Abitare_ di Giacomo Ortalli

Testo edito pubblicato su AL o Architetti Lombardi, n┬░ 500 – Essere Architetto, pp 50-51, Marzo 2015.

Al bordo della città vecchia di Coira, nelle Alpi svizzere, c ‘è una casa ottocentesca decorata con pitture murali ricche e preziose, il cui interno è stato trasformato dall ‘architetto Rudolf Olgiati nel 1977. Al quarto e ultimo piano dell ‘edificio, un piccolo ingresso conduce allo spazio grande del nostro appartamento.
La funzione principale della famiglia è emozionale, è una ricerca di amore e sicurezza. Queste qualità prendono vigore se i membri della famiglia sono fisicamente in grado di vivere insieme, anche quando si svolgono attività diverse; il bambino ha la sua camera, ma vuole stare in contatto con gli adulti per mostrare le sue nuove scoperte. Lo spazio grande è il centro di gravità dell ‘appartamento e beneficia dell ‘altezza maggiore, essendo situato sotto il colmo del tetto.
Per chi vive in montagna, la necessità del fuoco è comparabile a quella dell ‘acqua. E cosa c ‘è di più bello di un camino? A terra, alcune pietre delimitano uno spazio per sedersi e contemplare il fuoco, di fronte alla nicchia scavata nel muro dove la legna brucia.
In casa è importante abitare uno spazio segreto, che possa essere usato in maniera speciale e in momenti particolari: uno spazio che alteri l ‘esperienza del vivere quotidiano. Il nostro spazio segreto è una piccola terrazza sospesa fra le due falde inclinate delle case del borgo; è formata da quattro travi e due assi di pino. E ‘ impossibile da scoprire se non vi è svelato.
Ogni finestra è un evento. La più grande permette di osservare dall ‘alto l ‘attività in strada, alcune perforano il tetto e garantiscono luce zenitale diffusa, altre a forma d ‘imbuto inquadrano il paesaggio alpino; queste piccole finestre diventano dei punti di luce quando si osserva la casa dal borgo, di notte.
Le porte sono antiche e basse, amplificano la transizione da uno spazio all ‘altro. Unica eccezione è la porta che conduce allo spazio del bagno, contenuto in un blocco ribassato; in questo caso la porta è dipinta di bianco ed evidenzia la qualità plastica del volume.
Una colonna è fisicamente presente nello spazio, nella stessa misura di un essere umano. La riduzione di alcuni centimetri nel diametro nell ‘ultimo terzo superiore la rende scultorea e slanciata, alla maniera degli antichi greci. Il bambino ci gira intorno, per lui la colonna è molto grande.
Nelle case alpine tradizionali lo spazio del tetto non era un luogo dove abitare, bensì un magazzino per il fieno e il legname. Il soffitto è l ‘elemento della memoria: le travi strutturali originali sono in legno massiccio, gli elementi aggiunti sono dipinti e si perdono nella massa bianca dei muri. Sembra di vivere dentro una tenda, o in un nido, invece siamo al quarto e ultimo piano della casa.
Muri, colonna e soffitto sono dipinti di bianco e formano un guscio che ci avvolge come un mantello. Il bianco fa sparire i dettagli, i giunti, gli incastri. Il volume prende consistenza, la sua qualità plastica domina lo spazio. Il bianco, assenza di colore, dona valore a tutte le cose che ci stanno a cuore e che raccontano le trasformazioni della nostra vita.
Questo insieme di elementi fa dell ‘appartamento un posto ideale nel quale abitare. Un luogo autentico, un ‘immagine del mondo al centro del quale vi è l ‘uomo.

DATI PERSONALI:
Nome: Giacomo
Cognome: Ortalli
Data e luogo di nascita: Erba (Como), 29.09.1981
Professione: architetto

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