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Dai frammenti urbani ai sistemi ecologici. Architettura dei Pica Ciamarra Associati – di Massimo Locci

Una vasta letteratura accompagna il lavoro dello Studio Pica Ciamarra Associati. Si aggiunge ora il rilevante saggio di Antonietta Iolanda Lima per i tipi di Jaca Book: Dai frammenti urbani ai sistemi ecologici. Rispetto alle precedenti pubblicazioni monografiche (curate da Scaglione e da Pisani, nonche il catalogo della mostra itinerante dell 1987 con scritti tra gli altri di De Carlo, Koenig, Nicoletti, Shimmerling e Zevi) questa si distingue per il metodo di analisi d ‘impronta storica, senza eludere la dimensione critica, che ricostruisce filologicamente temi, vicende, riferimenti e relazioni con la cultura coeva.

Fin dal titolo l ‘autrice mette in evidenza i due principali obiettivi della ricerca del gruppo napoletano. Per un verso focalizza l ‘approccio teorico e operativo nei settori dell’architettura e dell’urbanistica, intesi come unità inscindibili per un processo di generazione organica di uno spazio urbano, quindi capace di rappresentare la dimensione civica e la misura d ‘uomo.

Per l ‘altro delinea la strategia ecologica che è, contemporaneamente, esito di un approccio etico per un modo di costruire effettivamente sostenibile, ma anche veicolo per una forte connotazione espressiva. Massimo Pica Ciamarra, nei suoi scritti, nella didattica e in numerosi convegni, si è sempre impegnato per l’affermazione di un’architettura capace di relazionarsi con il sistema naturale e antropico, legando logos e topos, in sintesi sposando i criteri dell ‘architettura bioclimatica (è vicepresidente dell ‘omonimo istituto).

L ‘attenzione alla grande scala, una costante nella loro ricerca fin dai primi lavori, fa riferimento alle suggestioni sperimentali delle macro-strutture urbane delle neoavanguardie degli anni ’60, depurate, però, della componente astratta. Il lavoro del gruppo Pica Ciamarra Associati, infatti, si è caratterizzato per un’attività a cavallo tra sperimentazione e concretezza, sviluppando un numero considerevole di opere di rilevanza comunicativa.

Rappresenta una permanenza il valore della molteplicità, della ibridazione, della compresenza, ma anche il sapere rafforzare i propri orientamenti culturali attraverso la contaminazione di linguaggi, di esperienze, di materiali, di diversi modi di intendere la storia, la tradizione, il futuro. Non a caso, nel citato catalogo della mostra dello studio, avevo intitolato il mio saggio ‘Architettura delle compresenze ‘, intendendo far riferimento al melting pot di esperienze culturali che allarga gli orizzonti, prefigura nuovi spazi e nuove modalità di fruizione, invita all ‘aleatorio e alle tipologie aperte. Ne è derivata un ‘architettura che si fonda sul valore della giustapposizione fra le parti, che accetta la conflittualità morfologica e materica. Una narrazione che trova i suoi punti di forza proprio nell’espressione psicologica legata all ‘approccio fenomenico, con segni gestaltici che incorporano la forma.

Un orientamento che tende a risemantizzare espressioni linguistiche eterogenee, creando relazioni e ponti espressivo-concettuali tra lo sperimentale, l ‘utopico (che Iolanda Lima definisce ‘utopia necessaria ‘) e la professione concreta. Ricomponendo in un’unica visione i temi e le problematiche di un moderno/futuribile sviluppo urbano, con la tutela attiva dei centri storici e del paesaggio, dell ‘innovazione tecnologica e linguistica. Nel processo di valorizzazione dello spazio antropico nel suo complesso, le parole chiave sono state elevare i valori civili del costruire e dell ‘intero ciclo ideativo-comunicativo, quindi ribadire la centralità del progetto, interpretando le aspirazioni degli utenti e unificando le forze coinvolte nel processo.

Le loro opere, tutte ampiamente documentate nel libro di Iolanda Lima, dalle primissime degli anni ’60 (realizzate da Massimo Pica Ciamarra prima che si costituisse lo studio) fino alle ultime in corso di realizzazione, fanno emergere una ricerca originale, mai di maniera e continuamente orientata verso i nuovi linguaggi e le nuove tecniche di realizzazione. Una cifra espressiva riconoscibile, saldamente aderente ai valori del contemporaneo e strutturata sotto il profilo tecnologico con processi flessibili e in progress.

Questo libro, attraverso la loro ricerca rappresenta un invito alla sperimentazione, ci sollecita ad abbandonare la cautela, la nostalgia storicistica, a rimettere in discussione le posizioni acquisite, a battere nuovi territori, a sconfinare oltre i limiti disciplinari, ad alzare il tasso tecnologico, a rischiare soluzioni ardite, forzando, al limite, anche le richieste della committenza. Sappiamo tutti quanto questo invito sia oggi necessario.

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