NICODEMUS TESSIN, UN ARCHITETTO SVEDESE A ROMA | di GIOVANNA SEVERINO

Testo inedito

Nicodemus Tessin, un architetto svedese a Roma
Introduzione
Nicodemus Tessin è stato un architetto svedese nato il ventitre maggio 1654 a Nykàping da una famiglia di origini tedesche. Egli è conosciuto soprattutto per il suo ruolo di Architetto Reale di Svezia che lo vide alle prese con la progettazione dell ‘odierno Palazzo Reale (Kungliga Slottet) di Stoccolma; questa sua maestosa opera è il frutto di un ‘esperienza europea molto significativa, come ricordato dallo stesso Tessin nei suoi diari di viaggio.
La prima discesa in Italia è datata alla fine del 1673, quando egli era solo diciannovenne. In tale occasione incontrerà a Roma la regina Cristina di Svezia, grazie alla quale riuscirà a studiare presso l ‘atelier Fontana, affidato alla pratica di Abraham Paris e alla saltuaria partecipazione dello stesso Bernini(1). In questo contesto, il giovane architetto si immerse nella cultura barocca romana che apprezzò moltissimo, come constatato dai molti disegni da lui eseguiti in questo periodo.
Il secondo viaggio fu tra il 1687-1688, di questo si hanno delle informazioni dettagliate di pugno di Tessin annotati in tedesco sul suo diario di viaggio. Nei pochi mesi di permanenza romana l ‘architetto desidera mettersi al corrente di tutte le novità in campo artistico, per questo farà visita a Giovan Battista Gaulli, Domenico Guidi, Carlo Maratti, Ciro Ferri, Giuseppe Mazzuoli (erroneamente segnato come Lazzaro Morelli), Gaspar Van Wittel, Nicolas Dorigny e tanti altri. L ‘architetto sembra interessato principalmente ai disegni e alle collezioni della regina Cristina.

