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Il nutrimento dell ‘architettura [86] – di Davide Vargas

La diligenza per Lordsburg è un racconto che Ernest Haycox pubblicò nel 1937 sulla rivista Collier ‘s Magazine. Appena trenta pagine ma mentre lo leggo nell ‘edizione di Sellerio [1992], alle immagini che suscita si sovrappongono i volti di John Wayne o di Claire Trevor, i paesaggi della Monument Valley gli indimenticabili squilli di tromba dei cavalleggeri. John Ford lo lesse e girò Ombre Rosse nel 1939.

Il racconto è un abbozzo e il film è trasposizione sì, ma anche un ‘altra cosa. Inevitabilmente, direi, se solo si confrontino trenta pagine con un ‘ora e mezza di linguaggio dilatato come consente il cinema. Ma il bello è tutto lì: nel passaggio da un ‘IDEA all ‘OPERA. Diciamo che in mezzo c ‘è la fase del PROGETTO e del CANTIERE. Sono i luoghi e i tempi dell ‘approfondimento, della costruzione, delle verifiche e delle modifiche. Nel caso specifico il percorso dagli stereotipi ai personaggi. Ma si capisce quanto questo possa valere in ogni campo.

Chi progetta per costruire sa che il progetto contiene una promessa da mantenere ma anche da arricchire. Sa pure che ogni punto di svolta nella realizzazione, leggi pure ostacolo, se solo si richiami il nervo dell ‘idea motrice, è occasione per riaffermare la sua inderogabilità su cui necessariamente modellare trasformare e migliorare la trama dell ‘opera. Proprio come la traduzione dalle parole al linguaggio delle immagini. Era una buona trama, dirà lo sceneggiatore di Ford, Dudley Nichols, un punto di partenza quindi, ma forte come una traccia.

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