L’ultimo Leonardo – di Marco Ermentini

Come trasformare una tavola acquistata per 45 sterline a un’asta 60 anni fa all’opera d’arte più cara mai veduta: ben 450 milioni di dollari?

Sembra proprio un miracolo, una trasformazione alchemica ma è tutto vero. La storia del Salvator Mundi di Leonardo è un romanzo giallo e Pierluigi Panza ha saputo raccontarla con passione e competenza nel suo ultimo libro.

Da quando il valore economico di un quadro non è più espressione della sua bellezza è diventato come un ottovolante, una specie di future, una scommessa di valore, proprio come un fondo d’investimento. A occuparsene sono i finanzieri che tessono il racconto della valorizzazione con altri compari: studiosi, art dealer, intermediari e restauratori. Questi ultimi sono i fautori della metamorfosi miracolosa, il loro ruolo è mutato da pazienti medici delle opere d’arte a sciamani, a chirurghi estetici. Così una tavola molto degradata e lacunosa attribuita ad allievi, con una serie di operazioni spericolate diviene un vero Leonardo Da Vinci. È incredibile il groviglio tra arte, moda, celebrities e costruzione artefatta del consenso che oggi permea il settore dell’arte. 

Il quadro (che molti esperti giudicano una semplice opera di bottega) acquistato dal principe ereditario e ministro della difesa saudita, sarà esposto nel nuovo Louvre di Abu Dhabi di Jean Nouvel. Così come la Gioconda è la maggiore attrazione europea, il Salvator Mundi lo sta per divenire nel mondo arabo. 

Abracadabra!

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