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L’amore ai tempi di Vermeer – di Claudia Ferrini

L’amore ai tempi di Vermeer – di Claudia Ferrini

Cronache dal passato. (Se qualsiasi memoria concreta è attuale, il luogo e il tempo di un pensiero sono superfici di connessione che introducono al racconto dell ‘oggi, formulando assennate proposte circa il modo di rimuovere ostacoli di ordine economico, sociale e intellettuale in funzione del pieno sviluppo della persona. Nonche esempi di compatibilità e interscambio tra risultati della politica e atteggiamenti di uno Stato. D ‘animo. Di diritto.)

Nel luglio 1581 sette province ribelli dei Paesi Bassi dichiararono decaduta la sovranità di Filippo II di Spagna, costituendosi nella Repubblica delle Province Unite. La pace riconquistata e la dichiarazione di Indipendenza incoraggiarono il sistema economico, incrementando una fiorente produzione industriale e un ‘espansione commerciale marittima adeguatamente sostenute dalle istituzioni finanziarie.

Almeno per i successivi ottant ‘anni, la provincia dell ‘Olanda esercitò una forte influenza sulle altre, illustrando metodicamente la propria abilità nell ‘accumulazione di ricchezze e risorse, materiali e spirituali, per mezzo di un intraprendente apparato di disciplina e tutela del lavoro, stimato come garante ufficiale della stabilità, della compiutezza di uno Stato (d ‘animo) che era libero ed ottimista, evidentemente predisposto al cosmopolitismo e alla tolleranza, ospitale e incline all ‘assimilazione. Basti riflettere sulle influenze assorbite dalla severa morale calvinista, la cui moderazione suggerita dal nuovo temperamento olandese implicava nella liturgia della pace il diritto di onorare Dio e professare il culto della propria ragione, riconosciuto ai cattolici e agli ebrei, agli immigrati e ai dissidenti di tutta Europa. Basti pensare che l ‘ ultimo processo per stregoneria si verificò nel 1610 e si concluse con l ‘assoluzione dell ‘imputata.

I roghi si spegnevano mentre i focolai domestici si accendevano di idee ardite e moderne, inerenti alle scienze, alla filosofia e alla teologia, mentre l ‘industria tipografica ed editoriale crepitava di testi altrove sottoposti a rigida censura e il problema dell ‘istruzione e della conoscenza veniva sollevato, di fatto, insieme ai rossi mattoni delle Università.

Il caso Anna Maria van Schurman intervenne a suggellare il processo di innesto e moltiplicazione dei fattori della metamorfosi, introducendo nel racconto il personaggio de La donna. Libera studentessa presso l ‘Università di Utrecht e libera pensatrice all ‘interno di in una rete di corrispondenze tra gli intellettuali più influenti dell ‘epoca, nel 1630 pubblicò un trattato sui diritti delle donne di ricevere una degna istruzione di impronta umanistica, sovvertendo la concezione della femminilità implicita nell ‘orientamento patriarcale vigente in Europa e osservato nella negazione perentoria del sapere. Pittrice, ritrattista e autrice di incisioni su vetro, venne inoltre ammessa a far parte della Corporazione di San Luca. La marcata determinazione volta a favorire l ‘emancipazione della donna caratterizza l ‘Olanda del Seicento per l ‘interesse con cui valuta ed elogia la componente femminile in quanto valido membro della società, capace di contribuire agli eventi della storia come protagonista della cosa pubblica oltre che della casa privata. Allora, le ragazze di buona famiglia cui venivano impartite lezioni di canto e musica, le fanciulle che conosciamo attraverso la pittura e che possiamo contemplare mentre suonano il virginale, il liuto, il clavicordo o la spinetta, sono di fatto donne che godono degli stessi diritti legali dei loro coniugi, che possono, diversamente da quelle inglesi o francesi, ereditare e trasmettere i propri beni e recuperare la propria dote in caso di morte del marito.

