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La flessibilità come presupposto di sostenibilità contemporanea nelle architetture di Glenn Marcutt | di Federica Anello

La flessibilità come presupposto di sostenibilità contemporanea nelle architetture di Glenn Marcutt | di Federica Anello

Testo inedito

Definito dalla giuria del premio Pritzker del 2001 come un modernista, un naturalista, un ambientalista, un umanista, un economista ed ecologista(1), Glenn Murcutt colloca la sua intensa attività progettuale di architetto e docente, all ‘interno di una dimensione di forte attualità in un contesto architettonico oggi, sempre di più teso verso un processo di sostenibilità. Ogni qual volta si sente parlare o si ha l ‘occasione di poter studiare i differenti progetti dell ‘architetto australiano, si può rimanere affascinati dall ‘incredibile capacità dello stesso di creare un intenso e forte connubio tra l ‘ambiente circostante e l ‘entità costruita, ritrovandovi cosi una dimensione in cui l ‘oggetto che presuppone l ‘azione dell ‘abitare ritrova una profonda identificazione(2) con l ‘ambiente stesso. Nei testi a lui dedicati, Glenn Murcutt viene più volte definito come architetto artigiano, poiche dedito ad occuparsi da solo dei propri cantieri senza l ‘aiuto di molti collaboratori e, altresì per l ‘abilità di coniugare un insieme di conoscenze progettuali che si legano ad una consapevolezza del patrimonio storico della cultura aborigena e rurale del paesaggio australiano; ricercando sempre un ‘interazione con l ‘architettura contemporanea. Creando una forte analogia che conferisce al proprio modo di progettare un tono fortemente moderno, volto verso la risoluzione di problemi attuali di sostenibilità ecologica, e mai anacronisticamente nostalgico(3), la ripresa di elementi in cui si sottolinea il tema, proprio, di un ‘architettura che richiama al patrimonio vernacolare ,in cui le sue case si possono interpretare come parte di una lunga metamorfosi delle trasformazioni subite dall ‘originaria abitazione aborigena(4), diviene un concetto teorico che si lega alla forma progettuale e stilistica dell ‘architetto. Unità residenziali unifamiliari isolate queste di Glenn Murcutt, che richiamano a forme geometriche semplici del rettangolo e del quadrato, attraverso il quale lo stesso sembra voler giocare e muovere, come se vi si trovasse all ‘interno di una scacchiera. Afferma: ‘l ‘architettura è un gioco di scacchi ‘(5); cosi egli suole, accostare e combinare elementi tra loro, richiamando altresì l ‘influenza dei grandi maestri, tra cui Wright, Chareau e in particolar modo Mies Van der Rohe. Riguardo quest ‘ultimo, spesso si indica l ‘architettura di Glenn Murcutt come una sintesi dei modelli di Van der Rohe (Laurie Short House, 1972-73, Oksen House,1977-78), eppure da questi l ‘architetto trae un forte insegnamento, afferma una propria identità e definisce un proprio modello progettuale oggi conosciuto in tutto il mondo. Diviene flessibile il modo in cui questo gioco di accostamento e costante richiamo spesso alle forme miesiane, crei un continuo rapporto tra le singole parti. Così è il rapporto che l ‘abitazione ha con il terreno. Non invasivo, ma in cui la stessa si ritrova adagiata su esso, spesso risollevata di circa un metro, come a voler riprendere la casa Farnsworth (Marie Short House,1974-75). Agendo, in tal modo sia per un motivo stilistico ma soprattutto funzionale, dettato dalla necessità di creare una ventilazione sottostante all ‘abitazione cosi da permettere, pertanto un raffrescamento passivo per gli ambienti. Altre volte il rendere rialzata l ‘abitazione viene reso da un contesto del tutto naturale (Ball-Eastway house,1980); la casa si adagia su un blocco di arenaria, ricorrendo ad una piattaforma su cui sorge l ‘intera struttura metallica tubolore. Ecco che l ‘abitazione diviene quasi parte della natura stessa, la integra, vi è un rapporto di simbiosi, e senza mai trovare un contrasto vi pone un proprio equilibrio, rappresentato ed esplicitato ‘spesso con tratti sensuali; perche sensuale è il rapporto che l ‘architettura ha con la terra, con i luoghi(6).Sobrio gioco, cosi come anche per le abitazioni (Laurie Short House 1972-1973,Nicholas House 1977-80,Magney House 1982-84,Simpson-Lee House 1989-94),in cui le forme entrano in contatto con il contesto naturale. Non altera nulla si inserisce nell ‘ordine prefissato senza modificarne le leggi(7), così, l ‘entità costruita ne senza volersi imporre ne senza porre disturbo al silenzio della natura, ritrova una propria dimensione umana in cui ogni passaggio, elemento costituente diviene appropriato per la vita umana. Il modo in cui questa appropriatezza, si leghi alla conoscenza e all ‘analisi di tutte le problematiche legate al clima e all ‘orografia del luogo, viene ovviata dalla ricerca più conveniente per potere sfruttare al meglio queste stesse e permettere all ‘abitazione di legarsi ad esse in maniera del tutto naturale. L ‘orientamento, la posizione del sole, la direzione del vento, cause climatiche legate alla pioggia, cicloni e umidità, all ‘interno di una zona; ecco, queste cause vengono studiate, analizzate e sviscerate, fino a spingere l ‘architetto ad una soluzione in cui la problematica stessa diventa il punto di forza del progetto. Per Glenn Murcutt l ‘elemento naturale, che può concretizzarsi, nell ‘acqua, nel vento, nell ‘aria, è un punto di forza. Ritorna sempre, in mente la frase aborigena legata ai suoi progetti: touch this earth lighlty(8). Leggerezza, delicatezza, ma anche una continua flessibilità tecnica, nella capacità di mutare, adattarsi ad ogni singola situazione, nelle opere di Glenn Murcutt, le quali ricercano sempre, anche un ‘attenzione all ‘uso dei materiali. Strutture metalliche si associano ad elementi lignei, come per la casa Marika Alderton. Tale abitazione, diviene forse il manifesto dell ‘architettura di Murcutt, nel modo in cui l ‘architetto pone la propria attenzione nel progettare una struttura che possa resistere a forti ondate di vento tali da comportare la propria distruzione. La struttura metallica si lega perfettamente all ‘elemento ligneo che diviene il rivestimento dell ‘intera casa Altre volte questa, invece, viene accompagnata da voluminose superfici vetrate (Simpson Lee House,1989-94),in cui i pannelli sandwich vengono rivestiti da lamiera grecata. Quest ‘ultimo materiale, molto grezzo e povero, sarà più volte utilizzato dall ‘architetto (Marie Short house 1974-75, Nicholas House 1977-80), il quale tuttavia attraverso un ‘attenta capacità e abilità di trattamento ne conferisce un aspetto visibile particolarmente interessante. La necessità ricorrente a materiali semplici, facilmente riutilizzabili, e per lo stesso importanti da recuperare in loco, richiama l ‘attenzione al loro riutilizzo, al loro ciclo di vita, presupponendo un riferimento a concetti propri di life cycle assesment dei materiali, connotando e definendo un principio teorico e pratico attribuito molto spesso a Glenn Murcutt: il funzionalismo ecologico. Si perviene attraverso ciò ad un presupposto teorico di sostenibilità e responsabilità ecologica costantemente ricercata, anche sotto un profilo economico, in cui lo stesso architetto tende ad un dimezzamento dei costi in tutto il processo costruttivo delle abitazioni. Questa volontà da parte dello stesso di voler controllare ogni singolo elemento diviene una costante particolarmente interessante nei propri progetti. Ed attraverso ciò, si perviene ad una semplicità, ma al tempo stesso complessità, resa da Glenn Murcutt attraverso un linguaggio chiaro, facilmente leggibile che tiene conto di tutti questi elementi, e che trova la sua massima espressione nel disegno e nello schizzo che lo precede. Questo diviene il mezzo, tramite il quale l ‘architetto coglie ogni singolo particolare, può investigare attraverso esso e giungere ad una soluzione finale. Il disegno, prima schizzo e poi sezione costruttiva, viene caricato da annotazioni, dettagli utili per capire, entrando con un rapporto amichevole con ciò che lo circonda. Definendo cosi, infine, un proprio principio teorico a partire dall ‘esperienza e dalla pratica, l ‘architettura di Murcutt, si colloca all ‘interno di una dimensione di forte contemporaneità e attualità. La naturalezza e spontaneità nei progetti dimostra una propria ed unica singolarità progettuale. Forse rudi, ma al tempo stesso eleganti, le architetture, di Glenn Murcutt troveranno sempre una possibile chiave interpretativa, ed è proprio questa capacità, intesa come flessibilità attraverso la forma, l ‘adattamento costante e continuo nel tempo, che definisce e conferisce un segno distintivo al progetto dell ‘architetto stesso.

