RIPENSARE LA MARTELLA: RIQUALIFICAZIONE, RECUPERO E COMPLETAMENTO DI UN BORGO NEOREALISTA A MATERA | di Raffaele Pontrandolfi

Testo inedito

Negli anni Cinquanta del secolo scorso gli abitanti dei Sassi di Matera furono trasferiti in borghi rurali sorti a qualche chilometro dal centro urbano (La Martella, Venusio, Picciano) o in nuovi rioni costruiti alla periferia della città (rioni Lanera, Serra Venerdì, Spine bianche, Villa Longo). Gli interventi urbanistici erano inquadrati nel Piano Regolatore Generale redatto da Luigi Piccinato tra il 1954 e il 1956. Nacque così Matera moderna, dalle caratteristiche definite scandinave per l ‘ampia dotazione di spazi pubblici, servizi e per una certa qualità del disegno urbano che la prevalenza dell ‘intervento pubblico statale aveva determinato. Dopo un ‘ipotesi iniziale dell ‘architetto materano Ettore Stella, morto nel 1951, la redazione del progetto del borgo rurale de La Martella venne affidata a Ludovico Quaroni insieme a Federico Gorio, Pier Maria Lugli, Michele Valori e Luigi Agati. Realizzato negli anni ’50- ’60 il Borgo de La Martella rappresenta un importante esempio di applicazione dei principi e degli indirizzi della corrente neorealista italiana, insieme ad altri interventi coevi realizzati in altri centri abitati del paese (tra gli altri il Canton Vesco ad Ivrea, i Borghi del Fucino in Abruzzo di Marcello Vittorini, gli interventi INA-Casa di Ridolfi a Cerignola, San Basilio di M. Fiorentino o lo stesso Tiburtino, alla progettazione del quale hanno partecipato diversi architetti presenti nell ‘intervento materano).

Ludovico Quaroni, interpretando il dibattito urbanistico progressista di quegli anni, progettò un borgo con caratteri urbani ben definiti, posto simbolicamente in posizione baricentrica e sommitale rispetto al territorio agricolo circostante; ne sottolineò l ‘autonomia formale e funzionale, enfatizzando il nucleo centrale destinato ai servizi collettivi ed alla chiesa. Dal centro si diramano le strade su cui si attestano le case dislocate secondo le curve di livello ed abbinate in modo da definire cortine edilizie che ripropongono l ‘unità di vicinato tipica del modello insediativo dei Sassi. Il progetto di La Martella fu fortemente segnato dalla esperienza del Tiburtino a Roma dello stesso Quaroni: l ‘architettura neorealista, infatti, si trasferisce dallo scenario astratto ritagliato nella periferia romana ad una geografia concreta, fatta di connessioni topografiche, funzionali, psicologiche.

Dal 1953, anno di realizzazione dei primi interventi, il villaggio de La Martella ha subito notevoli modifiche e trasformazioni. Gli interventi recenti, in ampliamento al borgo storico, sono stati realizzati a partire dagli anni novanta dello scorso secolo: nuovi interventi costruttivi, di iniziativa pubblica e privata, che, pur dotati di una propria unitarietà, si presentano poco collegati ai caratteri del borgo storico. L ‘assenza di una strategia organica e compiuta di assetto urbanistico del Borgo ha favorito negli ultimi decenni la programmazione di nuovi interventi costruttivi estemporanei e puntuali, scollegati tra di loro e rispetto all ‘insediamento storico, spesso tipologicamente decontestualizzati, con un impianto urbanistico vagamente ispirato a quello del progetto originario: in ogni caso è mancata fino ad oggi una progettazione compiuta dello sviluppo del Borgo ed una strategia di valorizzazione funzionale dello stesso. Solo di recente l ‘Amministrazione comunale ha programmato, ed in parte attuato, interventi di manutenzione e recupero di alcune attrezzature ed infrastrutture pubbliche che poco però hanno inciso sulla situazione complessiva: La Martella rimane ancora una realtà insediativa periferica, avulsa dal processo di sviluppo della città.

Una tale condizione, in una città come Matera che ha rappresentato, in passato, una esperienza urbanistica di riferimento e che si trova oggi in una fase di evidente sviluppo economico, rappresenta un forte elemento di negatività ed un limite alla costruzione di più avanzate condizioni di sviluppo urbano. La Martella rappresenta oggi un insediamento senza una sua autonomia funzionale ed una precisa connotazione e caratterizzazione fisica di insieme: il fenomeno del pendolarismo con la città fa del Borgo un quartiere dormitorio e di residenza temporanea, non favorendo il rafforzarsi di relazioni sociali tra gli abitanti e quindi il consolidamento di una forte identità e senso di appartenenza.

