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Il fenomeno dell’architetto junior – di Christian De Iuliis

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Bei tempi quando l ‘architetto si riconosceva dalla sua bella borsa di pelle e il tubo dei progetti a tracolla; oggi il professionista architetto si cela dietro decine di sfumature, risultato dei numerosi tentativi di specializzare, accelerare, diversificare e disoccupare generazioni di temerari, lanciatisi nell ‘avventura di questo faticoso mestiere.

In particolare desta ancora molta curiosità la figura dell ‘architetto junior.

Dicesi Architetto Junior (AJ) un aspirante architetto che interrompe volontariamente o involontariamente gli studi al termine di un corso triennale, dal quale consegue un titolo sufficiente a definirlo comunque dottore in architettura e di iscriversi ad un ordine professionale.

Di conseguenza gli viene attribuito un numero di serie come un detenuto qualsiasi e concesso un timbro attraverso il quale può andarsene in giro per la penisola a creare disastri al pari dei suoi colleghi più titolati.

Dal punto di vista sociale l ‘AJ può appartenere alle seguenti tipologie.

AJ ricco di famiglia – chi, in virtù della sua posizione economica, ritiene già ampiamente sufficiente lo sforzo triennale per compiere il quale impiega comunque il tempo occorso alla sonda Rosetta per uscire dal nostro sistema solare.

AJ povero di famiglia chi, a causa della sua posizione economica, non ha ne il tempo ne i mezzi per sottoporsi alla tortura supplementare del biennio aggiuntivo della laurea specialistica. Inoltre, proprio in rapporto alla mancanza di mezzi, tenta di acquisire il titolo il prima possibile per evitare tasse di iscrizione e altre spese assimilabili.

AJ figlio di o chi necessita solamente del timbro, di conseguenza, comprensibilmente, riduce al minimo lo sforzo.

AJ scettico o emigrante o chi, già durante il primo anno di studi, si è pentito della scelta, dunque abbrevia la sofferenza e, comunque, appena può, scappa all ‘estero dove normalmente farà il cameriere.

AJ frettoloso o chi, ansioso di entrare nel meraviglioso mondo del lavoro, dei contributi ad Inarcassa e dei sopralluoghi dei vigili, non ritiene necessarie ulteriori prove.

Dal punto di vista invece tecnico, l ‘AJ è un geometra raffinato e creativo, con l ‘abbonamento ad Abitare, appassionato di arredamento e arte contemporanea e poco incline alle contabilità da cantiere.

O viceversa, l ‘AJ può essere considerato un architetto sbrigativo e pratico, non tormentato da eventuali risvolti sociologici del progetto, urbanisticamente inferiore perche non ha avuto il tempo di leggere Lewis Mumford.

L ‘AJ per rispettare la sua qualifica dovrebbe svolgere solo incarichi di modesta entità. Ad esempio progettista di case piccole e/o di committenti nani, responsabile della sicurezza di cantieri con ponteggi di altezza non superiore al metro e quaranta, piani urbanistici per il villaggio dei puffi e assimilabili, o concorsi pubblici per piccoli oggetti come cabine telefoniche, panchine monoposto per aiuole o pavimentazioni di pianerottoli.

Gli AJ possono essere anche molto richiesti per la progettazione di attrezzature sportive come campi di mini-golf, mini-basket e mini-tennis.

Non mancano però gli AJ particolarmente coraggiosi ed incoscienti che sulla scorta di un paio di esami di statica elementare, si lanciano nella progettazione di ponti strallati in zona sismica o provano a risolvere il problema del riuso delle periferie sulla scorta dei consigli di progettazione del Cose di casa.

Tuttavia in assenza di una normativa stringente l ‘AJ tende a confondersi con il senior che quando si vede scavalcato o usurpato lo odia con tutte le sue energie. Ma nella confusione del mercato odierno, l ‘AJ può facilmente mimetizzarsi grazie alle sue doti di adattamento. Al catasto può fingersi geometra, al collaudo del viadotto mischiarsi agli ingegneri, dinanzi ad un cantiere stradale aprire un dibattito con gli anziani, sparecchiare al ristorante e persino fare il palo durante una rapina.

Alcuni architetti senior hanno proposto che, per riconoscimento, ad ogni Junior venisse tatuata la lettera J sul collo come un quadrupede da allevamento, ma il provvedimento è sembrato eccessivamente autoritario e soprattutto inefficace considerato l ‘alto uso di pashmine nella categoria.

Per smascherare gli architetti junior, la legge ne prevede la presenza nei gruppi di progettazione per concorsi, si tratta di un espediente per farli venire allo scoperto e tutelarne l ‘esistenza come con il lemure del Madagascar; in genere in questi assembramenti di tecnici gli AJ vengono visti con diffidenza e ostilità. Spesso vengono mobbizzati e costretti a svolgere incarichi degradanti tipo preparare le colazioni o fascicolare le fotocopie, oppure spediti in missioni particolarmente pericolose come recarsi all ‘ufficio tecnico del Comune a chiedere una copia del piano di recupero.

In alcuni casi, all ‘AJ, anche in virtù della sua anagrafe favorevole, viene riconosciuta un ‘elevata dimestichezza con la materia tecnologica, in questo caso gli vengono attribuiti esclusivamente compiti informatici che vanno dall ‘accendere e spegnere tutti i pc, alla bonifica integrale dai virus fino alla renderizzazione di tutte le terre emerse a sud del 23┬░ parallelo.

Un ‘inconveniente dell ‘AJ, però rimane proprio l ‘aggettivo Junior che fa pensare sempre ad un quindicenne in gita o ad un centrocampista del campionato Primavera, anche se nel frattempo ha i capelli grigi e tre figli a carico.

Ultimamente si discute molto delle differenze tra gli architetti senior e gli architetti junior, tuttavia le disuguaglianze sono automaticamente azzerate dal committente medio, per il quale sono entrambi parimenti superflui.

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1 Commento

  1. Tamara Mereu 03/10/2016 at 16:20

    Salve, ho visto che lei ritiene di poter dire qualsiasi amenit├á le venga in mente. Forse non si ├¿ reso conto che vilipedere la professione ├¿ oltrech├® indice della sua misura, anche molto offensivo. Mi aspetto delle scuse pubbliche, Si vergogni delle sue chixchera da bar

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