Marcare per non marcire  Рdi Eduardo Alamaro

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Passo dopo passo .. trapasso e spasso davanti ai Mercati Traianei a Roma, proseguimento di via Nazionale ÔǪ , s/vista sui fori e buchi imperiali ÔǪ essere o non bisexere, questo è il problema ÔǪ

 odo e godo un annuncio festoso, forse fastoso, piuttosto fantasioso, facite vuoi, a vostra scelta:

ÔǪ Attenziò, attenziò ÔǪ entrate, accomodatevi approfittate, trasite: ÔǪ venite a scuprì gli esclusivi mattoni di Valeria Nice da Todi, ÔǪ lo stampo di Ampliato, magister vetraio di Salona, ÔǪ il collirio miracoloso di Epagato (vulgo: hai pagato?), ÔǪ le calde lucerne di Oppio, ÔǪ l ‘anfora dalle terre del console Sisenna (marchio registrato e blindato), ÔǪ i super proiettili da fionda di Tito Fabricio, ultima novità, e poi ÔǪ

ÔǪ e poi ÔǪ e poi ÔǪ tante altre cose & case ÔǪ scritte & segni, marchi & loghi di fabbriche che producevano la ricchezza nell ‘antica Roma repubblicana e imperiale ÔǪ. prezzi modici, solo 14 euro per l ‘ingresso alla mostra … sconti per artieri e artigiani, militari e reclute dell ‘antica Roma (in divisa) ÔǪ soddisfatti o rimbombati, trasite ÔǪ!!

Come si fa a resistere a un annuncio del genere? Marchi, market, marchette, marketing, makers, macche, makervvuò? ÔǪ eppur bisogna andare, bisogna entrare, pagare, piegare, spiegare .. marciare per non marcire ÔǪ marcare per non morire (i furbetti del cardellino), ÔǪ produrre per tramare & tramandare, ÔǪ per scrivere ‘e PresS/TÔǪ per lasciare un segno e traccia di un sogno di produzioni ÔǪ per non farsi fottere sul tempo dalla concorrenza, ÔǪ per rimanere impressi nella storia, nei secoli dei secoli makers web ÔǪ amen.

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Tuttavia tentenno per la via, dubito,  alfin mi piego, mi piago & pago  entro nel Mercato antico tutto marcato Traiano  che bello, che fascino, che architettura !! 

ÔǪ la prima bottega è la mia preferita, quella delle terrecotte, dell ‘edilizia, dell ‘antica fraveca, dell ‘archiaeterna ÔǪ fatta coi mattoni pedali, bipedali, sesquipedali, multipedali ÔǪ (hai voluto la bicicletta? e mò pedala, figulo mio!!) ÔǪ;

 la bottega delle tegole, dei tubi, delle fogne, latrine, samente (da Samo),  e dei laterizi vari fecali identificati da specifici marchi, signum, sogni e insegne (in hoc signo vinces la concorrenza,  segnati colla Croce e vai sicuro, ndr) 

.. signum di figure e simboli, ÔǪ quanto è antico il mondo ÔǪ fatti ad arte-impresa, impressa e impronta-ta ttà con tanto di alter ego dell ‘intra-prenditore: cinghiale, sole, aquila, lupo, nike, elmo, cornucopia, ÔǪ e poi Ercole e Venus, ÔǪ stella, freccia, palma, pesci, purpi e alamari ÔǪ tutti marchi sor-prendenti per sintesi grafica e attualità ÔǪ (non s ‘inventa mai nulla in questo nostro Occidente, accidente!!) ÔǪ

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ÔǪ e poi ÔǪ per questa via industriosa pre-design, incontro altri mattoni di terracotta di forma quadrata, manufatti a regula regia, ÔǪ cioè la napoletana reggiola, riggiola a regola d ‘arte, molto amata e studiata e re-pubblicata da chi qui scrive, tempo fa, in fa, famoso ÔǪ

ÔǪ comparto di produzione la cui importanza è sottolineata dalla grande scritta in mostra, tratta dall ‘antico manuale: ÔǪ Per prima cosa parlerò di mattoni e da quale terra debbano essere ricavati ÔǪÔǪ

