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presS/Tletter n.23 – 2016

[01]EDITORIALI [02]FLASH [03]BLOG

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[01] EDITORIALI

LPP

Il segreto di un grande architetto

Quale è il segreto di un grande architetto? Proclamarsi allo stesso tempo star e antistar. Ed ecco Koolhaas al suo meglio:

Asked about the merits of a universal, collective approach to design versus an individual approach, Koolhaas said, One of our rarely questioned, self-mythologizing pretensions has been that our work is less ego-driven and less author-driven, and therefore we [convince] ourselves all our buildings are completely different and don ‘t look like each other, something he called merely reminiscent of collectivity. He scoffed at the idea that a generic architectural style offers an escape from the extravagance of individual architectural statement.

I ‘m not saying that that is all untrue, but you can read the exact opposite in what we do. You can say it ‘s an extreme or better-disguised form of artistic drive, or maybe the elements we use are better camouflaged or more abstract. So I don ‘t think it ‘s fundamentally different, but I think that we are simply more reluctant to impose our own individual stamp or better able to hide that, he said.

 

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Alessandra Muntoni

La rivoluzione dolce di Jean Arp

La bella mostra dedicata alla coppia Arp-T├ñuber si trova perfettamente a suo agio nelle Terme di Diocleziano, diciamo anzi che le conquista con leggerezza. Forme, colori, stampe, dipinti, sculture, modellati come fossero al di fuori dello spazio e del tempo, ribadiscono invece lo stretto colloquio tra archeologia e contemporaneità, galleggiando nelle teche dell ‘allestimento di Francesco Venezia.

├ê il segno dell ‘avanguardia, nella versione DADA e surreale, che ribadisce la propria originalità. ├ê anche la pertinenza di un pensiero che dal Novecento tracima nel nuovo Millennio: instabilità, indefinibilità, mistero, ma anche chiarezza degli strumenti prescelti per sondarne gli abissi con la matematica, la precisione, la sicurezza, il gioco.

Ci accoglie all ‘ingresso il Berger des nuages, un oggetto plastico inteso come luogo delle metamorfosi, del quale lo stesso Arp dà questa spiegazione: Ogni definizione della materia, dall ‘atomo dei presocratici a noiÔǪche nube sconcertanteÔǪ├ê questo che ha convinto il giovane gigante a diventare Pastore di Nuvole? Insomma, come suggerisce il curatore Alberto Fiz, Arp sposta l ‘attenzione dall ‘oggetto in se alle sue trasformazioni in una evoluzione vitalistica che si lascia guidare dalla dinamica dell ‘instabile. Ma non c ‘è bisogno di urlare per trasmettere tutto ciò: basta un piccolo segno, il ritaglio di una figura, l ‘ironia, la capacità di affinare lo sguardo.

E, a proposito di sguardo, qui c ‘è anche Sophie alla quale è accordata una Wunderkammer spiata dall ‘occhio dadaista di Arp che a lei dedica questa poesia: Tu etais claire et calme. / Près de toi la vie etait douce./ Quand les nuages voulaient couvrir le ciel / tu les ecartais de ton regard./ Tu regardais aves calme e soin, / tu regardais soigneusement le monde, / la terre, / les coquilles au bord de la mer, / tes pinceaux, / tes couleurs. Un inno all ‘attenzione, alla serenità, alla dolcezza.

Molti architetti, più o meno coscientemente, si sono ispirati a lui, da Alvar Aalto a Burle Marx, da Will Alsop a Zaha Hadid. Si tratta sempre di grandi artisti che condividono con Arp quello che nell ‘opera non può mancare: Une oeuvre qui n ‘a pas sa racine dans le mythe, la poesie, qui ne partecipe pas à la profondeur, à l ‘essence de l ‘univers, n ‘est qu ‘un fant├┤me.

Masssimo Locci

London Design Festival 2016

A chi è stato di recente a Londra, non sfugge che i paventati effetti negativi della brexit non ricadranno sull ‘economia britannica nel suo complesso e sulle attività londinesi, almeno non in tempi brevi; semmai subiranno alcune conseguenze le aree meno sviluppate della nazione e i paesi satelliti. La capacità della capitale di rigenerarsi, in tutti i settori innovativi e ad alto valore aggiunto (dalla finanza al commercio internazionale, dalle tecnologie avanzate alle sperimentazioni creative), è sistematica in quanto legata a una visione strutturante di largo profilo. Ciò mette gli inglesi al riparo da qualsiasi rischio e, a dispetto dei catastrofisti, per molti anni continueranno a fare da battistrada.

