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L’architetto alla mezzamaratona – di Christian De Iuliis

scarpe

Premesso che un architetto dovrebbe essere sempre in discreta forma per evitare di essere sorpassato dalla concorrenza, arrestato dai carabinieri o seminato dai debitori, ci sono architetti ai quali non basta fare una corsetta ogni tanto, ma caparbiamente aspirano a gareggiare in competizioni di grande impegno fisico e dalla lunga durata.

L ‘architetto tenta di prepararsi con cura ma il giorno prima proprio non riesce a gestirsi, soprattutto se il giorno prima è un Sabato e lui è una settimana che cerca di dimenticarsi di tutti i guai che lo perseguitano. Esce con gli amici, mangia anelli di cipolla impanati e fritti e beve birra scura molto alcoolica, poi la notte sogna di vomitare lungo il percorso, si sveglia alle 5 e poi non chiude più occhio. La mattina, nervosissimo, va più volte in bagno e un ‘ora prima è già sulla linea di partenza, in compagnia della sua asma allergica che non lo abbandona mai, che prova a mettersi il pettorale dritto ma non ci riesce. Se qualcuno gli e lo fa notare dice che poi lo sistemerà.

Non lo spaventa la folla, mèmore di vecchie esperienze, considera i mille partecipanti una replica dell ‘esame di stato e si camuffa tra gli iscritti, cercando di non farsi notare, come ad uno scritto di scienze delle costruzioni.

L ‘architetto parte un po ‘ più forte della sua media perche è solito fare un po ‘ lo sborone. Per la prima volta può guardare le pattuglie dei vigili senza un fremito di ansia.

Dopo qualche chilometro rallenta perche sa che il lavoro da fare è lungo e non bisogna consumare subito tutte le energie. Una strategia utile dappertutto.

L ‘architetto alla mezza maratona sa che non potrà vincere ma l ‘importante sarà resistere ed arrivare in fondo; si preoccupa dello stile, osserva le mode (integratori, stringi naso, cronometri digitali) ma non sempre le segue. E ‘ sempre un po ‘ anarchico ed originale, indossa scarpe colorate sporche di calce e magliette vintage di design.

Quando raccoglie la bottiglia d ‘acqua al rifornimento, la utilizza fino in fondo e al momento di buttarla via vorrebbe depositarla in un bidone portarifiuti differenziato, non potendo, la lancia nei pressi del primo che intravede.

L ‘architetto alla mezza maratona, a metà percorso misura la sua prestazione ed immediatamente fa un calcolo della media oraria, variando, se necessario, in corso d ‘opera la velocità e lo sforzo. Per distrarsi pensa al mattino seguente, quando in cantiere dovrà spiegare, litigare, disegnare, e allora la rabbia lo fa correre più forte; anzi vorrebbe correre e non fermarsi mai come Forrest Gump per non dover più tornare a studio.

Verso il 18┬░ chilometro gli appare qualche santo sul marciapiede che gli suggerisce di non farlo mai più, ma l ‘architetto con la sua scorza dura, costruita in anni e anni di questioni in sovrintendenze, uffici pubblici, condomini, catasto ecc., lo ignora e tira dritto.

L ‘ultimo chilometro lo fa al massimo della velocità, è una questione di orgoglio: non sa quanti minuti sono passati e se sarà ancora in tempo per centrare il suo obiettivo.

L ‘architetto alla mezza maratona spera di arrivare entro le due ore, o meglio spera prima di arrivare al traguardo integro, poi controllerà il tempo. Prova anche uno sprint, lo fa ma solo nella sua testa. Quando taglia il traguardo è felice, ma pensa già alla prossima sfida.

L ‘architetto da uno sguardo al cronometro: ha risparmiato ben dieci minuti sull ‘obiettivo.

Ha imparato che bisogna arrivare sempre un po ‘ prima nella vita.

Altrimenti la concorrenza ti sorpassa, i carabinieri ti arrestano e i debitori scappano.

 

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