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Speranza – di Marco Ermentini

speranza

La speranza e╠Ç un vero e proprio sogno a occhi aperti, nel senso dell ‘anticipazione di ciò╠Ç che non e╠Ç ancora dato. Questo impulso, che nasce dalla sensazione d ‘incompiutezza, è la capacità di progettare, caratteristica peculiare dell’architetto. Forse dopo la fine delle ideologie che ci proponevano un mondo preconfezionato, dopo la fine delle utopie che ci proponevano un mondo irreale, possiamo riattivare la capacità di immaginare una realtà diversa? Possiamo rieducarci alla speranza?

Di speranza, di utopia c ‘e╠Ç oggi più che mai bisogno, non con progetti totalizzanti, ma con un continuo, timido e quotidiano sforzo di smascherare la facciata del reale per ritrovare e liberare la sua ricchezza. Si tratta non di una speranza utopistica ma di una speranza concreta, fattibile, misurabile, frutto di una radice che si fonda sul reale, sulla storia, sulla comunità, sulla materia ma che tuttavia non rinuncia agli ideali seppure piccoli; si sa che il piccolo ci piace perche è l’eco di ciò che è grande.

Qualcosa sta cambiando, è evidente che l’architettura non può più rivolgersi solo a se stessa e le nuove generazioni che l’hanno capito al volo stanno spazzando via tanti luoghi comuni, tante barriere, tante separazioni.

Così, in questo fine anno, sperare di migliorare la vita nelle nostre città ripartendo dalle periferie e cercare di conservare il nostro straordinario patrimonio in maniera non museale e mummificata ma al servizio dell’uomo sono azioni e propositi realmente raggiungibili, sono attese concrete alla nostra portata. Perche non provarci insieme?

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