Architettura contemporanea in Svizzera – di Massimo Locci

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La Casa dell ‘Architettura di Roma dall ’11 ottobre all ‘8 novembre 2016 ospita un ‘interessante iniziativa sull ‘Architettura Contemporanea in Svizzera. Sviluppata insieme con l ‘Ambasciata Svizzera e curata da Arianna Callocchia, comprende una mostra fotografica e un ciclo di conferenze sui nuovi musei e sui centri culturali, progetti e realizzazioni recenti.

Negli incontri i direttori e i curatori dei musei dialogano con i progettisti delle opere architettoniche, offrendo non solo un punto di vista edilizio/urbanistico e stilistico, ma anche quello delle strategie culturali, dei contenuti museografici e di allestimento funzionale degli spazi.

La prima conferenza è incentrata sul LAC (Lugano Arte Cultura) di Ivano Gianola, la seconda sugli ampliamenti del Museo Nazionale a Zurigo e del Kunstmuseum a Basilea, entrambi di Christ & Gantenbein, la terza conferenza sul Museo d ‘arte dei Grigioni Coira e MCB-A, Plateforme 10┬░ Losanna, entrambi dello studio italo- spagnolo Barozzi/Veiga.

Nella mostra la ricca selezione di nuovi musei (alcuni appena completati, altri in via di realizzazione) fa emergere alcuni dati caratteristici dell ‘architettura contemporanea svizzera. Oltre alla sensibilità con cui le opere s ‘inseriscono nel paesaggio e al rispetto dei valori ambientali, tutti specifici della scuola svizzera (in particolare di Rino Tami e di Flora Ruchat Roncati), emerge qui un dialogo non scontato tra storia e contemporaneità (che è anche il sottotitolo della mostra). Pur nella continuità dei valori della tradizione costruttiva svizzera, un moderno di chiara impronta razionalista, pur nel rispetto per il genius loci e per la storia dei luoghi, trapelano nuove forme di sperimentazione, aggregazioni urbane complesse, ibridazioni di forme in contrapposizione, raffinate soluzioni tecnologiche.

Il rapporto con la storia è strutturante in tutti gli interventi selezionati, non solo perche sono opere previste o realizzate in contesti antichi e centrali delle città, ma anche perche viene declinato con modalità di volta in volta innovative e originali (come Plateforme 10┬░ Losanna che trasforma una fascia ferroviaria) e soluzioni spesso coraggiose in relazione alle significative preesistenze storiche (come l ‘ampliamento del Museo Nazionale a Zurigo).

La mostra registra anche l ‘attuale momento di grande espansione disciplinare e il ruolo sempre più importante che il progetto museale sta assumendo. Da semplice luogo di conservazione della memoria, siamo passati alla valorizzazione dell ‘opera con il contenitore architettonico che è anche centro culturale pulsante, luogo emittente segnali e messaggi, spazio interattivo.

Infine, prescindendo dai valori indubbi delle singole opere, si rimane stupefatti per la capacità di città medie e piccole di concretizzare programmi complessi di rigenerazione urbana in tempi relativamente brevi.

Anche se la fase di progettazione e realizzazione della nuova ala del citato museo di Zurigo è durata circa 15 anni, bisogna considerare che l ‘ampliamento progettato dagli architetti Christ & Gantenbein si fonde integralmente con l ‘edificio storico di Gustav Gull, realizzando un insieme unitario e complesso, fatto di due corpi nettamente distinti per forma, linguaggi e materie ma che i visitatori, percorrendo gli spazi, percepiscono come un ‘unità inscindibile, capace di valorizzare la più grande raccolta della storia della cultura della Svizzera. Inoltre l ‘intervento è stato realizzato in un contesto urbano complesso, nel cuore della città di Zurigo, accanto alla Stazione Centrale, creando nuovi ambiti pubblici, fondendo la tipologia del cortile interno (che si apre sul parco) con quella del ponte, le strade cittadine con gli spazi espositivi.

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