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Illusi/2 Design Italia sul divano – di Eduardo Alamaro

Radical scic o sovranisti schock? Avanti o indietro? Illusioni o certezze? Carezze o mazzate? Passatisti o modernisti Marcire o marciare? … E ancora: Co-co-co … coglioni conservatori o aaarditi innovattori? Pompieri o pompati? O spompati? … Trombati, trombini o tromboni? … Chi lo sa, non lo so, tirammo ‘a campà!! … col reddito di cittadinanza architettonica ooo .. 

… OOOOltre gli Sgarbi e gli sgar-boni, … state boni, nun v’appiccicate, tanto dura poco, dura minga. Tutto s’ammoscia con la mediazione al centro. Non ci sono le condizioni per la durata. Per la lotta dura senza paura, a Ferrara. Mancano i diamanti. L’Italia cinica e amorale fa sempre centro per necessità, per stanchezza, per più pilu. L’Italia fa sempre 100, si sa!

“AAAA chi l’Italia?” A NOOI, si gridava in quel tempo, tanti anni ‘900 fa, quelli del Male Assoluto. Mai dire mai, però. E’ venuto ora il tempo 2000 del Male relativo: “AAA chi l’Italia sul divano?” A Nuje!!!, gridano infatti in coro i tifosi e i possibili miracolati del reddito di cittadinanza. E/o della pensione di cittadinanza (passiva) o … o della finestra aperta a quota 100. Cento di questi giorni felici. Auguri e buon riposo. Eterno.

Progetto & destino governativo dell’Italia D & D, Divano Domani, nuovo design    interrogativo metropolitano made in Italy di Maje. Che forma avrà? Che funzione avrà? Non si sa. Nebulosa incerta. Oggetti impossibili, bizzarri, illusori, come quelli del famoso catalogo di Carelman.

C’è però lo slogan d’incoraggiamento all’acquisto (tre milioni di Scard già stampate): “Divano de Màje? Beato si t’ò ffaje!” Se riesci a prenderlo, se tieni ‘o CUD giusto, ombbruoglio justo, ‘o design giusto, ‘o modello ISEE “a misura”. E po’, se tutt’‘a filiera finziona alla perfezione, allora, sei tra “i tranquilli”. Hai vinto la loteria. Stenditi, miettete ‘ncopp’‘o divano ‘e de Majo. Arrepuosati, sogna ‘a produzzione. 

Chiagni e fotti a vita tua assistita, cresci a panza! AAA… avvitati sul divano, pienz’‘a salute tua a quota 100, pe’ cient’anni. Tanto paga l’Italia, l’Italia finché dura, finché la barca design va e ‘o divano ‘e di maje se mantiene allerta. Altrimenti ce vo’ la supponta di cittadinanza.        

E’ sempre valida la scritta dell’EUR 42, civiltà del lavoro: «Un popolo di poeti di artisti, di attori, di architetti-eroi / di santi di pensatori e critici d’arte, di scienziati e inventori / di navigator, di traghettatori, di orientatori del reddito di cittadinanza metropolitana, …».

Ho detto tutto ciò (tristemente giocoso) al mio amico tutto-sommario e tutto-fare krollaboratore Silvio Sic. Quello s’è messo di buzzo buono e l’ha tradotto in un baleno con un’immagine sintetica, con un suo pastiche pasticciato che vedete sotto il titolo el post. In alto a destra della vignetta era rimasto però un quadratino irrisolto, vacante. Gli ho detto allora: “Miettece ‘o marchietto degli illusi di Napoli. Tanto non è scaduto dagli anni 20 del ‘900, finziona anche nell’Italia del contemporaneo, nell’eterno “Tengo famiglia”. 

E il poverino rispose (di si). A me la vignetta piace accussì. Voi che dite? Fatemi sapere & sapori, se gradite, se volete. Stop, saluti da Eldorado in-vano sul divano. Vano per vano, vaso per tra-vaso mio. Tiro lo sciacquone e vado.

P.S. Anzi no. Vi penso e ci ripenso, amici ‘e PresS/T, frienno magnanno. Vi e mi domando all’ora: Divano o antidivano? Morbido o tosto? AAAlto o Ribasso? Illusione o Rivoluzione? Presa per il Cud o presa della Pastiglia? Reddito di stracittadinanza o credito di strappaese? Siamo uomini lavoratori o divanati italiani made in Italy? 

Leggo infatti che sono sempre in agguato gli italici «furbetti del redditino»; quelli che restringono ad arte applicata (applicata a fottere gli altri) il loro brodo reddituale. Con consigli di genio italico e di gusto del sindacato deviato (vedi vicenda di Palermo). Il concreto rischio che i veri poveri doc made in Italy restino fuori dal sostegno di Stato sociale residuale. Il rischio del “falso design divano dimaje” è tanto concreto che sono state varate e vuotate dal pappamento italiota apposite severissime, sacrosante norme «anti-divano». 

AAA… Auguriamoci che non sia così (come pare e appare ai tradizionalisti e ai conservatori della già sinistra lesionata sinistrata); speriamo che non ci siano autodichiarazioni design addomesticate ad arte; che la Norma prevalga sulla Carmen, e la regola sul caso pilotato; che funzioni il percorso di reinserimento da parte dei rinnovatissimi Centri per l’impiego (tre chiamate 3: cittadina, regionale, nazionale, uhaaa!!!); che i criteri definiti dall’Agenzia per le politiche attive del lavoro funzionino; che i Servizi sociali dei Comuni svolgano la “cura attiva” per quanti sono a rischio di esclusione, … co-co-compresi forse e farsa i tanti giovani (e meno giovani) detti architetti che non faticano da sempre, … che arrancano, che s’arrangiano al nero-nerissimo e … e che avrebbero bisogno del sostegno di corsi, ricorsi e concorsi di cittadinanza architettonica di tipo francese … 

Speriamo, sperate, non sparate.

Che dire, infine? Di fronte alla palude impaludata della prima repubblica & anni seguenti, quelli del governo polpulista d’oggi ci tentato. Tanto non hanno niente design da perdere. Vanno a giornata. Tentano di essere governativi contemporanei, sperimentano, improvvisano, recitano a soggetto. Giocano le loro carte, la loro partita, forse o certo truccata. 

AAAlloro modo ce la mettono tutta a governare con quintalate di twitter, capriole e face book dalla mattina alla sera. Fino alla notte insonne inoltrata. Nessuna pausa, nessuna tregua. Fino alla vittoria, fino allo sfinimento. Allo svuotamento parlamentare, all’abban-dono per stanchezza dei votanti. Tutti boccheggianti sul divano.

E quindi, come scrive giustamente Lpp su altri casi e casotti italici d’architettura nostrana: “… se non si capisce questo fondamentale nodo (da sciogliere), si cade nella trappola dei mummificatori e dei presepisti: il peggior male italiano”. 

Ragion per cui diciamo, cantiamo in coro: Abbasso il Presepio. Wogliamo l’albero di Natale, accanto al divano di Maje!!!

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