Il nutrimento dell’architettura [2.17] – di Davide Vargas

Disegnare volti per me è molto difficile. Jean Cocteau disegna pochi tratti veloci e decisi ma quando si compongono appare sul foglio riconoscibile nel volto un carattere, dice di scomporre la scrittura e ricomporla diversamente. I volti di Fellini sono appunti di nasi occhi bocche baffi e barbe capelli, sono colorati e grotteschi, in definitiva parlano sottilmente del film dove approderanno. I volti disegnati di Dino Buzzati sono racconti, lo diceva lui stesso: Raccontare delle storie è il mio mestiere, no? e queste, queste -gli mostravo i miei dipinti- non sono storie, forse?”. Si, troppo difficile per me disegnare volti. Eppure con i miei due vecchi genitori mi pare di esserci riuscito. Si sono finalmente riuniti, sarà questa idea, chissà.

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