Roma scivola in basso – di Alessandra Muntoni

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Ora sta al 88.mo posto nella graduatoria della qualità della vita tra 110 città italiane monitorate, perdendo ben 31 posizioni dal 2014. Così almeno risulta dalla ricerca di ItaliaOggi-Università La Sapienza di Roma. Davvero sconcertanta. Soffriamo quotidianamente i disagi nell’uso dei servizi più elementari della nostra città (traffico, pulizia, sicurezza…). Seguiamo con apprensione le sue grandi questioni disattese (sospensione della linea C della rete delle metropolitane, crisi della Fiera di Roma, difficoltà di portare a termine la ristrutturazione delle Torri di Ligini all’EUR, indecisioni sul polo tecnologico a Tor Vergata, incapacità di intraprendere i lavori per il nuovo stadio). Constatiamo ogni giorno il degrado diffuso nelle periferie, l’abusivismo nel litorale di Ostia, persino gli atti di vandalismo sulle opere d’arte. Non ci dovremmo quindi meravigliare per una retrocessione così disastrosa. Ma registrare che Roma è finita per la prima volta nel gruppo delle peggiori città italiane, desta un inquietante allarme.

Si sta definendo uno scenario che in parte già si conosceva: si vive meglio nelle piccole città. Guidano la graduatoria Mantova, Trento, Belluno, Pordenone e Siena. Le prime grandi città, Bologna e Firenze, stanno rispettivamente al 47.esimo e al 48.esimo posto. Ma, sorprendentemente, Milano, capoluogo della regione più ricca e innovativa del Paese, è 56.esima e Torino solo 70.esima. Genova e Bari stanno ancora più giù: ai posti 80 e 81, Palermo al 104, Napoli è addirittura terzultima, al 108.esimo posto. Chiude Crotone.

Certo, queste analisi avrebbero bisogno di una attenta lettura dei criteri con i quali sono state elaborate. Del resto molti fatti positivi, soprattutto sul piano culturale e scientifico, si registrano nelle grandi città ed elementi di eccellenza sono segnalati persino nelle città più disastrate (Crotone). Ma questa incapacità di governare le metropoli e il territorio è generalizzata, nonostante i molti studi di politica manageriale e tecnica sul progetto complesso siano stati affrontati da Master universitari, professionisti e studiosi. ├ê un problema urgente che si deve fronteggiare con tempestività. La politica ha le sue colpe evidenti in materia, ma chi si occupa di urbanistica e di architettura deve essere in grado di rinnovare in tempo e in modo radicale i propri strumenti di lavoro.

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1 Comment

  1. Silverio Bambara 04/12/2017 at 00:36

    “Il quadro desolante” di cui sopra PORTA LA DATA DEL 22 OTTOBRE 2014 ED E’ CONSEGUENZA (vedi accanto): http://www.giallorossi.net/birra-risse-e-paura-piazza-di-spagna-ostaggio-dei-tedeschi/

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