Il nutrimento dell ‘architettura [26] – di Davide Vargas

renzo piano parigi

Camminando nel Marais tra brasserie che espongono i tavolini sui marciapiedi dove mangi delle ottime omelettes riscaldato dai funghi a gas, vengo colpito da una specie di falegnameria tutta vetrata. Rallento e guardo meglio. Riconosco le sagome delle travi del Beaubourg lì vicino. E altri modelli di cose note. Nella sera una luce gialla avvolge questa capsula di lavoro frequentata da giovani apprendisti. I banchi sono ricoperti di attrezzi. E le pareti di pezzi e prototipi. Tra disegni.

├ê lo studio parigino di Renzo Piano. ├ê scritto su una targa di fianco al portone contiguo. Il marciapiedi si allarga in una specie di piazzetta e i tigli si agitano nel freddo di questi giorni di inizio anno. ├ê lo stesso gelo dei cuori addolorati. C ‘è ancora sangue in certi angoli della città. Ma c ‘è il lavoro. La dedizione. La ricerca. Un ‘aria così sprigiona dal bozzolo luminoso incastrato nella cortina della strada. Il fronte contro la barbarie. Ogni tipo, beninteso. E ci può salvare.

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