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presS/Tletter n.25 – 2016

[01]EDITORIALI [02]FLASH [03]BLOG

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[01] EDITORIALI

LPP

Testo della mostra Tappezzeria

 

Tappezzeria è il progetto che mi vedrà impegnato per il prossimo quinquennio, vale a dire sino al 2021. La parola Tappezzeria è stata scelta perche è irritante e, insieme, promette inaspettate aperture. Indica una condizione ambigua che non appartiene ai mondi dell ‘arte e dell ‘architettura ma che, allo stesso tempo, li coinvolge.

Dall ‘invenzione della fotografa in poi, la pittura ha dovuto fare, persa la sua condizione di finestra sulla realtà sia pure dell ‘immaginazione, i conti con la tappezzeria vista insieme come un limite ma anche come un obiettivo, se si vogliono interpretare in un certo modo le intuizione di Clement Greenberg. Non sono stati tappezzieri Matisse, Mondrian o Warhol? L ‘architettura moderna, dal canto suo, ha mostrato non poche difficoltà a confrontarsi con le altre arti, ridimensionandole a semplice ornamento: basti per tutti pensare al ruolo del colore negli edifici canonici di maestri quali Le Corbusier o Mies van der Rohe, ridotto a una semplice sottolineatura di giochi o permutazioni compositive che poco avevano a che fare con la pittura come arte. E in effetti gli architetti diffidano dagli artisti e questi preferiscono esporre in white boxes, il più possibile anonime.

Il progetto Tappezzeria rifugge dalla sistematicità. ├ê partito con due iniziative. La prima è un ciclo di nove articoli che stanno apparendo con cadenza quindicinale su Artribune e che affrontano il tema dal punto di vista storico e, se la parola non apparisse eccessiva, teorico. Sinora sono stati coinvolti: Walter Gropius, Theo van Doesburg, Duchamp, Katherine Dreier, Frederick Kiesler, Ludwig Wittgenstein per arrivare a David Hockney e Bansky.

La seconda è una mostra che impegna cinque artisti italiani che hanno affrontato nel corso della loro ricerca il tema dell ‘ambiguità tra arte e tappezzeria: Marco Bernardi, Arianna Bonamore, Primarosa Cesarini Sforza, Gruppo Giacenza, Roberta Mariani. Ai cinque non è stato presentato un dettagliato progetto curatoriale. Sono stati invece sollecitati attraverso incontri e conversazioni solo trasversalmente attinenti il tema. In questa luce sono da leggere le personali di quattro di essi a Interno 14 e la realizzazione, da parte del Gruppo Giacenza, di un ‘opera di tappezzeria, per la galleria stessa, di cui oggi rimane solo una traccia.

 

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Alessandra Muntoni

Il tempio sotterraneo del Buddha solitario

Lo ha progettato Tadao Ando; è stato costruito vicino a Sapporo; lo pubblica il numero 1006 di ┬½Domus┬╗ appena uscito. Per noi non è facile comprenderlo, ma facilissimo rimanerne affascinati.

Lo stesso Ando ne spiega la genesi. Siamo in un cimitero e su un terreno pianeggiante era stata installata una statua di Buddha alta 13 metri e mezzo, modellata in una pietra raffinatissima. ├ê da 15 anni che stava lì, ma la gente ne aveva più timore che reverenza e al suo cospetto si sentiva a disagio. Così l ‘architetto è stato incaricato di trovare un modo per rendere più serena la percezione dell ‘illuminato e raggiungere col dovuto raccoglimento il luogo di preghiera.

L ‘idea di Ando rispetta la dimensione cosmica del Buddha, coinvolgendo la grande statua in una dimensione paesaggistica, anzi geografica, e nascondendola quasi tutta sotto un gigantesco tumulo di terra sul quale fioriscono centocinquantamila piante di lavanda che trascolorano durante l ‘anno dal bianco al violetto. Secondo il suo metodo, egli orchestra l ‘architettura con figure della geometria elementare, orientate secondo gli assi cardinali. Così qui c ‘è un cammino di avvicinamento interrotto da uno specchio d ‘acqua rettangolare con due padiglioni circolari come terminali. Quindi una larga galleria coperta con una volta ribassata che s ‘insinua sotto terra fino ad arrivare alla sala col Buddha: un grande cono corrugato scoperto in alto, cosicche la testa della statua emerge dalla collina artificiale che la protegge.

Affacciandosi dal culmine del tumulo con i riccioli a chiocciola di pietra, la testa del Buddha aggiunge mistero a mistero. Entrando dalla galleria, invece, lo troviamo a occhi chiusi, sottratto all ‘effettiva presenza in questo mondo per suggerire gli ulteriori livelli del risveglio, della illuminazione, della profonda dottrina della vacuità.

Se non fosse altro, quest ‘opera ÔÇÆ di grande quanto silenziosa forza emotiva o è una risposta coraggiosa e intelligente alle barbariche distruzioni dei Buddha perpetrate in Afghanistan.

