L ‘Architetto Open Source_ di Esmeralda L├│pez Garc├¡a

Testo edito pubblicato su Contributo in atto di convegno: IV FORUM PROARCH. LA FORMAZIONE DELL ‘ARCHITETTO. PROBLEMI E PROSPETTIVE. Pubblicato da ProArch Ass. Naz. docenti di Progettazione Architettonica, 2015.

1 | L ‘architetto attivista

Siamo in una epoca di transizione: la figura dell ‘archistar perde potere ed una nuova generazione vuole riprendere l ‘idea di una architettura per tutti, spostandone il profilo da iconico a collettivo. Uno dei fattori di questo cambiamento è dovuto alla crisi economica e alla necessità di creare degli edifici a basso costo, con un disegno intelligente, superando gli scempi delle epoche precedenti.
Il tono della cultura architettonica è cambiato in pochi anni. Agli inizi del 2000 gli architetti erano in concorrenza per la produzione di edifici iconici destinati ad un mercato globale.Tale immagine era uno dei fattori più importanti da vendere al cittadino o spettatore ma il valore sociale di tale costruzioni era molto spesso nullo.
Le scuole di architettura incominciano a creare una linea di design sociale ed i media pongono l ‘attenzione verso l ‘architettura sociale portata avanti dagli architetti attivisti. Questa tipologia di professionisti lavorano spesso in baraccopoli od in comunità svantaggiate, avendo a disposizione budget minimi. Tanto l ‘archistar come l ‘architetto sociale sono prodotti del neoliberalismo ma operano in diversi estremi dello spettro sociale: uno al servizio del capitale e l’altro favorendo i diritti civili cercando di offrire ai cittadini i servizi che lo Stato a volte dimentica.
Negli ultimi anni l ‘ineguaglianza urbana è in crescita e la maggior parte dei nuovi insediamenti sono comunità autocostruite. Infatti UN o Habitat stima che per il 2030 ci saranno due bilioni di persone che vivranno in case informali senza le infrastrutture necessarie. La maggior parte della crescita urbana sta avvenendo nei paesi in via di sviluppo e non è per lo più sostenuta da governi o facilitata da architetti. Il problema di questi nuovi insediamenti è la mancanza delle condizione minime di salubrità e sicurezza. Ci sarebbe perciò bisogno di una azione congiunta nella quale tutti siano coscienti della necessità di un corretto disegno della città.

Figura 1. Progetto per la rigenerazione della Tabacalera de Vigo. Esmeralda López García, arquitecto. Concorso Future Arquitecturas 2013.

Questa classe di architettura richiede una nuova tipologia di lavoro. Bisogna conoscere la comunità in cui si opera, renderla partecipe al processo e capirne le esigenze. Il progetto risultante in questo modo sarà frutto di una evoluzione, sarà parte di una rete di azioni a lungo periodo e non costituirà un singolo intervento finito nel tempo. Per riuscire a cambiare la città è necessario studiarla, capirla, prevederne e assecondarne le prospettive di crescita. Si deve assimilare come essa si sviluppa e quali sono gli agenti che partecipano alla sua espansione. Soprattutto è necessaria una collaborazione tra professionisti e governo locale con il fine di cambiare le aree più degradate partendo dai problemi di base come la mancanza di infrastrutture o di edifici destinati a educazione e sanità.

2| Urbanismo Open Source e ruolo della rete in architettura

Come dice il filosofo Daniel Innerarty in una città lo spazio è omogeneo, stabile e non costituisce più un caso limite all ‘interno di uno spazio globale di molteplicità locali connesse, dove il dialogo che originariamente era nato nei condomini e quartieri ora si sviluppa nelle reti locali ed il dibattito pubblico ha abbandonato le strade e le piazze per spostarsi verso lo spazio virtuale che sta diventando lo spazio di incontro ed interazione per eccellenza.
La fonte di provenienza dell ‘informazione è cambiata totalmente negli ultimi anni, vedendosi ridotta l ‘influenza dei mezzi di comunicazione tradizionali. Le reti sociali sono ora il metodo più poderoso di informazione locale. Esse sono capaci di produrre informazione in tempo reale e possono interattuare con qualsiasi attore di un dibattito. Questa modalità di comunicazione concede credibilità ai progetti che sorgono dal basso della società e riescono a trasformare aree urbane mediante processi auto-organizzati.

Figura 2. Progetto per la Plaza del Sol a Madrid. Concorso Piensa Sol. Esmeralda López García, arquitecto.

