Il nutrimento dell ‘architettura [39] – di Davide Vargas

 

Nella stazione di via Toledo William Kentridge mette in scena una processione con San Gennaro in testa che dispiega una specie di storia partenopea. Una sorta di storyboard fatto di tasselli di mosaico.

A Roma l ‘operazione è più sottile. Kentridge interviene sui muraglioni di travertino del Lungotevere che corrono da Ponte Sisto a Ponte Mazzini. Pulisce la superficie con l ‘idropulitrice tranne i campi delle proprie immagini. Praticamente usa lo sporco come fosse una vernice. E così costruisce cinque/seicento metri di storia di Roma. Dalla lupa di Romolo e Remo all ‘assassinio di Pasolini, da quello di Aldo Moro al bagno di Anita Ekberg e Marcello Mastroianni in una vasca da bagno, dalla scena della morte di Pina/Anna Magnani in Roma città aperta alla marcia dei bersaglieri. Solo che tra qualche anno non ci sarà più niente. Inquinamento e batteri morderanno i contorni e ricacceranno nel buio tutte le immagini. La storia non ci sarà più. O sarà un ‘altra storia da riscrivere da un altro punto di vista. Come a fare un frego sull ‘idea di immutabilità del passato.

├ê una giornata tiepida. E il fiume scorre grigio e denso in un verso. Ma mi trovo in un flusso di persone controcorrente. Andiamo dall ‘altra parte con le biciclette che corrono lungo gli argini. I bambini e i padri che passeggiano. Come la storia che va all ‘indietro. Verso l ‘oblio.

 

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