Masssimo Locci

Architettura contemporanea in Svizzera

La Casa dell ‘Architettura di Roma dall ’11 ottobre all ‘8 novembre 2016 ospita un ‘interessante iniziativa sull ‘Architettura Contemporanea in Svizzera. Sviluppata insieme con l ‘Ambasciata Svizzera e curata da Arianna Callocchia, comprende una mostra fotografica e un ciclo di conferenze sui nuovi musei e sui centri culturali, progetti e realizzazioni recenti.

Negli incontri i direttori e i curatori dei musei dialogano con i progettisti delle opere architettoniche, offrendo non solo un punto di vista edilizio/urbanistico e stilistico, ma anche quello delle strategie culturali, dei contenuti museografici e di allestimento funzionale degli spazi.

La prima conferenza è incentrata sul LAC (Lugano Arte Cultura) di Ivano Gianola, la seconda sugli ampliamenti del Museo Nazionale a Zurigo e del Kunstmuseum a Basilea, entrambi di Christ & Gantenbein, la terza conferenza sul Museo d ‘arte dei Grigioni Coira e MCB-A, Plateforme 10┬░ Losanna, entrambi dello studio italo- spagnolo Barozzi/Veiga.

Nella mostra la ricca selezione di nuovi musei (alcuni appena completati, altri in via di realizzazione) fa emergere alcuni dati caratteristici dell ‘architettura contemporanea svizzera. Oltre alla sensibilità con cui le opere s ‘inseriscono nel paesaggio e al rispetto dei valori ambientali, tutti specifici della scuola svizzera (in particolare di Rino Tami e di Flora Ruchat Roncati), emerge qui un dialogo non scontato tra storia e contemporaneità (che è anche il sottotitolo della mostra). Pur nella continuità dei valori della tradizione costruttiva svizzera, un moderno di chiara impronta razionalista, pur nel rispetto per il genius loci e per la storia dei luoghi, trapelano nuove forme di sperimentazione, aggregazioni urbane complesse, ibridazioni di forme in contrapposizione, raffinate soluzioni tecnologiche.

Il rapporto con la storia è strutturante in tutti gli interventi selezionati, non solo perche sono opere previste o realizzate in contesti antichi e centrali delle città, ma anche perche viene declinato con modalità di volta in volta innovative e originali (come Plateforme 10┬░ Losanna che trasforma una fascia ferroviaria) e soluzioni spesso coraggiose in relazione alle significative preesistenze storiche (come l ‘ampliamento del Museo Nazionale a Zurigo).

La mostra registra anche l ‘attuale momento di grande espansione disciplinare e il ruolo sempre più importante che il progetto museale sta assumendo. Da semplice luogo di conservazione della memoria, siamo passati alla valorizzazione dell ‘opera con il contenitore architettonico che è anche centro culturale pulsante, luogo emittente segnali e messaggi, spazio interattivo.

Infine, prescindendo dai valori indubbi delle singole opere, si rimane stupefatti per la capacità di città medie e piccole di concretizzare programmi complessi di rigenerazione urbana in tempi relativamente brevi.

Anche se la fase di progettazione e realizzazione della nuova ala del citato museo di Zurigo è durata circa 15 anni, bisogna considerare che l ‘ampliamento progettato dagli architetti Christ & Gantenbein si fonde integralmente con l ‘edificio storico di Gustav Gull, realizzando un insieme unitario e complesso, fatto di due corpi nettamente distinti per forma, linguaggi e materie ma che i visitatori, percorrendo gli spazi, percepiscono come un ‘unità inscindibile, capace di valorizzare la più grande raccolta della storia della cultura della Svizzera. Inoltre l ‘intervento è stato realizzato in un contesto urbano complesso, nel cuore della città di Zurigo, accanto alla Stazione Centrale, creando nuovi ambiti pubblici, fondendo la tipologia del cortile interno (che si apre sul parco) con quella del ponte, le strade cittadine con gli spazi espositivi.

[02] FLASH

OSTIA AUTUMN SCHOOL 2016_41┬░ Nord 12┬░ Est Progetti per Roma Marittima lungo la Via Severiana

OSTIA AUTUMN SCHOOL 2016_41┬░ Nord 12┬░ Est Progetti per Roma Marittima lungo la Via Severiana

OSTIA AUTUMN SCHOOL 2016_41┬░ Nord 12┬░ Est Progetti per Roma Marittima lungo la Via Severiana 23 – 27 novembre 2016 | Roma, Ostia Iscrizioni entro il 16 novembre 2016 Bando aggiornato al 4 ottobre 2016 SCARICA IL BANDO L ‘AIAC Associazione Italiana di Architettura e Critica e presS/Tfactory presentano la seconda edizione di OSTIA AUTUMN SCHOOL 2016_41┬░ Nord 12┬░ Est ÔǪ

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[03] BLOG

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Le Vignette di Roberto Malfatti 169
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Dall 'Egitto al MANN, via Grimellini & Giulierini - di Eduardo Alamaro