Johannes Vermeer, Pieter de Hooc, Gerard ter Borch, Nicolas Maes, Gerrit Dou e Gabriel Metsu avrebbero potuto celebrare il periodo eroico della Guerra d ‘Indipendenza, la gloria dei commerci, le navi che solcavano tutti i mari del mondo, l ‘audacia dei marinai. Scelsero invece di collocare tali soggetti ai margini della penombra, investire di grazia e di luce il volto degli olandesi e delle olandesi per restituire con nitido realismo il significato della loro condotta virtuosa. Con approccio intimistico attingevano alle immagini della quotidianità privata cristallizzando quei valori civili e quegli avvertimenti morali riferiti dalla nettezza delle città, dalla pace domestica, dall ‘abbigliamento decoroso delle donne e dei bambini. Con minuzia quasi impressionistica e attenzione per la materia di cui sono fatti gli oggetti, scelsero di rappresentare con estremo rigore prospettico gli spazi casalinghi e le loro stanze interiori, resi caldi e accoglienti dagli effetti di riflesso e rifrazione della luce filtrata dai vetri trasparenti delle finestre.

Piuttosto che adulare con i cicli pittorici le grandi committenze istituzionali, la Chiesa o le corti principesche, dipingevano sul cavalletto l ‘intima convergenza tra lo spirito dell ‘individuo e le esigenze della comunità, impreziosendo con l ‘unicità espressiva del bello e i pigmenti di miglior qualità non solo le dimore dei ricchi patrizi, ma le case dei ceti medi, gratificando un vasto pubblico di acquirenti benestanti con un nuovo bene di consumo e di massa. Qualsiasi richiamo al concetto di bellezza detiene uno spiccato interesse per il femminile che coordina delicatamente le iconografie delle opere tra scene d ‘ambiente, galanti e di corteggiamento, ed indaga il rapporto tra uomo e donna attraverso le pratiche del carteggio, della conversazione, con metafore amorose che si consumano nell ‘ attimo sospeso di una circostanza.

Sebbene nel compilare la lista degli artisti contemporanei, tra il 1669 e il 1678, il medico municipale di Amsterdam definisse i soggetti di Vermeer come jonkertjes, piccoli seduttori, riferendo l ‘aggettivo piccolo alle dimensioni ridotte dei quadri, sembrerebbe più corretto includere nel gineceo di juffertjes che caratterizzano le opere di Metsu e ter Borch, anche le piccole donzelle di Vermeer, quelle modeste e morigerate alla maniera fiamminga e quelle moderne e affascinanti, seducenti nei loro abiti preziosi e ricamati, provocanti nel modo di acconciare i capelli. Reali e emblematiche, come perle simboleggiano vanità e purezza, il dualismo rappresentativo che le rende virtuose oppure maliziose conferma la loro bellezza non convenzionale: quelle donne sono belle perche sintesi essenziale di modestia e libertà. Perche accettano e rifiutano arbitrariamente le attenzioni, il corteggiamento e l ‘amore carnale loro offerti dai pretendenti, detengono il pieno controllo di ogni situazione e impartiscono ordini in silenzio, sorridendo all ‘osservatore come a dire so quel che faccio. Perche sorseggiano vino bianco memori di un serve modum suggerito dalla morale, scansano o accolgono consapevolmente l ‘avvertimento scegliendo liberamente se osservare la moderazione o ammalarsi d ‘amore. Sono belle perche istruite, colorano le proprie emozioni con l ‘inchiostro di una lettera, modulano il tormento dei sentimenti con le corde dei liuti e delle viole.

I sonetti di Petrarca rievocati dalla poesia del Seicento eccedono in pittura il limite dell ‘amore irraggiungibile e non corrisposto, manifestandosi come versi d ‘amore reale e rappresentabile, compatibilmente con le dovute allusioni allegoriche alla Temperanza, un monito efficace contro le eventuali sofferenze del discorso amoroso. L ‘universo femminile è in stretta relazione con quello maschile, vi si mescola e contrappone nello stesso tempo del rapido sbocciare di un nuovo ordine culturale, secondo il quale un uomo e una donna non idealizzati ma reali, possono essere rappresentati da soli nella stessa stanza senza creare scandalo.

Come in un racconto spontaneo e incensurabile che si conclude con la firma Libertà, le discriminazioni, l’ansia terrena e la vuota retorica che corrompono le società di ogni tempo si dissolvono nella più ampia ed alta espressione dell ‘Amore come armonia individuale e insieme collettiva.

Nel desiderio condiviso di rinascita dalle rovine della storia, trionfa Amore, ai tempi di Vermeer.

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