GRAZIE MODA PER QUESTA NUOVA ARCHITETTURA | di Bianca Diocesano

Testo inedito

L ‘architettura. Cos ‘è? Appare ovvia la risposta: basta una definizione elementare che la definisca come una pratica che fonde arte e scienze, creatività e logica. Una definizione così semplicistica è corretta se non si tiene conto del progresso, elemento intrinseco al suo ╬Áß╝Â╬┤╬┐¤é.
La moda. Cos ‘è? Anche qui la risposta può sembrare ovvia. Si tratta di una ricetta che prevede gli stessi ingredienti.
Architettura e moda hanno molto in comune: qualcuno ha detto che studiare i componenti di un abito è come ragionare sulla costruzione di una facciata, e che la struttura di un edificio corrisponde alla persona che indossa l ‘opera di uno stilista.
C ‘è una soluzione a questo dualismo, o meglio vi è un punto di incontro tra queste due nobili arti: l ‘architettura effimera. Di cosa si tratta? Qui la soluzione risulta ben più complessa, infatti non tutti sanno di cosa si tratta: alcuni usano il termine impropriamente, altri ne ignorano l ‘esistenza.
Se si pensa alla cultura del giorno d ‘oggi può apparire immediata una definizione che però è in realtà semplicistica.
Leggendo l ‘articolo Architettura effimera ovvero la permanenza dell ‘idea dell ‘architetto Ottaviano Razetto cogliamo i principi di PERMANENZA DEL SEGNO E DELL ‘IDEA che spiegano che l ‘architettura effimera va ben oltre il principio del tempo e quello della precarietà dei materiali e delle strutture. In relazione a questa idea di architettura si può introdurre un argomento ancora poco indagato ma di cui non si può continuare a non tenere conto. Infatti, al giorno d ‘oggi ci sono numerosi eventi in cui vengono elaborate opere che rientrano in questa categoria, ossia architetture caratterizzate da un tempo di installazione limitato ma il cui ricordo rimane nel tempo, proprio perche vi è un ‘idea forte alla base. Questo è il caso delle Esposizioni Internazionali, dei Saloni del Mobile e Fuori Salone, delle Biennali e molti altri eventi.
Bisogna quindi tenere conto di una rivoluzione che sta prendendo piede e che non rientra ancora canonicamente in questo genere di architettura, ma dovrebbe: si tratta delle architetture temporanee realizzate per le Settimane della moda di tutto il mondo.
Questa affermazione sembrerà agli occhi di molti dissacrante ed irriverente, ma vuol dire che non vi è la consapevolezza del grande potenziale che offrono al giorno d ‘oggi questi eventi per l ‘architettura contemporanea, seppure effimera (oltre ad esaltare architetture già esistenti facendole conoscere al grande pubblico).
Come fare per convincere coloro che sono scettici a tal proposito e che vedono questa affermazione come dissacrante? In realtà è molto semplice. L ‘architettura è progresso, come già detto, e come tale si adatta al passare del tempo. Infatti, al giorno d ‘oggi l ‘architettura si fa conoscere in larga parte su internet, grazie ai social networks e ad attraenti pagine web. A questi si affianca l ‘evoluzione data dalla creazione di molte forme di architettura effimera, destinate a durare poco tempo e per questo imperdibili, dove tutti vogliono andare per poter mostrare di esserci stati e di aver scattato quella foto (principio alla base anche del mercato della moda contemporanea, ma questo è un altro discorso).

In questo contesto si inserisce il lavoro di studi come Bureau Betak ed altri che, con sedi nelle capitali d ‘Europa, d ‘America e d ‘Oriente riescono a creare forme di architettura e design innovative e molto attraenti. Qual è la differenza con le grandi opere delle Esposizioni Internazionali del XIX secolo?
La risposta ce la darà il tempo: staremo a vedere se gli esperti del settore ricorderanno la collina di lavanda progettata da Alexandre de Betak per Dior nel 2015 in occasione della Paris Fashion Week così come oggi gli architetti ricordano il Crystal Palace realizzato per l ‘Esposizione Universale del 1851.
Il rapporto architettura o moda è sempre stato molto forte. Molti celebri stilisti si sono formati come architetti o primo fra tutti Gianfranco Ferre o e molti architetti hanno sempre avuto un debole per la moda, avvicinandocisi il più spesso possibile come l ‘archistar Zaha Hadid.
Ed è proprio la celebre autrice del progetto del MAXXI di Roma a fornirci un altro elemento che va ad avvalorare la tesi secondo cui la moda contemporanea genera opere d ‘architettura effimera che rientrano a tutti gli effetti nel panorama della progettazione contemporanea.
Nel 2008 Zaha Hadid ha realizzato il Mobile Chanel Contemporary Art Pavillion a Parigi: un ‘opera d ‘architettura mobile, contemporanea, effimera. Il padiglione dopo esser stato trasferito a New York e Tokyo, è stato smontato. Così come accade per tutte le opere temporanee, così come accadeva nel 1800, così come accade per le installazioni architettoniche delle Settimane della Moda.
Anche questa è architettura effimera.

DATI PERSONALI:
Nome: Bianca
Cognome: Diocesano
Data e luogo di nascita: Bari 19/05/1996
Professione: Studentessa di architettura

Scrivi un commento