Il Recupero_AR112 – di Massimo Locci

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Il Recupero è il tema di AR 112, il secondo numero con nuova veste della rivista dell ‘Ordine deli Architetti di Roma, che finalmente è diventata tematica e pluridisciplinare. Personalmente condivido la formula (l ‘avevo richiesta da almeno tre anni) in quanto consente specifici approfondimenti su argomenti rilevanti per la realtà territoriale, come confronto culturale (soprattutto se connesso con un confronto pubblico come avvenuto il 6 maggio alla Casa dell ‘Architettura) e operativo, come prassi qualificata del fare architettura. Gli aspetti del recupero sono stati declinati con accezione ampia, riferita alle aree urbane (rigenerazione e rinnovamento) e ai manufatti architettonici (valorizzazione e riuso), con servizi riferiti a esperienze internazionali, italiane e con una casistica di buone pratiche romane.

Il tema è, ovviamente, nodale per Roma, sia per la forte presenza di edifici storici abbandonati e per i vari contesti da rigenerare (aree ex militari e/o produttive dismesse), sia perche l ‘attività del riuso sta diventando importante per le imprese e per i progettisti. Anche se in ritardo rispetto ad altre realtà internazionali e con un patrimonio meno significativo, si scopre il potenziale del patrimonio dismesso. Gli impianti abbandonati diventano spazi pieni di vita definendo nuove unità architettoniche che giocano sul contrasto/interpretazione (si è parlato di compresenza) di linguaggi, contemporanei e del passato.

Nel convegno, però, non sono emerse strategie inedite. Un aspetto trattato il contenimento del consumo di suolo, già inserito nel Piano delle Certezze degli anni ’90, allora previsto per arginare l ‘edificazione nella campagna romana ( senza esiti positivi) e per favorire la riconversione dei tessuti degradati, con una strategia di densificazione dei quartieri.

Tutti gli interventi concordano sulla necessità di concretizzare l ‘attuazione di forme di consultazione pubblica e di accordi consensuali previste dal nuovo PRG (i Programmi integrati) che indicano anche i meccanismi premiali per incentivare il rinnovo edilizio, la riqualificazione urbana e la sostenibilità ambientale.

Tra le proposte più interessanti emerse l ‘attivazione di due concorsi, che si spera aperti a tutti e finalizzati concretamente alla realizzazione. Uno per la rigenerazione del complesso di Corviale, promosso dall ‘Ordine degli Architetti e dall ‘ATER di Roma che, secondo il commissario Daniel Modigliani, necessita di una vera e propria ristrutturazione per ottenere un quartiere dove possa migliorare la qualità della vita dei residenti. Il secondo riguarda il concorso per l ‘ampliamento del complesso della Camera dei Deputati, espletato negli anni ’60 ma rimasto senza un vincitore. Da allora non ha trovato soluzione architettonica e funzionale il vuoto urbano tra piazza del Parlamento e via della Missione.

Altre aree su cui accendere un confronto per l ‘OAR sono l ‘ex Fiera di Roma, il Centro Polifunzionale Appio, il Flaminio-Guido Reni, l ‘ex Mattatoio e il grande snodo di Fiumicino. Aggiungerei l ‘area della Moretta, lo Scalo San Lorenzo, Campidoglio 2 e Mercati Generali all ‘Ostiense, le varie rimesse ATAC dismesse, l ‘area dell ‘AMA alla Montagnola, per le quali sono stati espletati importanti concorsi che non hanno avuto attuazione.

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