Note
1 Jury Citation Pritzker Architecture Prize,2002.
2 Schulz-Norberg,Chistian.2000. Genius Loci: paesaggio, ambiente, architettura, Milano: Electa.
3 Ponsi, Andrea.2013. L ‘architettura dell ‘analogia, pag.158. Siracusa: LetteraVentidue.
4 Flora, Nicola, Giardiello, Paolo and Postiglione,Gennaro.1999.Glenn Murcutt: disegni per otto case pag.19,Napoli:CLEAN.
5 Fromonot, Françoise.1998.Glenn Murcutt: opere e progetti,pag.39.Milano:Electa
6 Flora, Nicola, Giardiello, Paolo and Postiglione, Gennaro.1999.Glenn Murcutt: disegni per otto case pag.56,Napoli:CLEAN.
7 Introduzione da parte di Francesco dal Co alla conferenza Cersaie.Glenn Murcutt: lectio magistralis.2015,Bologna
8 ‘Touch this earth lighly ‘ (tocca questa terra con leggerezza), espressione attribuita al popolo aborigeno che sintetizza il rispetto di questo popolo verso la terra. 4 Flora, Nicola, Giardiello, Paolo and Postiglione, Gennaro.1999.Glenn Murcutt: disegni per otto case pag.12,Napoli:CLEAN.

DATI PERSONALI:
Nome: Federica
Cognome: Anello
Data e luogo di nascita:07/02/1994
Professione:Studentessa

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