Sui coraggiosi sogni. Breve libera considerazione_ di Adriana Petrizzi

Testo inedito

Al non perdersi nella libertà di qualcosa senza indicazione, corrisponde creare una propria tracciaÔǪ
Forse le premesse del mio scritto, un piccolo vortice di riflessioni, dovrebbero essere tante, forse troppe. In primis l ‘intenzione di non avere presunzione alcuna, ma, al contrario, totale coscienza della mia conoscenza ancora acerba del mondo.
D ‘altra parte, un testo, come ogni frutto della creatività umana, acerbo o maturo che sia, è una generazione personale. Il mio augurio, quindi, è quello di liberare parole. Nate spoglie. Rivestite di molteplici fattezze. Sprazzi di riflessioni non rarefatte e spazi riflettuti sulle possibilità di sentirsi sensibili e immersi nella profondità. Spazi depositati su carta, con la speranza che, anche quando sobri, possano abitarsi ancora e crescere, diversi, in ciascun lettore.

Mi aggancerei al tema della creazione come invenzione e prodotto del coraggio di sognare., ma non per innescare un saggio su questo. Le sublimi creazioni naturali, così come quelle umane, sono strettamente connesse alla percezione. E nulla è più consistente ma dispersivo di sentirsi e desiderarsi liberi.
Non credo sia solo la giovinezza, talvolta già nostalgica alla vista di un futuro così carico di desideri ed incertezze, ad urlare la parola libertà, senza emettere suoni fuori dal corpo. Penso che sia uno stato di rumoroso silenzio, piuttosto costante, appartenente a chi sogna e sente un ‘anima vivere in ogni cosa.
Mi chiedo come si faccia a non sentire, perche sì, nella storia antica come in quella contemporanea, nonostante l ‘evoluzione, persiste la superficialità crudele.
Eppure è così esteso in bellezza l ‘atto del sentire, da volerlo definire una nobile virtù umana!
Una libertà senza cautela nella sua innocenza, come percezione, interna ed esterna: ciò che sentiamo di ciò che siamo, ciò che di quel che siamo mostriamo, ciò che sentiamo di ciò che gli altri sono, o ciò che dell ‘essere degli altri percepiamo di cogliere.
Quando gli anziani ricordano, le loro rughe solcano espressioni del neonato, gli occhi si aprono così giovani Quando raggiungi il traguardo e guardi i piedi sulla meta, pensando a come ci sei arrivato. Quando realizziamo che sotto i nostri piedi la storia dell ‘umanità è passata prima di noi, quando cogliamo le emozioni sedimentate sotto una tessera di mosaico, una goccia di tempera caduta su un lato della tela da disegno. Quando una passione carnale entra nella pelle e senti i brividi. Quando il suono della musica e le note ci spogliano e ci sentiamo nudi a petto percosso dallo spartito. Quando i nostri occhi si perdono in una natura selvaggia o guardi l ‘oceano con la voglia di chiedergli se sappia di sembrare così infinito. Quando fotografiamo una città , non nel momento in cui la vistiamo, ma in cui ci accorgiamo di viverla e la assorbiamo in lampi, come le luci di Parigi in un taxi di notte, o l ‘eternità di Roma in un suo tramonto rosso riflesso sul marmo. Quando creiamo silenzio lontano dal chiacchiericcio, o sappiamo che apprezzare la solitudine è importante.
Quando succede tutto questo, quando l ‘esistenza in questo enorme universo ti commuove, le battaglie vinte e perse ti danno dolore e gioia, quando capiamo di dover godere del nostro tragitto non abbandonando mai nessuna emozione.
Quando tutto questo e molto altro ha inizioÔǪ come puoi non osservare il parto della meraviglia? Forse la risposta da darsi, è che sognare è per i coraggiosi e non tutti sono disposti a rischiare di scontrarsi con il proprio caos.
Ma sentite questa musica senza rumore? Forse lo consiglia un frutto ancora acerbo, ma seppur agrodolce, forse non erra quando pensa che sia necessario perdersi un po ‘ dentro di noi per capire come essere liberi, perche questa musica , comunque possa suonare, sarà meravigliosa.
La sentite? Questi vuoti da riempire, senza il potere delle mani che costruiscono con la carta, sono fatti di sogni metafisici da iniziare a plasmare ogni volta che apriremo gli occhi. La sentite

DATI PERSONALI:
Nome: Adriana
Cognome: Petrizzi
Data e luogo di nascita: Ravenna, 12.09.1994
Professione: studentessa di architettura

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