Continueremo ad andare a Londra per vedere nuovi spazi culturali, nuove architetture, nuovi modi e stili di vita. Il suo primato in tutte le attività innovative è indiscutibile: hanno in breve tempo acquisito competenze, capacità organizzativa e riconoscibilità anche nei settori una volta definiti deboli o secondari della produzione industriale, come la moda, la cucina, le video-produzioni, il design. Sono diventati leader nell ‘ideazione e nella realizzazione ma anche nella valorizzazione del prodotto.

Ne è un esempio evidente il London Design Festival, che è stato ideato nel 2003 da Sir John Sorrell e Ben Evans, per sostenere l ‘attività di ricerca degli studi di progettazione di Londra, e in soli dieci anni, è diventato l ‘appuntamento di settore più importante. Hanno creato un evento annuale che somma le finalità della Biennale di Venezia (sia arte sia architettura), della Triennale di Milano, del SAIE, del Salone del Mobile e dei festival culturali, dell ‘In/arch e dell ‘ADI, promuovendo e sostenendo concretamente la ricerca creativa a 360 gradi.

Nel London Design Festival si sommano e si confrontano esperienze della città e internazionali, utilizzando strutture stabili e spazi temporanei creati appositamente per l ‘evento, mettendo in relazione/competizione il mondo della progettazione con il pensiero libero dei filosofi e degli artisti, la pubblica amministrazione con le istituzioni museali, i professionisti e i rivenditori con la formazione specialistica delle varie scuole del design.
Nell ‘arco di pochi giorni, dal 17 settembre al 12 ottobre 2016, si svolge un programma di 400 eventi organizzati da centinaia di organizzazioni, oltre 2000 aziende del design presenti e un incredibile successo di pubblico, anche di non specialisti.

Significativa la collaborazione con il Victoria and Albert Museum, con la Tate Gallery, con la Serpentine Gallery e con varie strutture private della città, dove si svolgono varie iniziative.

Una delle caratteristiche principali del Festival è la realizzazione negli spazi urbani di installazioni architettoniche, realizzate con l ‘aiuto degli sponsor. Quest ‘anno l ‘intervento più rilevante è quello promosso dall ‘American Hardwood Export Council che ha collaborato con lo studio canadese Alison Brooks Architects e con ARUP (di cui nel Victoria and Albert Museum è ospitata una mostra antologica) un landmark accattivante, denominato The Smile, che si caratterizza per una struttura cava, in legno lamellare, che può essere abitata ed esplorata dal pubblico. L ‘ideatrice l ‘ha definito un oggetto volante non identificato, un oggetto arcuato (con raggio 100 m) in posizione instabile lungo 34 m, calato nel cortile del College of Arts a Chelsea. Spettacolare nella forma e negli stimolanti giochi di luce (contrasti interni diurni e lanterna notturna), strutturalmente sperimentale (la più complessa mai costruita con questa tecnologia) la gigantesca altalena incuriosisce e consente azioni urbane collettive.

Realizzato in stratificato di Tulipier, un legno poco costoso perche a rapida crescita, l ‘oggetto architettonico vuole indicare nuove prospettive d ‘uso del sistema lamellare: affascina i progettisti perche è versatile, veloce nell ‘esecuzione, stimolante nelle possibilità espressive e rappresenta una risposta ecologica per il futuro delle costruzioni.

Molto interessante è anche l ‘installazione di Asif Khan Mini living Forests uno spazio urbano in tre parti, che ha esplorato soluzioni architettoniche, inserite in contesti trafficati delle strade cittadine, per creare, connettersi e rilassarsi attraverso un parziale isolamento di pareti trasparenti e piante ornamentali. Foreste per esplorare il rapporto tra spazio pubblico e privato della città, i regni di casa e lavoro, i luoghi terzi descritti dal sociologo Ray Oldenburg.

Ritornando al tema della brexit, Londra e la Gran Bretagna non subiranno gravi contraccolpi se continueranno ad aprirsi al nuovo, accogliendo i migliori progettisti, gli sperimentatori e gli imprenditori capaci di rischiare, a integrare risorse e conoscenze, le proprie e quelle provenienti da tutto il mondo.

