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Architetti somari di tutto il mondo, ragliate e travagliate! – di Eduardo Alamaro

Internet, che meraviglia pescare nel web! Che bello ritrovarsi nell’etere! Meglio di “C’è posta (elettronica) per te” di Maria De Filippi, regina delle ricongiunzioni televisive. Toc, toc, chi bussa oggi alla mia porta mail?

Dopo il poeta Alessandro Carandente (vedi PresS/Tletter della settimana scorsa, n. 19), mi pesca via internet il mio amico architetto e artista umbro Nello Teodori, che non vedevo e sentivo dal 2004. Come passa il tempo!

Mi invita alla inaugurazione del “Museo del Somaro” a Gualdo Tadino”, un museo sui generis dedicato interamente all’animale paziente e faticatore per eccellenza; un Museo, quindi, che intenderebbe essere, relativamente alle sue scarse risorse economiche, (Cercasi sponsor somaro intelligente!!), essere, dicevo, un centro di ricerche pazienti e umili su tutto ciò che raglia e si vaglia util-mente.

Essere cioè spia e metafora dell’arte & vita contemporanea, perché “proprio attraverso il paziente e umile gioco artigiano di Rovesciamento asinino degli stereotipi” è possibile ripercorrere a ritroso (per andare avanti) i grandi temi della filosofia, da l’asino di Giordano Bruno a … a ‘o ciuccio napulitano che vola! ‘E volanti: sogno, illusione, artifizio, magia, fiaba ….

Leggo il comunicato stampa e vedo che sono elencato tra gli ardenti “aderenti” al simpatico Museo asinino, in buona compagnia, per la verità. Aderiscono infatti più di cento autorevoli autori, non soltanto architetti e artisti visivi, ma anche somari pro-venienti del mondo dello spettacolo, della letteratura, della critica, delle scienze e della politica. Tutti spazi che il Museo intenderebbe a breve coltivare e far ragliare.

Tra gli altri, leggo che hanno “aderito”: Paolo Portoghesi, Mario Pisani, Ninetto Davoli, Ugo La Pietra, Goffredo Fofi, Luca Maria Patella, Lamberto Pignotti, Gabriele Perretta, Pablo Echaurren, Pasquale Cassandro, Giulia Piscitelli, Sergio Calatroni, Brigata Es , ….; tra i visivi di successo manca però una più decisa “aderenza-adesione” di Cattelan, il re degli asini perfomativi, che sul somaro modificato dalla comunicazione ha costruito una carriera global non disprezzabile.

Non ne sapevo niente di questa mia “adesione”. Rispondo però entusiasta all’invito. Mi dichiaro molto onorato di essere un asino di architetto, un artigiano dei somari, ‘nu ciuccio ‘e storico-critico d’arte, ‘na schifezza di scrittore, peggio ancora dell’arte ceramica. A peggiorare ancor più il quadro mio somaro, da una decina di anni (e danni) collaboro con asinini Intermezzi raglianti alla PresS/Tletter di Prestinenza.

Del resto – scrivo a Teodori– è notorius il mio amore per gli asini dell’Architettura testarda (talvolta bastarda) di tutti i tempi e paesi; nonché l’amore per l’Umbria somara e francescana, Gualdo Tadino, in primis. Infatti, se si va su google e si digita “Il palio degli asini di Gualdo Tadino”  …. si vede che è ripubblicato per intero quanto avevo scritto per la negletta rivista “La ceramica moderna e antica”, (Faenza editrice, novembre 2004, n. 204, ndr), con foto inedite della rotta dell’asino in corsa, da me scattate, con disprezzo del pericolo!

Per non dire, come invece dico, dalla mostra che proposi all’allora sindaco di Deruta, il dinamico Mauro Mastice e a Giulio Busti, conservatore del Museo: “Tutti gli asini della ceramica italiana”, iniziativa che “sondai” tra gli artisti e architetti “nostri” asinevoli e che riscosse subito molti consensi et adesioni. Ma non se ne fece nulla, peggio per loro di Deruta.

E poi – molto praticando Vietri sul mare, negli anni ’90 del millennio scorso – tentati di rilanciare il piccolo asinello vietrese, migrato dalla Sardegna e riconfezionato dagli artisti “tedeschi” negli anni venti per i pigri vietresi, disegnando il Novociuccio deragliato e … e facendo confezionare (o suggerendo) ai possibili AltriGiani tante ceramiche su questo tema di successo locale. Tra cui il tragicomico ‘a muntagne d’‘e ciucciucciarielli (che allego qui sotto), un accumulo asinino che confezionai (artefice Caruso di Vietri) per “Abitare il Tempo” di Verona ’99 e pubblicato tante volte senza s-volte, e poi tante altre cose d’anima asinina di raglia, taglia e vaglia (ma che non quaglia).

Oltre al “raglio” fiabesco e magico di Ninetto Davoli, ad una bella lettera di Goffredo Fofi, apripista sul tema de “Gli asini” (titolo di una sua rivista), pe pe per … percorrendo il Museo, s’ode la voce pacata di Paolo Portoghesi il quale, intervistato dal Teodori, snocciola una sorta di Lode del Somaro, o meglio una “Lode della Somaritudine” o della Solarità somara.

Essa consterebbe proprio nell’appartenenza (o adesione psicologica e reale) alle “minoranze”, ossia nella vocazione al Contro le maggioranze (più o meno truccate); da qui l’esaltazione del “Bastian contrario”, colui o coloro che son pronti a schierarsi con e per gli asini di tutto il Mondo scamazzato; contro le cavallerie al galoppo dei potenti “maggioritari” (anche democratici), per l’emersione di un mondo alla rovescia. Quello col somaro sopra e il padrone sotto, alla Scalabrini socialista ‘800.

Avanti popolo, popolo di Dio e dell’Arte in cammino, prima gli ultimi, perima i richiedenti asilo, speranza dell’Avvenir. Quello gualdese del Somaro vuol essere perciò un museo alla rovescia, un museo Contromano. Mano artigiana, s’intende.

Buon viaggio museo dell’asinologia errante, auguri Teodori, perché dopo l’inaugurazione, viene il bello che bolle in pentola dell’asino, … che abballa e fa ballare gli audaci. Tieniti forte, somarello gualdino bello!

Si si si … si dice in fatti in loco che … che quelli della Pro Tadino, anima animosa della gettonatissima corsa degli asini dei Giochi de le Porte, borbottino dubbiosi: il somaro di Teodori è troppo dotto, troppo raffinato: è andato a scuola, s’è laureato, non c’entra più con Noi che siamo rimasti elementari, popolari e polpulisti doc.

Sarà vero? Chi vivrà e leggerà, saprà!

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