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Non dovrebbe sfuggire agli architetti il fatto che l ‘ultimo film della Disney, Tomorrowland, uscito a fine maggio, abbia come tema di fondo la città del futuro, anzi l ‘immaginazione che gli uomini hanno del futuro e del loro habitat.

Pare che gli sceneggiatori siano partiti, nell ‘immaginare la cittadella di Tomorrowland, dalla concezione di quel progetto urbanistico che fu uno degli ultimi progetti di Walt Disney in persona, EPCOT, acronimo di Esperimental Prototype Community Of Tomorrow. (1966)

Progetto invero non molto conosciuto. Forse Disney merita una collocazione nelle prossime storie dell ‘architettura del 900, se non altro per essere stato uno dei più decisi realizzatori di una nuova forma urbanistica, il parco a tema. Questo progetto non fu però realizzato.

Girando su internet o Umberto Eco permettendo, in modo assai più efficace che consultare la sua mega enciclopedia a pagamento su cd rom – troviamo facilmente un sito che sul progetto EPCOT ci dice praticamente quasi tutto, ed è corredato da molte illustrazioni e delle varie versioni dei film originali. (vedi link a fine scritto)

Il concetto di EPCOT, parte di un più grande progetto territoriale, era, come Disney stesso dichiara nel film: ÔǪ. take its cue from the new ideas and new technologies that are now emerging from the creative centers of American industry. It will be a community of tomorrow that will never be completed, but will always be introducing, and testing, and demonstrating new materials and new systems.

Questo concetto di città dimostrativa, in perenne aggiornamento e cambiamento, sembra senz ‘altro più avanzato degli esiti progettuali del masterplan, che invece appaiono, sul piano urbanistico, l ‘ennesima versione della Garden City di Howard, e architettonici, improntati a risoluzioni formali tipiche dell ‘international style dell ‘epoca. Il tutto in ambiente climatizzato entro una grande cupola, come non di rado si ipotizzava negli scenari futorologici dell ‘epoca.

Da Epcot a Tomorrowland, sono passati quasi 50 anni, in cui la Disney è andata avanti senza il suo fondatore. Che differenze risaltano maggiormente fra le due cittadelle?

Sul piano del disegno, non cambia, anzi forse si accentua, una certa figura totemica, piramidale, radiocentrica della cittadella, che in qualche modo ritorna pure nel logo Disney col castello, non a caso riadattato a forma di Tomorrowland in questo caso.

Questa enfasi con vertice al centro, tralaltro rendeva Epcot non del tutto collegabile con il pensiero architettonico megastrutturale degli stessi anni, basandosi quest ‘ultimo sulla modularità e apertura delle strutture proposte.

Sul piano figurativo l ‘architettura di Tomorrowland naturalmente è cambiata rispetto a quella di Epcot, aggiornandosi sulla tendenza del parametricismo organico, che è tipico dell ‘attuale stile internazionale, arrivando persino a richiamare le forme inquietanti di un Hernan Diaz Alonso, pur mantenendo il baricentro entro l ‘ottimismo mainstream.

Inoltre , alcune scene di Tomorrowland sono state girate usando come set la Ciudad de las Artes y las Ciencias di Valencia, che pure temporalmente (ormai ha quasi 20 anni) si pone quasi a metà fra Epcot e Tomorrowland. Una scelta che ci pare appropriata. E ‘ anche da notare una parentesi steampunk nell ‘episodio della navicella entro la Tour Eiffel.

Questo sul piano delle forme. Sul piano del messaggio, in sintesi si può dire quanto segue.

Tomorrowland tenta, esplicitamente, di rinnovare i fasti della futurologia ottimistica tipica degli anni 60. Sotto questo profilo, segna un passaggio importante. Nel decennio scorso le favole filmate futuribili erano percorse da una certa sfiducia nella tecnica, sia su un piano sociale (es. Robots, 2005) sia sul piano ecologico (Wall-e 2008). Il lieto fine ovviamente c’era sempre, ma nasceva da un impulso extra tecnico. La tecnica doveva fare i conti con altre cose. In Tomorrowland c’è invece una ripresa forte dell’ottimismo tecnicista, senz ‘ombra di sensi di colpa.

Ovviamente questa ripresa non può essere fatta come se niente fosse. Come se in questo mezzo secolo non ci fosse stata la crisi energetica, il problema della non sostenibilità di molte tecniche e modi di vita a forte componente macchinistica, ecc. Data questa antitesi al progressismo tecnico anni ’60, qual è la sintesi proposta dagli sceneggiatori nel film?

Va detto che nel film la cittadella Tomorrowland è un luogo meta-reale, parallelo, a cui solo persone particolari hanno accesso tramite una spilletta-chiave che viene fornita da una bambina droide, una sorta di talent scout che individua tali persone nel pianeta Terra. Ora, lo stesso plot del film si basa sul fatto che il pianeta Terra, e con lui Tomorrowland, muore, se l ‘immaginario del futuro diventa pessimista, distopico.

Insomma, bisogna (ed è sufficiente) pensare positivo, per dirla alla Jovanotti. Sognare il futuro con ottimismo è ciò che consente di migliorare il mondo, di non lasciarlo andare alla distruzione. Questo il messaggio di fondo.

Il film termina con il reclutamento, da parte degli eroi del film, di giovani sognatori in grado di portare avanti Tomorrowland e dunque indirettamente tutto il mondo. La spilletta che consente l ‘accesso a questa sorta di isola che non c ‘è devo ammettere che mi inquieta, perche la vedo come una sorta di ostia tecnologica tanto è caricata di funzione salvifica. Questi sognatori di Tomorrowland divengono così coloro che salvano il mondo, apostoli del verbo tecnicista.

Per il progetto di Epcot: https://sites.google.com/site/theoriginalepcot/the-florida-project

Il film su Epcot nelle varie versioni: https://sites.google.com/site/theoriginalepcot/film-transcript

Migliore Trailer di Tomorrowland : https://www.youtube.com/watch?v=0sH0__SpV88

Scheda di Tomorrowland di Wikipedia (IT): https://it.wikipedia.org/wiki/Tomorrowland_-_Il_mondo_di_domani

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