Il nutrimento dell’architettura [2.15] – di Davide Vargas

Cosa vuoi dire a chi pensa che i libri siano rifiuti? Che tra i “veri” rifiuti, innumerevoli e inquinanti, tra cui la plastica di cui è fatto il prodotto che si celebra, non saranno certo i libri il problema. I libri, invece, sono tra gli oggetti più preziosi di cui ci si possa circondare. “Tra i libri della mia biblioteca ce n’è qualcuno che non aprirò più” diceva Borges pensando alla morte e soffrendo per il distacco che ne sarebbe derivato. Proprio i libri, che sono pieni di vita e accrescono l’esistenza di ogni lettore. Ma, proprio per questo, si riconosce l’ennesimo attacco alla cultura da parte di un mondo volgare che ha preso il sopravvento. Che però capisce bene che solo dalla cultura può montare un movimento di risveglio sociale. La cultura [attraverso i libri] rende l’uomo potente, perché innesca il sogno di essere ciò che vuole essere.

Lo sdegno è pari soltanto alla inestinguibile speranza. A proposito, sto leggendo un libro con le pagine ingiallite, la copertina punzonata che ci passi la mano sopra e senti le forme del Golden Gate, il profumo della bancarella da cui proviene. Parla di gente comune e dei sogni che coltivati con tenacia per emancipare la propria esistenza dalle posizioni di ultimi. Dice a un certo punto: “A questo mondo, se sogni abbastanza e abbastanza a lungo, puoi essere qualunque cosa tu voglia”.

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