Già nel 2002 l ‘architetto Agust├¡n Hern├índez Aja affermava che La partecipazione ha bisogno di un sistema di informazione, un osservatorio e degli indicatori che riflettono periodicamente la situazione delle variabili che noi consideriamo chiavi per stabilire la nostra evoluzione e che sono accessibili e comprensibili per i cittadini.
Il movimento Open Data mette a disposizione della società informazioni che questa poi è capace di utilizzare e completare. Grazie ai dati geografici liberi l ‘architetto può orientare la propria professione verso una condivisione della conoscenza e verso la multidisciplinarietà dei suoi progetti. L ‘obiettivo principale è poter fruire dei dati delle amministrazioni pubbliche e dei privati, offrirli a qualsiasi persona capace di costruire nuove formule e arricchire l ‘informazione stessa dalla quale si è partiti. Siamo in un processo di cambiamento storico in cui si sta creando una coscienza di rete collettiva senza precedenti. La rete è diventata il motore del nostro mondo e l ‘architettura è stata impregnata da questo avvenimento. In questo momento la missione dell ‘architetto è cambiata: egli passa dall ‘essere una figura isolata, posta al culmine della piramide, ad essere parte integrante della città, considerata questa ultima come lo spazio dove il processo accade. Internet è oggi il maggior elemento di cambiamento della città.
Come espone Saskia Sassen nel suo articolo Open Source urbanism, Possiamo pensare ai molti modi in cui la città reagisce come ad una forma di urbanistica open-source: ad una città in parte costituita dal germogliare di miriadi di interventi e di micro cambiamenti. Ciascuno di questi microinterventi può non sembrare granche, ma insieme aggiungono significato all’idea dell’incompiutezza delle città, e al fatto che è questa incompiutezza a dare lunga vita alle città e a permettere loro di sopravvivere ad altre realtà più potenti.
Grazie al ruolo della rete nell ‘ultimo decennio i giovani architetti si avvicinano ad Internet come ad un nuovo spazio dove sperimentare e condividere i propri pensieri. I blogs, facebook e twitter diventano aule di progettazione aperte a tutti e capaci d ‘interloquire con la società. La rete offre la possibilità di arricchire i progetti e completarli con i saperi provenienti da qualsiasi parte del mondo.

3| Nuovi strumenti per capire la città e Smart Cities

La domanda è: cosa possono fare le scuole di architettura per preparare i giovani a risolvere i problemi urbani dei nostri tempi? Avvicinarsi alle innovative tecnologie d ‘informazione e di comunicazione nonche allo sviluppo ed applicazione del concetto di Smart Cities. Questo deve essere intesso però come uno sviluppo intelligente della città dal punto di vista della base, non come una città progettata unicamente sull ‘idea della tecnologia, ossia, usare quest ‘ultima al servizio della ricerca per capirne i problemi e le possibilità.
Architetti, urbanisti e ricercatori stanno iniziando a investigare l ‘impatto della tecnologia digitale al servizio dei progetti di architettura. Si pretende creare nuove maniere di sviluppare la pratica di architettura usando metodi innovativi e interattuando con la informazione socioculturale e delle telecomunicazioni. All ‘interno dell ‘Università devono essere introdotti questi modi di interagire con l ‘architettura in modo tale da dare l ‘opportunità agli studenti di formarsi parallelamente a quanto sta accadendo nel mondo professionale che li circonda.

Figura 3. Prototipo di facciata disegnata grazie all ‘utilizzo delle tecnologie digitali. Esmeralda L├│pez Garc├¡a, Arquitecto.

La strategia di intervento nelle città attuali non si può semplicemente basare in un disegno ‘statico ‘ delle stesse. Se prendiamo come riferimento il concetto di city-marketing triangolare di Toni Puig, attraverso cui si propone una strategia basata su tre concetti chiave ossia il ridisegno della città per migliorare le condizioni di vita e le necessità del cittadino, l ‘implicazione cioè la conoscenza del ridisegno attraverso un processo dinamico di consapevolezza del territorio e per ultimo e la competenza necessaria a costruire una città più attraente che faccia sorgere nel turista la volontà di diventarne cittadino, ci si renderà conto che la sola combinazione di queste tre componenti permetterà la nascita di una città creativa in antitesi ad una città senza anima o archeologica.
Tutto ciò è il risultato di un processo dove l ‘agglomerato urbano non deve essere inteso come un elemento chiuso bensì aperto ovvero un disegno democratico, sociale, facilmente intellegibile e soprattutto cittadino. John Brian Harley già propose nel XX secolo una cartografia critica per lo studio e l ‘interpretazione della città basata sulla multidisciplinarietà, tuttavia non dispose degli strumenti necessari per adattarla al sistema digitale.
Pertanto bisognerà unire il pensiero critico alla tecnologia digitale al fine di interpretare l ‘intorno e farlo diventare parte integrante del progetto. Gli algoritmi del processo matematico sono capaci di informare sul progetto urbano ed i tools digitali sono capaci di materializzarlo, giacche: Dietro quello che sembra complesso in natura c ‘è di solito un meccanismo molto semplice (Shohei Matsukawa)

4| Conclusioni

In conclusione, il profilo dell ‘architetto deve muoversi verso un metodo di lavoro open source, basato nella comunicazione, condivisione e multidisciplinarità. Questa direzione della professione viene accompagnata dalle facilità che offre la rete in questo secolo e garantisce la condivisione dei saperi come parte integrante della città stessa. Non è più possibile creare un progetto senza interagire con i tool digitali e per tanto il tecnico deve capire il concetto di smart cities e applicarlo, utilizzare i nuovi strumenti al servizio della progettazione ed essere coinvolto nei problemi delle città del ventunesimo secolo.

DATI PERSONALI:
Nome:Esmeralda
Cognome:López García
Data e luogo di nascita:02/05/1986 Madrid
Professione: Architetto

Progetto per la rigenerazione della Tabacalera de Vigo. Esmeralda López García, arquitecto. Concorso Future Arquitecturas 2013.

Progetto per la rigenerazione della Tabacalera de Vigo. Esmeralda López García, arquitecto. Concorso Future Arquitecturas 2013

 

Progetto per la Plaza del Sol a Madrid. Concorso Piensa Sol. Esmeralda López García, arquitecto.

Progetto per la Plaza del Sol a Madrid. Concorso Piensa Sol. Esmeralda López García, arquitecto.

 

Prototipo di facciata disegnata grazie all 'utilizzo delle tecnologie digitali. Esmeralda López García, Arquitecto.

Prototipo di facciata disegnata grazie all ‘utilizzo delle tecnologie digitali. Esmeralda L├│pez Garc├¡a, Arquitecto.

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