ÔǪ e poi sento la voce attoriale di Valeria Nice di Todi che racconta la sua storia di imprenditrice umbra che viene dal basso, poi emancipata con lode e merito, donna Vittoria tutta severa e dinamica al tempo d ‘Augusto imperatore, ÔǪ una storia officinale affascinante come d ‘oggi, la sua, la nostra: self made men in Roma ÔǪ

.. e poi sbircio i marchi e signi impressi dagli abili figuli, i figulines, che marcavano, tra l ‘altro, splendide e discrete lucerne (Io, la lucerna complice della delitia del tuo lettino, tacerò, dice all ‘uopo Marziale)ÔǪ.

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ÔǪ quindi si va nelle officine degli artifex più preziosi e cari: gli aurifex, gli orefici, gli orafi, quelli che lavoravano, cesellavano, modellavano l ‘Oro che tutto cor-rompe, come evidenziato in mostra nella scritta, l ‘Oro apre tutto, anche le porte di bronzoÔǪ (Menandro). Anche perche, come evidenziato in un ‘altra delle scritte esemplari che punteggiano il percorso del viandante in mostra: In tempi di guerra, la legge taceÔǪ, M.T. CiceroneÔǪ. (‘a Guerra è guerra.., disse la vecchia concupiscente assalita dal bramoso soldato ÔǪ).

E i nostri sono tempi di guerra, di terza guerra mondale silenziosa, come ben sostiene papa Francesco ÔǪ e quindi voglio eloquentemente tacere (il silenzio è d ‘oro, la parola è d ‘argento, lo scritto è di bronzo ÔǪ è notorius) ÔǪ senza prima aver segnalato però qualche marchio di fabbrica, ancora: CRESCES (Crescente); COPPI RES (C(olli) Oppi) di Marco Luta, non Lota ÔǪ e ancora quello di PAPI(lius) BITUS ÔǪ

Gli organizzatori della mostra ne hanno fatto un gioco, un divertissement, degli antichi marchi di fabbrica ne hanno fatto timbri odierni che i visitatori possono apporre dove vogliono: sui polsini di un immacolata camicia,  o sulla mano, sul giornale  e io dove me li metto?

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ÔǪ idea: per caso ho con me un libretto della Rizzoli/Skira su Velàzquez: quale spazio migliore per marcare col Made in Roma la spalla nuda della sua famosa Venere allo specchio?, ÔǪ e poi la mummera di rettacotta de l ‘Acquaiolo di Siviglia, .. nonche la fronte del santo barbuto e poi ÔǪ

ÔǪ e poi timbrare ancora perfidamante il ritratto del gentiluomo spagnolo, caratterizzato dal vaporoso colletto bianco merlettato, coll ‘atroce scritta che appariva sul collare ferreo di schiavo: TENEMENE FUCIA (tiene me, se non me ne fujo), traduzione nostra maccheronica ‘e PresS/T ÔǪ

ÔǪ e da qui il passo è breve al tatuaggio degli schiavi e agli stigma dei nemici (fugitivus hic est stigma) ÔǪ al marchio e marchietto d ‘infamia di Caligola ÔǪ che resiste e insiste ai nostri giorni democratici immateriali ÔǪ (la calunnia è un venticello eterno, si sa ÔǪ)

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Insomma, questa ai suggestivi mercati traianei (fino al 20 novembre) è una mostra simpatica et utile, a sostegno di una prospettiva storico-critica oggi non troppo gettonata e fortunata: quella delle arti manifatturiere e industriali, della storia del lavoro, degli artieri e delle maestranze artigiane e applicate all’Utile, ÔǪ del come si fa?, del congegno collegato all ‘ingegno, delle tecniche e tecnologie, dell ‘organizzazione del lavoro, della squadre, dei capisquadra, degli operai specializzati, generici, ÔǪ ecc. ecc.

Tutto un settore di studi e mostre che non è tanto spettacolare e gradito, che non è per niente sostenuto e indagato, ÔǪ tranne lodevoli eccezioni ÔǪ in attesa i tempi ed elite di governo migliori. Così sia.

Saluti fabbrili, eldoardo

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