L’Appia Antica e le nuove Soprintendenze – di Alessandra Muntoni

1 OSTIA Porto Traiano

Qualche dubbio sull’articolazione regionale delle nuove Soprintendenze uniche per l’Archeologia, belle arti e paesaggio. Sono 39, più due Soprintendenze speciali: Colosseo e Pompei. Ne abbiamo discusso lunedì 13 giugno all’In/arch con Massimo Locci, Maria Beatrice Andreucci, Gianni Bulian, Gianni Celestini, Maria Grazia Filetici, Davide Marino e Rita Paris.

L’Appia Antica è emersa come esempio emblematico per il quale i conti non tornano. Intanto, il significato della Regina viarum non è comprensibile se ristretta al cuneo a Sud di Roma, il cosiddetto Parco dell’Appia, peraltro in gran parte privatizzato e restaurato solo tra il IV e il V miglio. Ancor meno si capiscono le ragioni storiche dell’esistenza dell’Appia se essa viene spezzettata in tratti appartenenti alle diverse regioni che attraversa. ├ê fondamentale, comunque, integrare la linea del percorso al suo entroterra, articolatissima intersezione di civiltà e popoli diversi.

Di fatto, l’Appia non riunisce soltanto Roma a Brundisium (Orazio / Paolo Rumiz). Bisogna allargare le prospettive. Il suo punto di partenza da Roma, la Porta San Sebastiano, non è che il punto di uscita dei traffici che bisogna far risalite a Portus, il Porto di Ostia Antica. Da lì, risalendo il Tevere fino al Porto di Testaccio, poi varcando Roma lungo l’asse Circo Massimo – Terme di Caracalla, s’imbocca l’Appia per attraversare l’Italia fino a Brindisi. Il Porto di Ostia Antica e il Porto di Brindisi, dunque, sono le valvole dei movimenti economici e militari verso i due corni del Mediterraneo: ad Est il medio Oriente e l’Africa, a Ovest l’Europa iberico-gallica. Ecco un programma di ricerca europea, per chi si occupa di Beni culturali, che si può persino riconnettere alla cultura islamica. Basta guardare gli antichi portolani dell’ammiraglio ottomano Piri Reis che ritraggono il Mediterraneo e Brindisi nel XVI secolo. La linea Nord Ovest – Sud Est dell’Appia segna dunque l’entroterra italiano di quei traffici e di quelle culture.

Altre questioni delicate: la separazione tra tutela e valorizzazione dei monumenti, nonche il fatto che i nuovi direttori saranno selezionati con bando internazionale. L’intenzione di aprirsi al mondo e la salvaguardia delle competenze maturate all’interno dei nostri Istituti sono oggi l’una contro l’altra. ├ê necessario trovare, ma discutendone con tutti gli interlocutori, una soluzione convincente.

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