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Cose d’Egitto, al MANN di Napoli – di Eduardo Alamaro

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Tutto sta nel come si raccontano le cose … le cose d ‘Egitto, a Napoli.

Prendete ad esempio la storia del collezionista e avventuriero dell ‘800 Giuseppe Picchianti, riemersa ora per la riapertura, venerdì scorso, di gran successo, delle sale della collezione egizia al MANN di Napoli. E ciò perche la collezione raccolta in Egitto dal Picchianti fu poi da questi venduta (il 7 marzo 1828) al Museo di Napoli, che pote così integrare i nuclei iniziali dei Farnese e di Stefano Borgia.

Di Giuseppe Picchianti si sanno poche notizie certe: se ne conosce l ‘origine veneta e il nome della moglie, la contessa Angelica Droso; si sa che non era certo spinto alle cose d ‘Egitto da altissime motivazioni intellettuali ed esistenziali, bensì da uno spirito di avventura, alla Indiana Jones, misto al bisogno di far quattrini, business. (Del resto si deve pur campare e non c ‘erano i posti stabili e sicuri dell ‘Università e/o della Soprintendenza). Non stendeva diari e annotazione di ricerca, il Nostro, ragion per cui non ci son carte a cui riferirsi.

Nella sua permanenza in Egitto, lunga più di un lustro, fino al 1825, si sa però che il Picchianti -oltre a visitare mete tradizionali come Giza, Saqqara e Tebe- si spinse avventuro-samente fin nella Nubia sudanese. Fino a Dongola, tra la III e la IV cataratta del Nilo. E ciò nella speranza di trovare in queste remote regioni tesori ancora inviolati, che brivido, che affare!! Aveva fiuto e doveva essere dotato di un certo approccio moderno, il Picchianti.

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La collezione che riuscì così a mettere insieme (nei modi dei quali poco si sa, ma certo senza scrupoli scientifici), mostra infatti un’insolita attenzione per contesti funerari minori che rimandavano maggiormente al quotidiano, alla cultura materiale e all ‘oggetto d ‘uso (vasi per alimenti e cosmetici, canopi, specchi, sandali, amuleti, collane ÔǪ).

Tutto un mixage ocioè- che poteva soddisfare la curiosità romantica, tra l’esotico e il macabro, propria di quel tempo, ma che funziona egregiamente ancor oggi, come s ‘è visto dalla straordinaria affluenza del pubblico napoletano alla riapertura di queste sale del MANN. L ‘Egitto tira sempre, ieri come oggi (e domani). Napoli porta d ‘Oriente, con meraviglia, … esotico, mistero, seduzione, ÔǪ. con Cleopatra e Iside, … con amore e morte, ÔǪ tra notti d ‘Oriente & lavanda Cannavale!

Il Picchianti ritornò poi in Italia nel 1825 e a Livorno la sua collezione fu visionata da studiosi per una valutazione scientifica e di mercato; indi offerta in vendita a varie istituzioni e monarchi, tra cui il re di Sassonia. Ma non se ne fece niente, buca. Fu poi successivamente acquisita in parte dal British e in parte dal Museo di Napoli, al quale peraltro alcuni oggetti furono donati in cambio di un incarico di curatore allo stesso Picchianti, carica che tuttavia non mantenne a lungo.

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Ciò è quanto si sapeva, sulla base di quanto scritto da Massimiliana Pozzi (e che si può leggere comodamente in rete). Recenti indagini documentarie (svolte nell ‘archivio di Stato di Napoli e in quello di Livorno) precisano oggi che il Picchianti fu molto contrariato per la mancata vendita di tutto il paccotto suo d ‘Egitto al re di Napoli. Come un moderno Ulisse ricorse allora alla furbizia del “cavallo d ‘Egitto”: il dono (‘a fibbia ‘e sgarro) della restante parte della sua collezione al re Borbone. In cambio però di un posto stabile e sicuro al Museo di Napoli, nella (modesta) qualità di custode e restauratore di mummie. Un mix certo singolare di funzioni, una trama d ‘Egitto da far invidia alle commedie di Scarpetta, e/o ai film di Steno per Totò turco napoletano.

E qui al MANN l ‘Ulisse-Picchianti, veneziano-egiziano, consumò la sua vendetta finale, perche sta scritto (in apposita scheda in bella mostra) che nottetempo, dalla già sua collezione donata al re egli sottrasse degli oggetti che rivendette poi al British ÔǪ indi svanì da Napoli nel 1834. Genio italico truffaldino di sempre, quello del Picchianti: veniamo dall ‘Egitto e svaniamo a Napoli ÔǪ tra re, sirene, faraoni e Cleopatre di turno e di ri-torno subito, aspettatemi!

So cose d ‘Egitto, quelle riesposte al MANN! Con trame, fiabe, racconti, narrazioni e nuove impaginazioni dell ‘antico. Andate e toccate con mano. Soddisfatti o rimborsati dal nuovo direttore Paolo Giulierini!

Saluti, Eldorado

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