo spiegherà esattamente.

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