Cenni sull ‘influenza romana.
L ‘ultimo viaggio a Roma di Tessin, non rappresenta la fine dei suoi rapporti con la Città eterna, in quanto non solo cercò negli anni di acquistare vari disegni italiani tramite i suoi procuratori, ma inviò anche suoi discepoli a disegnare e copiare opere; inviò anche suo figlio Carl Gustaf ventunenne nel 1716.
La scia della sua esperienza romana resterà durante tutta la sua produzione artistica, a cominciare dal completamento del Palazzo Reale di Drottningholm non terminato dal padre, dove l ‘architetto inserisce elementi non congruenti con lo stile precedente di Nicodemus Tessin d. ├ñ.. ├ê il caso della volta della scala principale della residenza estiva che combina i cassettoni di Palazzo Barberini con i medaglioni in Santa Maria della Pace(2), come lui stesso annota sullo schizzo preparatorio(3). Nelle volte di entrambi i piani ci sono riferimenti a modelli romani, a piano terra delle figure tratte dall ‘arco di Tito e dall ‘arco di Costantino, al primo piano gli dei dell ‘Olimpo ripresi da Lanfranco a villa Borghese(4). Ci sono inoltre tante altre opere che hanno un legame con Roma, come gli apparati funebri per il principe Carl Gustaf, ripresi dalla tomba del cardinale Pimentel di Bernini di cui il Tessin fece un disegno(5).
├ê interessante come il Tessin cerchi di associare sempre elementi diversi, senza mai direttamente copiare un ‘idea romana, come dimostra il caso dello studio di un lanternino per una cattedrale a Stoccolma, dove prima di tutto il Tessin mette in tavola gli esempi romani più famosi, per poi giungere alle sue conclusioni inventive che segnala con un d ‘inventione(6); la chiesa relativa al lanternino sarebbe dovuta essere costruita nei pressi del Palazzo Reale, e prevedeva anche due fontane gemelle con obelisco portato da un elefante(7), che non può non richiamare l ‘elefante
stiloforo di Bernini in piazza della Minerva. Il progetto per questa chiesa che sarebbe dovuta sorgere a Norrmalmstorg riserva ancora un ‘altra peculiarità romana: doveva essere inserita in una piazza tutta progettata in funzione della chiesa: quest ‘ultima in una posizione centralizzata contornata da edifici simmetrici più bassi che riprendono in maniera evidente la sistemazione del Campidoglio(8). Anche in altre chiese è evidente l ‘eco romana, come nella Fredrikskyrkan a Karlskrona che già molti anni fa suscitò in Siren l ‘idea di un confronto con Trinità dei Monti(9). Questo non è che l ‘inizio di una lunga lista di monumenti che si possono analizzare in chiave romana, come ad esempio lo stesso Palazzo Tessin, che l ‘architetto progettò nel 1694. Sebbene il progetto per i giardini si basi sul gusto francese, per quel che riguarda l ‘architettura dell ‘esterno l ‘idea è tutta italiana: per la facciata principale M├Ñrtelius e Kimmich(10) propongono un confronto con la Piccola Farnesina(11) cioè Palazzo Silvestri di epoca rinascimentale, soprattutto per le attinenze del livello inferiore. Secondariamente c ‘è l ‘ispirazione romana anche per la facciata interna che dà sul cortile dove in alto si nota una galleria con un colonnato prospettico(12), che altro non può essere che la galleria borrominiana di Palazzo Spada(13).
In ultimo è bene accennare una riflessione sul Palazzo Reale di Stoccolma.
Come anticipato nel primo capitolo, il Palazzo Tre Kronor fu quasi interamente
distrutto da un incendio nel 1697, salvando solo la nuova ala nord. Ogni facciata del palazzo è diversa dalle altre e in ognuna di esse si può trovare un riferimento romano: Palazzo Farnese per la facciata nord, palazzo Chigi-Odescalchi per la facciata interna al cortile e le ali curve del Corpo di Guardia che riprendono il progetto di Bernini per Montecitorio. Ma l ‘idea più attinente tra tutte non viene
da Roma, ma da Parigi, dal quarto progetto di Gian Lorenzo Bernini per il Louvre, da cui proviene l ‘ordine gigante delle colonne che si ritrova in diversi punti, specie nella facciata sud(14). La fonte più grande di disegni di architettura che ispirarono Nicodemus Tessin fu un catalogo di disegni arrivato a lui dall ‘Italia nel 1702; l ‘apprezzatissimo volume era: Studio d ‘Architettura Civile(15) di De Rossi di cui commenta: Se peut compter pour un de meilleurs livres qu ‘on aye imprime touchant l ‘architecture(16). Da qui il Tessin ha potuto prendere ispirazione in particolare da alcuni disegni di finestre, come quella del vestibolo sud che è una rielaborazione della mano di Bernini in una finestra di Palazzo Barberini(17) e molte altre(18).
Resta chiara in merito la posizione della critica che difende l ‘originalità di Tessin e la sua capacità di ricombinare elementi della Roma barocca in una Stoccolma rinnovata.


Note:

