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Il nutrimento dell ‘architettura [59] – di Davide Vargas

Il nutrimento dell ‘architettura [59] – di Davide Vargas

Autore: Davide Vargas
pubblicato il 5 Febbraio 2017
nella categoria Cittá della poesia di Davide Vargas, Parole

Ogni volta che mi capita di passare dalle parti di Palazzo Gravina [la vecchia facoltà di architettura di Napoli] dentro di me succede qualcosa. Non so se è un movimento spontaneo o è la mente che lavora su fili di memoria e fa salire a galla certe sensazioni. Ma non importa. Oggi devo fare delle scansioni fuori misura. L 'eliografia sta aprendo. Di fianco su un pannello delle pubblicità c 'è un manifesto con un bel disegno della faccia rugosa dell 'avvocato Marotta e una frase di ringraziamento. C 'è pure la libreria dove andavo da studente. Oggi le librerie di architettura fanno tristezza. C 'è tutta roba vecchia e nessuno che compri. Ma qui voglio entrare e indugio sulle stampe della città e sui vecchi libri. Per la maggior parte gli autori sono i professori della facoltà. Il libraio sta spolverando con un piumino libri e stampe. Con la coda dell 'occhio vedo una vecchia monografia di Sven Markelius. Nell 'eliografia lo scanner è al piano di sotto. Sergio [lo chiamano continuamente, perciò conosco il nome] comincia a lavorare distrattamente, poi noto che i disegni lo colpiscono e allora cambia atteggiamento. Arriva una persona con una cartella e comincia a parlare. Ho un lieve fastidio per l 'intrusione ma da queste parti normalmente si fanno più cose insieme e Sergio risponde alle sue domande senza smettere di passare i miei disegni nello scanner. Il tipo apre la cartella e tira fuori i suoi disegni. Sono dei volti. Cominciamo a parlare. A commentare. A familiarizzare. E all 'improvviso registro che c 'è un 'aria gentile intorno e per pochi minuti sto molto bene. ├ê una certa idea di stare al mondo che genera ciò. E l 'architettura nel copione fa la sua parte.