Giambellino Colling – di Marco Ermentini

giambelino

Le periferie sono il grande progetto del nostro paese e rappresentano la città che sarà, la città che lasceremo ai figli. Renzo Piano con il sui gruppo al Senato G124 cerca, per il secondo anno, di pensarle in modo diverso poiche contengono la possibilità. Nonostante il degrado e il disagio lì c ‘è la speranza che è la sostanza della nostra vita.

Quest’anno il gruppo G124 si occupa del quartiere Giambellino a Milano. Situato nella periferia Sud-Ovest è caratterizzato da un quadrilatero di case popolari di proprietà pubblica costruite nel 1939/1944. Dei quartieri di Milano di edilizia popolare pubblica risulta essere l’unico a non aver avuto manutenzioni da 70 anni e questo fatto ha alimentato le numerose ipotesi, nel recente passato, di essere abbattuto.

Il G124 si pone l ‘obiettivo di amplificare e supportare progettualmente le iniziative e le attività già in atto nel quartiere ad opera di associazioni, operatori sociali, comitati, invitando tutti intorno a un tavolo rotondo per partecipare al percorso di rigenerazione spontanea del quartiere e offrire le proprie competenze alla redazione di un progetto condiviso che possa essere recepito dall ‘amministrazione.

Il tema principale del progetto è Il rammendo dei percorsi Est-Ovest con il collegamento delle due nuove stazioni della M4 in corso di costruzione attraverso i cortili delle residenze popolari , esso si incontra con l’asse Nord-Sud che da via Lorenteggio percorre il mercato comunale e attraverso l’area verde connette le funzioni pubbliche della biblioteca e della casetta verde del centro quartiere. Questi due assi permettono la percorrenza pedonale che arricchisce le relazioni di vita fra gli abitanti e collega le principali funzioni aumentando le occasioni di incontro e di interesse e potenziando le particolarità esistenti. L ‘eliminazione delle separazioni che si sono stratificate nel tempo nei cortili, non esistenti al momento della costruzione del quartiere, è una previsione molto importante per eliminare le separazioni sia fisiche che mentali.

Al centro del rammendo il Mercato come funzione scintilla per la ricucitura delle periferie; forse è proprio dalla vitalità dei mercati rionali sia permanenti che temporanei che può partire la riscossa delle nostre periferie. Il mercato comunale viene aperto verso l’esterno abbattendo qualche muro, arricchito con altre funzioni e messo in relazione con quelle pubbliche da incentivare come la biblioteca, il centro quartiere, il verde. Il progetto prevede anche degli interventi nei cortili e nelle abitazioni popolari, nella biblioteca e nel centro quartiere di via Odazio.

Il concetto di rammendo è importante per affermare la volontà di non proseguire con interventi tradizionali, cantieri grandi e dispendiosi ma, al contrario, con azioni piccole, minime, con cantieri leggeri di cura e di attenzione che inneschino attività virtuose di rigenerazione dei luoghi.

Così dal riconoscimento della fragilità delle periferie ne consegue la necessità di prendersi cura per dare avvio ad un nuovo inizio per cercare di consegnare alle future generazioni un mondo migliore. La periferia è il luogo da cui può ripartire un più ampio discorso sull’uguaglianza, sui diritti, sulla convivenza umana.

Sabato 7 novembre è programmato un evento di presentazione del progetto e di prefigurazione dello stesso agli abitanti, il pomeriggio dalle 14 alle 19 è dedicato ad una serie di appuntamenti nei luoghi di intervento.

www.renzopianog124.com

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