[02] FLASH

OSTIA AUTUMN SCHOOL 2016_41┬░ Nord 12┬░ Est Progetti per Roma Marittima lungo la Via Severiana

OSTIA AUTUMN SCHOOL 2016_41┬░ Nord 12┬░ Est Progetti per Roma Marittima lungo la Via Severiana

OSTIA AUTUMN SCHOOL 2016_41┬░ Nord 12┬░ Est Progetti per Roma Marittima lungo la Via Severiana 23 – 27 novembre 2016 | Roma, Ostia Iscrizioni entro il 16 novembre 2016 Bando aggiornato al 4 ottobre 2016 SCARICA IL BANDO L ‘AIAC Associazione Italiana di Architettura e Critica e presS/Tfactory presentano la seconda edizione di OSTIA AUTUMN SCHOOL 2016_41┬░ Nord 12┬░ Est ÔǪ

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[03] BLOG

Il carnefice dell'architetto-vittima - di Christian De Iuliis

Il carnefice dell’architetto-vittima – di Christian De Iuliis

Uno dei nemici peggiori dell ‘architetto, schiavo innanzitutto della sua inconsapevole (e a volte incomprensibile) disponibilità verso chiunque, è la figura scientificamente nota come: Cause Architect Generated Crisis A-Z , che solitamente viene abbreviata con l ‘acronimo C.A.G.C.A.Z.. Gli architetti sono tormentati e dunque vittima dei C.A.G.C.A.Z. che lo ritengono una sorta di coscritto a loro completa disposizione, naturalmente in misura illimitata. ÔǪ

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Le periferie del contingente. Nascita e morte del linguaggio moderno - di Einar Kajmaku

Le periferie del contingente. Nascita e morte del linguaggio moderno – di Einar Kajmaku

La città è una lunga narrazione al sapore di negroni che va assaporata solo di notte. Solo quando sono tutti andati a dormire, solo quando i lampioni illuminano le strade vuote, e nessuna macchina gira per queste sale operatorie che sono diventate nostre vie. Le città di oggi, sono il susseguirsi di contraddizioni. Sono, nel loro insieme caos ordinato di ÔǪ

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Bando di Partecipazione Mostra CHANGING ARCHITECTURE - Ragusa

Bando di Partecipazione Mostra CHANGING ARCHITECTURE – Ragusa

VI CONGRESSO DELLA CONSULTA REGIONALE DEGLI ARCHITETTI DI SICILIA RAGUSA IBLA, 28-29 OTTOBRE 2016 EVENTO COLLATERALE MOSTRA SULL ‘ALLESTIMENTO DEL PONTE NUOVO A RAGUSA CHANGING ARCHITECTURE PAESAGGI E CITT├Ç, IL VALORE DELL ‘ARCHITETTURA Nel contesto dell ‘attuale dibattito architettonico promosso dagli Ordini degli Architetti siciliani ed in seno al Congresso Regionale della Consulta degli Architetti siciliani, che si terrà nella bellissima e ÔǪ

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Concorso di idee Casa della Cultura di San Giovanni Bianco (BG): C&H Engineering consultans srl e AE STUDIO Architecture&Engineering

Concorso di idee Casa della Cultura di San Giovanni Bianco (BG): C&H Engineering consultans srl e AE STUDIO Architecture&Engineering

Il concorso di idee per progettazione nuova Casa della Cultura di San Giovanni Bianco (BG) ha visto la partecipazione dei due studi di architettura C&H Engineering consultans srl e AE STUDIO Architecture&Engineering. Il concorso di idee aveva per oggetto la progettazione di un edificio atto ad ospitare i servizi culturali del Comune quali gli spazi museali da destinare alle 

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Cose d'Egitto, al MANN di Napoli - di Eduardo Alamaro

Cose d’Egitto, al MANN di Napoli – di Eduardo Alamaro

Tutto sta nel come si raccontano le cose … le cose d ‘Egitto, a Napoli. Prendete ad esempio la storia del collezionista e avventuriero dell ‘800 Giuseppe Picchianti, riemersa ora per la riapertura, venerdì scorso, di gran successo, delle sale della collezione egizia al MANN di Napoli. E ciò perche la collezione raccolta in Egitto dal Picchianti fu poi da questi venduta ÔǪ

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L'ape e l'algoritmo - di Gabriello Grandinetti

