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100 anni di Bruno Zevi – di Alessandra Muntoni

 

Col 22 gennaio 2018 iniziano le celebrazioni per il centenario della nascita di Bruno Zevi. La Fondazione Bruno Zevi, molte Università italiane e straniere, il MAXXI di Roma, il Museo di Ferrara, stanno organizzando mostre, convegni, ristampe dei suoi libri, premi dedicati, per ricordarne la figura e l ‘opera.

Formidabile storico e divulgatore della cultura architettonica e urbanistica, docente dalla potente capacità comunicativa, fondatore di Istituzioni come l ‘IN/Arch che per decenni ha coinvolto tutti i soggetti attivi nella trasformazione delle città e del territorio, impegnato nell ‘attività politica dapprima nel Partito d ‘Azione, poi con i socialisti e i radicali, Zevi ha lasciato una eredità multiforme ÔÇÆ che ha accompagnato molte generazioni di studenti, architetti, professionisti, artisti, attivi nel secondo dopoguerra ÔÇÆ ben difficile da sintetizzare. Ma se mi si chiedesse di indicare ciò che potrebbe oggi essere utile a chi incomincia a dedicarsi all ‘architettura, indicherei due o tre questioni.

Sul versante editoriale, sono tuttora attualissimi almeno tre aurei libretti, come lui li chiamava. Uno dei primi, pubblicato nel 1948, Saper vedere l ‘architettura, che ha insegnato i modi dinamici di percezione e rappresentazione dello spazio abitato, dall ‘antichità ad oggi. Poi, Architettura e storiografia, edito nel 1950 e poi nel 1974 col sottotitolo Le matrici antiche del linguaggio moderno, che offre l ‘alimento culturale che attraversa i tempi storici, creando varchi insospettati di una nuova comprensione del presente. Infine, Il linguaggio moderno dell ‘architettura, edito nel 1973, col sottotitolo Guida al codice anticlassico, che è stato il punto di partenza per riscrivere, dal punto di vista del contemporaneo, molti suoi testi che sembravano ormai collaudatissimi. Da questa continua oscillazione, Zevi raggiungere il concetto di controstoria, una storia che si legge dall ‘oggi e procede con moto retrogrado all ‘indietro, chiedendosi ogni volta il perche delle svolte epocali che di volta in volta sono indicate dai più importanti artisti del tempo.

Su quello dell ‘azione, vale il suo metodo di mettersi costantemente in discussione, restando strettamente legato ad un solo valore: quello di Giustizia e Libertà. Per cui, a suo avviso, non doveva esserci una scelta di vita valida per sempre, quanto invece una vita di scelte, da misurare ogni volta con quella discriminante rispetto ai tempi cambiati. E vale anche la sua idea che la storia si fa con i se, che ogni idea è un se che si può metter in atto, anzi che si deve far di tutto per metterla in atto, osando anche l ‘impossibile.

Torneremo sull ‘argomento, seguendo e commentando gli appuntamenti più importanti di queste celebrazioni.

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