Un luogo d’incontro multietnico: l’├ëspace Aime Cesaire – di Alessandra Muntoni

1 E. A. Cesaire. esterno Foto Muntoni

Si tratta di una mediateca progettata Rudy Ricciotti e inaugurata nel 2013 (google: ├ëspace Aime Cesaire: site officiel). Prende il nome dal poeta e uomo politico francese di origini africane che è stato tra i fondatori del movimento letterario della negritudine. Si trova nel quartiere popolare di Parigi-Gennevilliers, recentemente ristrutturato, ed è stata programmata per dimostrare che la diversità di origini, di culture e di generazioni può diventare un amalgama creativo dirompente.

Ricciotti l’ha immaginata come una occhiuta scultura bianca, o una lanterna magica che nella notte illumina la strada centrale dell’insediamento. L’ha definita: ┬½una zucca cubica che non si prende troppo sul serio e tende una mano al quartiere┬╗. L’inaugurazione è stata una festa di gente che entra tra musica, balli e canti nella lanterna decorata da un gigantesco totem africano e dalla grafica rossa di Herve Di Rosa, esponente di Figuration libre.

Ogni anno la mediateca organizza un programma per coinvolgere bambini e giovani, predisponendo anche attività per gli adulti (bricolage, cucina, sartoria, giardinaggio), assistiti da esperti del mestiere. Una biblioteca e ateliers socio-linguistici completano l’attrezzatura di base. Tradizione e inventiva si mescolano insieme, facendo dell’imprevisto il sale degli incontri. A noi, che l’abbiamo visitata l’anno scorso con gli studenti del Master in Gestione del progetto complesso (Roma/Sapienza-Paris/Val de Seine), è sembrata un’opera vibrante che coniuga con intelligenza espressione artistica e sentimenti popolari.

Scrive Cesaire: ┬½La mia bocca sarà la bocca delle sventure che non hanno voce; la mia voce, la libertà per coloro che cadono nella prigione della disperazione┬╗.

Un messaggio di grande forza rivolto profeticamente al futuro.

 

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