L’ape e l’algoritmo – di Gabriello Grandinetti

<< L ‘ ape fa vergognare molti architetti con la costruzione delle sue cellette di cera. Ma ciò che fin da principio distingue il peggiore architetto dall ‘ape migliore, è il fatto che egli ha costruito la celletta nella sua testa prima di costruirla in cera.>> (Karl Marx, Il Capitale) Dissimulando la mente di Prometeo: che pensa in anticipo, con questa citazione ÔǪ

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Intimate wilderness - di Marco Ermentini

Intimate wilderness – di Marco Ermentini

Gianluca Bonetti è uno strano cercatore di persone, ha una particolare capacità di investigare l’essenza degli umani e la loro connessione con la vita. Negli ultimi otto anni con pazienza e tenacia è stato capace di creare una stupefacente rete d ‘individui che, anche a discapito delle loro attività lavorative, sono state capaci di coltivare le proprie passioni. Ogni persona ÔǪ

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Master Exhibit & Public Design IX edizione

Master Exhibit & Public Design IX edizione

Master Exhibit & Public Design IX edizione a.a. 2016-2017 20 posti disponibili, scadenza domande 31 Gennaio 2017 Inizio attività Febbraio 2017 – Termine attività Febbraio 2018 Il progetto dello spazio pubblico. E ‘ questo il tema, vario e complesso, affrontato nel Master in Exhbit & Public Design, attraverso un percorso formativo finalizzato a sviluppare nei partecipanti sensibilità culturale e consapevolezza tecnica ÔǪ

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Il nutrimento dell 'architettura [47] - di Davide Vargas

Il nutrimento della architettura [47] – di Davide Vargas

Mia madre ha novanta anni e una camera da letto bellissima. La stessa dal 1955, più o meno. La disegnò zio Franco di Milano. Nell ‘immaginario familiare era l ‘architetto. Caso unico di geometra scambiato per architetto, sui cantieri mi è capitato spesso di sentirmi chiamare geometra, quasi che il titolo di architetto fosse una deminutio. Comunque zio Franco era bravo. In ÔǪ

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Volevo fare l 'architetto_parte quintao di Carlo Gibiino

Volevo fare l ‘architetto parte quintao di Carlo Gibiino

Assenteismo istituzionale ingiustificato Fare l ‘architetto in Italia è diventato impossibile, sia dal punto di vista professionale che redditizio, vivere di sola libera professione significa essere povero, conosco pochissimi colleghi che vivono in questo modo, la maggior parte di essi sono insegnanti la mattina e professionisti il pomeriggio. Tra edilizia ed aziende in crisi, burocrazia, leggi, norme e decreti che cambiano ÔǪ

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Interno 14: Ad un tratto e per sempre di Elio Castellana

Interno 14: Ad un tratto e per sempre di Elio Castellana

Il giorno 14 ottobre 2016 alle ore 18.30 Interno 14 presenta Ad un tratto e per sempre mostra fotografica di Elio Castellana con un testo critico di Fabrizio Pizzuto Ad un tratto e per sempre è il primo lavoro totalmente fotografico dell’artista che, proprio attraverso il medium della fotografia così legato per sua natura al rapporto fra l’esserci e ÔǪ

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presS/Tletter n.22 – 2016

EDITORIALI FLASH BLOG EDITORIALI LPP VIZI PRIVATI E PUBBLICHE VIRT├Ö Credo che oramai il modello dominante della comunicazione degli architetti più noti sia quello dei brand industriali: vizi privati e pubbliche virtù. Le pubbliche virtù (l’interesse sociale, l’attenzione verso la salvaguardia del pianeta, le iniziative a vario titolo filantropiche) servono a far passare sotto una luce diversa operazioni che altrimenti sarebbero criticate ÔǪ

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In redazione: LPP, Anna Baldini, Edoardo Alamaro, Marta Atzemi, Furio Barzon, Diego Barbarelli, Valentina Buzzone, Diego Caramma, Francesca Capobianco, Christian De Iuliis, Luigi Catenacci, Marcello del Campo, Arcangelo Di Cesare, Marco Ermentini, Claudia Ferrauto, Claudia Ferrini, Elisabetta Fragalà, Francesca Gattello, Diego Lama, Massimo Locci, Rosella Longavita, Zaira Magliozzi, Antonella Marino, Alessandro e Leonardo Matassoni, Roberta Melasecca, Alessandra Muntoni, Giulia Mura, Ilenia Pizzico, Filippo Puleo, Marco Maria Sambo, Roberto Sommatino, Graziella Trovato, Antonio Tursi, Monica Zerboni.

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