Dall ‘Egitto al MANN, via Grimellini & Giulierini – di Eduardo Alamaro

“Non solo io, ma anche gli altri. Non solo qui, ma anche il mondo. Non solo oggi, ma anche il domani”. Queste parole del non dimenticato Vittorio Foa di Torino, sintesi del suo essere sociale e socialista, sono certamente condivise a Napoli dall ‘architetto Claudio Grimellini, già docente della Federico (al) Secondo dell ‘Università s/partenopea. Giunti ad un certo punto della vita ÔǪ

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Il nutrimento dell 'architettura [49] - di Davide Vargas

Il nutrimento della architettura [49] – di Davide Vargas

Ci sono libri che hanno una struttura che ha lo stesso interesse della storia. Se non di più. La fortezza è uno di questi. Jennifer Egan costruisce un gioco letterario dove la voce narrante cambia ogni tanto e se ne scopre l ‘identità di volta in volta. Con la voce cambia il punto di vista e la cosa si complica. Come ÔǪ

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Volevo fare l 'architetto_parte settima o di Carlo Gibiino

Volevo fare l ‘architetto parte settima o di Carlo Gibiino

L ‘Italia non è più un paese per architetti Con il decreto Sblocca Italia DL. 133/2014, molto ridotto, il Governo Renzi – come peraltro accade tutti i giorni agli architetti italiani – ha sbattuto contro il muro della burocrazia conservatrice che ha mortificato e modificato il progetto di introdurre misure concrete per porre rimedio alla condizione delle città, del mercato dell ‘edilizia, ÔǪ

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Una nota sull 'origine del museo - di Guido Aragona

Una nota sull ‘origine del museo – di Guido Aragona

Ci sono cose che, anche se non vengono generalmente associate alla modernità, sono totalmente moderne. Una di esse è il Museo. Solo dopo il medioevo si è concepita la collezione di manufatti artistici (e magari non artistici). Ma la collezione non è ancora il museo, anche se prepara ad esso. La collezione è ancora un fatto privato, fa parte dell ‘arredamento ÔǪ

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Vero o falso? - di Marco Ermentini

Vero o falso? – di Marco Ermentini

Entro nella nuova casa, la signora Virginia Faux è molto orgogliosa del lavoro fatto dal suo architetto di fiducia, il cugino di suo marito (chi non ha un cugino architetto in Italia?). ├ê in stile modernista con tanti particolari curati anche in modo ossessivo. La visita inizia dall’ingresso, è contenta del suo nuovo parquet (ceramica), dei serramenti dalla tonalità calda ÔǪ

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Tappezzeria - a cura di Luigi Prestinenza Puglisi

Tappezzeria – a cura di Luigi Prestinenza Puglisi

Tappezzeria A cura di Luigi Prestinenza Puglisi Marco Bernardi РArianna Bonamore РPrimarosa Cesarini Sforza РGruppo Giacenza РRoberta Mariani 26 ottobre 2016 ore 18.00 | Fondazione Exclusiva | Roma Il giorno 26 ottobre 2016 alle ore 18.00, presso gli spazi di Fondazione Exclusiva, inaugura Tappezzeria, un progetto a cura di Luigi Prestinenza Puglisi, in collaborazione con Interno 

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Carnet de Voyage

Carnet de Voyage

Ogni architettura è grande dopo il tramonto: forse l ‘architettura è veramente un ‘arte notturna, come quella dei fuochi artificiali. (Gilbert Keith Chesterton)

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presS/Tletter n.22 – 2016

EDITORIALI FLASH BLOG EDITORIALI LPP VIZI PRIVATI E PUBBLICHE VIRT├Ö Credo che oramai il modello dominante della comunicazione degli architetti più noti sia quello dei brand industriali: vizi privati e pubbliche virtù. Le pubbliche virtù (l’interesse sociale, l’attenzione verso la salvaguardia del pianeta, le iniziative a vario titolo filantropiche) servono a far passare sotto una luce diversa operazioni che altrimenti sarebbero criticate ÔǪ

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In redazione: LPP, Anna Baldini, Edoardo Alamaro, Marta Atzemi, Furio Barzon, Diego Barbarelli, Valentina Buzzone, Diego Caramma, Francesca Capobianco, Christian De Iuliis, Luigi Catenacci, Marcello del Campo, Arcangelo Di Cesare, Marco Ermentini, Claudia Ferrauto, Claudia Ferrini, Elisabetta Fragalà, Francesca Gattello, Diego Lama, Massimo Locci, Rosella Longavita, Zaira Magliozzi, Antonella Marino, Alessandro e Leonardo Matassoni, Roberta Melasecca, Alessandra Muntoni, Giulia Mura, Ilenia Pizzico, Filippo Puleo, Marco Maria Sambo, Roberto Sommatino, Graziella Trovato, Antonio Tursi, Monica Zerboni.

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