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Il nutrimento dell ‘architettura [15] o di Davide Vargas

Il nutrimento dell ‘architettura [15] o di Davide Vargas

Autore: Davide Vargas
pubblicato il 25 Ottobre 2015
nella categoria Cittá della poesia di Davide Vargas, Parole

All 'Hangar Bicocca ho visto l 'opera di Anselm Kiefer I sette Palazzi Celesti. Sette torri, dai 14 ai 18 mt, realizzate in cemento utilizzando i moduli angolari dei container. Con l 'aggiunta di cinque grandi tele inedite che arricchiscono l 'installazione. Una sorta di riflessione poetica e filosofica sull 'opera site-specific. È nota. Grandi palazzi [diciamo così, ma il nome viene dall 'antico trattato ebraico Sefer] di cemento grezzo. Sbilenchi. Sbrecciati. Con i ferri delle armature che escono fuori. E con cunei di piombo tra un piano e l 'altro. Non solo, anche libri schiacciati dal peso del cemento. Ma necessari alla sua stabilità. Il piombo è la materia della malinconia. Entri dentro e lo sguardo passa tra tagli dei solai e arriva fino in cima. Giri intorno tra macerie depositate in terra. Numeri e iscrizioni luminose. Pellicole che si avvolgono. Ognuno dei palazzi ha un significato. Ma non è questo. Girando nello spazio buio tra le torri che ti costringono a guardare in alto ho pensato al cielo stellato e ai suoi sostegni. Niente di nuovo. Mi ricordo gli studi di Frobenius e certe immagini di una volta celeste sorretta dalle colonne. Una visione elementare ma una suggestione di grande potenza. Che è questa: attraversare uno spazio così è come aggirarsi nell 'universo. E persino esserne partecipi. In tutta la sua espansione. Che è anche la tua. Un ultima coordinata. L 'ingresso è gratuito. E questo pure conta.