La mancanza di uno sviluppo organico del Borgo, a partire dall ‘insediamento storico, il diffuso abusivismo edilizio e la carenza di controlli, la scarsa cura e manutenzione degli spazi pubblici, l ‘esiguità di elementi e spazi di connessone tra le diverse parti dell ‘insediamento e di una visione unitaria dello sviluppo dello stesso, la presenza limitata di servizi e di realtà economiche e produttive sono tutte condizioni di criticità che non favoriscono un reale miglioramento della qualità insediativa e quindi della qualità di vita per i residenti del borgo. Gli effetti e le conseguenze più evidenti originati da tali condizioni sono lo spopolamento del Borgo, il progressivo degrado degli spazi pubblici, il graduale indebolimento delle relazioni sociali ed un progressivo appiattimento verso il basso della presenza di differenti classi sociali, l ‘incremento di fenomeni di microcriminalità ed il degrado del patrimonio edilizio di valore storico-ambientale del borgo originario. Oggi la Martella sta cambiato volto e le trasformazioni avvenute recentemente, in particolare nella parte del borgo storico, rischiano però di cancellarne i caratteri originari.
La maggior parte delle abitazioni realizzate negli anni Cinquanta è abitata, ma differenti sono le condizioni in cui sono conservate: i contadini, primi destinatari delle case, e i loro discendenti sono diventati artigiani, impiegati, nuovi contadini che negli anni hanno adeguato alle mutate condizioni di vita le singole unità edilizie, sopperendo con innumerevoli interventi (a volte abusivi) alla rigidità tipologica degli edifici originari ed alle carenze costruttive, apportando, ovviamente, significative variazioni d ‘uso.

La città di Matera si è sviluppata anche verso La Martella: la zona industriale e artigianale, nuove infrastrutture per la mobilità (superstrada e stazione ferroviaria) tendono ad inglobare fisicamente il borgo nella città, facendo fatalmente diventare il villaggio un quartiere urbano: oggi il borgo dovrà difendersi dalla periferia della città e dallo sviluppo dell ‘area industriale, condizioni ambedue che potrebbero snaturare definitivamente la già compromessa situazione e provocare ulteriori fenomeni di spopolamento. E ‘ necessario quindi un progetto organico per il Borgo che superi l ‘estemporaneità degli interventi, pubblici e privati, fino ad oggi realizzati, pena l ‘aumento di fenomeni di degrado sociale e fisico ed il definitivo snaturarsi dei caratteri originari del Borgo storico (che conserva ancora margini per essere recuperato almeno negli elementi essenziali). Obiettivo prioritario e principale di una politica di rilancio e valorizzazione del Borgo deve quindi essere quello di promuovere strategie di intervento che ridefiniscano un nuovo e specifico ruolo per La Martella nel contesto urbano e territoriale, in grado di attrarre nuove domande insediative ed iniziative economiche che favoriscano una graduale costruzione di nuovi paradigmi identitari per tale parte della città, anche riscoprendo e valorizzando alcuni elementi di identità legati alla funzione originaria del Borgo.

Nella proposta di rigenerazione e riqualificazione urbana del Borgo La Martella, questione centrale da affrontare è quella relativa allo sviluppo, all ‘interno ed all ‘intorno del Borgo, di iniziative di agricoltura urbana: le proposte di riqualificazione e recupero funzionale degli orti dell ‘insediamento storico (in alternativa al continuo processo incontrollato di impermeabilizzazione di tali aree) e, soprattutto, la previsione di nuove zone destinate ad orti collettivi ed all ‘ agricoltura sociale vanno in questa direzione. In particolare, nell ‘area nord, la previsione di una estesa area destinata a orti produttivi potrebbe rilanciare modelli di agricoltura urbana orientati anche allo sviluppo di nuove attività economiche ed imprenditoriali oltre che a qualificare il paesaggio urbano e periurbano. Un territorio quindi, con al centro il Borgo de La Martella, che nei prossimi anni registrerà certamente importanti processi di trasformazione e sviluppo. Una tale condizione, potenzialmente molto favorevole, impone con urgenza la definizione di una strategia di sviluppo della parte occidentale del territorio comunale, con riferimento in particolare al Borgo de La Martella, alla contigua zona industriale, alle aree periurbane sui margini occidentali della città esistente, alle vaste zone di valore naturalistico ambientale e produttivo-agricolo che trovano nella Gravina di Picciano, ad ovest del Borgo, l ‘elemento di maggiore rilevanza.
Del Borgo La Martella si parla soprattutto nel Dossier di Matera a Capitale Europea della Cultura nel 2019. L ‘intenzione dichiarata è quella di farne un centro di produzione culturale dedicato ai temi dell ‘architettura, del design e dell ‘urbanistica: una grande opportunità certamente per ripensare il Borgo.
La Martella deve attrarre nuove domande ed abitanti e trovare una sua vocazione (anche produttiva e di polo di servizi); un tale obiettivo si giustifica anche sulla base del prossimo miglioramento delle condizioni di accessibilità al Borgo con il completamento della superstrada Bradanica di cui si prevede un importante svincolo proprio in prossimità dell ‘abitato, favorendo al contempo una vocazione produttiva con valorizzazione in chiave moderna ed innovativa anche delle attività dell ‘agricoltura.

Ri-pensare La Martella significa quindi sviluppare ipotesi progettuali per un nuovo assetto fisico e funzionale del Borgo puntando da un lato sulla riqualificazione (credibile e fattibile) del tessuto storico e dei caratteri architettonici ed urbanistici più importanti e dall ‘altro su interventi di nuovo impianto e trasformazione che diano organicità e completezza all ‘impianto urbanistico originario, favorendo l ‘integrazione e la relazione tra le diverse parti del borgo e tra lo stesso e la città.

DATI PERSONALI:
Nome: Raffaele
Cognome: Pontrandolfi
Data e luogo di nascita: 21/10/1987, Roma
Professione: Architetto

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