(1) Osservazioni dal discorso del Sig:or Cav:re Bernini In Bjàrn Kommer, Nicodemus Tessin der J├╝ngere und das Stockholmer Schloss, Heidelberg, 1973, Appendice.
(2) Magnusson, Nicodemus Tessin il giovane (1654 – 1728), in: L ‘esperienza romana e laziale di architetti stranieri e le sue conseguenze, Città di Castello, Tiferno Grafica, 1999, p. 47.
(3) NMH Cels 164, Disegno per la volta della scala a Drottningholm.
(4) Giovanni Lanfranco, Consesso degli dei dell ‘Olimpo, Loggia del Casino Borghese, Roma.
(5) Cfr. tav. 1.
(6) Cfr. tav. 2.
(7) Cfr. Tav. 3.
(8) Olin Martin, Bernini, Tessin och Det svenska Rom, in Romhorisont 15.1995, 29, Stoccolma, 1995, pp. 8-9.
(9) Siren Osvald, Antiqvarisk tidskrift fàr Sverige vol. 21-22, Stoccolma, Norsted & Sàner, 1924, p. 1.
(10) Mårtelius, Kimmich, in: Snickare, Nicodemus Tessin the Younger: royal architect and visionary, Stoccolma, Nationalmuseum, 2002, p. 76-77.
(11) Di questo palazzo non si conosce l ‘architetto, anche se Tessin lo lega alla cerchia del Vignola; ivi.
(12) Cfr. tav. 4-5.
(13) Olin, Bernini, Tessin och Det svenska Rom, in: Romhorisont 15.1995, 29, Stoccolma, 1995, p. 9.
(14) Olin Martin, The Palace of Charles XII. Architecture and Absolutism in Sweden around 1700, in: The Emperor ‘s house ,Berlino, de Gruyter, 2015, pp. 317-318.
(15) Olin, Nicodemus Tessin the Younger and the De Rossi books, in: Featherstone ecc., Studio d ‘Architettura Civile 2┬░ ed., a c. di Antinori Aloisio, Roma, Quasar, 2013, p. 189.
(16) Weigert Roger-Armand, Hernmarck Carl, Les relations artistiques entre la France et la Suède 1693-1718 : Extraits d ‘une correspondance entre l’architecte Nicodème Tessin le jeune et Daniel Cronstràm, Stoccolma, AB Egnellska Boktryckeriet, 1964, p. 318-319.
(17) Cfr. tav. 6-7.
(18) Cfr. Olin, Nicodemus Tessin the Younger and the De Rossi books, in: Studio d ‘Architettura Civile 2┬░ ed., a c. di Antinori Aloisio, Roma, Quasar, 2013.

Bibliografia:

Bjàrn Kommer, Nicodemus Tessin der J├╝ngere und das Stockholmer Schloss, Heidelberg, 1973.

Magnusson, Nicodemus Tessin il giovane (1654 – 1728), in: L ‘esperienza romana e laziale di architetti stranieri e le sue conseguenze, Città di Castello, Tiferno Grafica, 1999.

Olin Martin, Bernini, Tessin och Det svenska Rom, in Romhorisont 15.1995, 29, Stoccolma, 1995.

Siren Osvald, Antiqvarisk tidskrift fàr Sverige vol. 21-22, Stoccolma, Norsted & Sàner, 1924.

Mårtelius, Kimmich, in: Snickare, Nicodemus Tessin the Younger: royal architect and visionary, Stoccolma, Nationalmuseum, 2002.

Olin Martin, Bernini, Tessin och Det svenska Rom, in: Romhorisont 15.1995, 29, Stoccolma, 1995.

Olin Martin, The Palace of Charles XII. Architecture and Absolutism in Sweden around 1700, in: The Emperor ‘s house ,Berlino, de Gruyter, 2015.

Weigert Roger-Armand, Hernmarck Carl, Les relations artistiques entre la France et la Suède 1693-1718 : Extraits d ‘une correspondance entre l’architecte Nicodème Tessin le jeune et Daniel Cronstràm, Stoccolma, AB Egnellska Boktryckeriet, 1964.

Olin Martin, Nicodemus Tessin the Younger and the De Rossi books, in: Studio d ‘Architettura Civile 2┬░ ed., a c. di Antinori Aloisio, Roma, Quasar, 2013.

DATI PERSONALI:
Nome: Giovanna
Cognome: Severino
Data e luogo di nascita: 17/01/1994
Professione: Studentessa

1 Comment

  1. Giuseppe 10/06/2018 at 08:11

    Finalmente in rete un contributo interessante su Nicodemus Tessin. Brava Giovanna Severino.
    Rilevo che alcuni caratteri del testo non sono leggibili (spero riusciate a risolvere il problema tecnico).

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