E42 / EUR: Ambiguità della bellezza – di Alessandra Muntoni

1 E42 esposizione universale

Sono finalmente riuscita a trovare una mattinata da dedicare alla mostra allestita nel Museo dell’Ara Pacis. ├ê dedicata all’EUR, la Città di Mussolini, qui pudicamente rinominata Una città nuova o La Città Bianca, ripercorrendone la vicenda dal fascismo agli anni ’60. I materiali esposti, quasi tutti di grandissimo pregio e selezionati con cura (plastici, frammenti di statue, fotografie d’epoca e attuali, disegni originali, bozzetti, manifesti, film) riaprono questioni rimaste irrisolte: la continuità/discontinuità della storia dell’architettura, l’ambiguità/icasticità delle opere d’arte, il dilemma antichità/modernità. Perentorio, un film Luce dichiara: ┬½tanta bellezza┬╗, dopo anni di confinamento nel limbo del rudere, ┬½non poteva morire┬╗, ecco quindi il Quartiere moderno della Roma moderna pensato da Virgilio Testa per la nuova direzionalità e le Olimpiadi del 1960. Antonella Greco e Fulvio Irace ne propongono invece una intelligente rilettura, senza nascondersi le difficoltà di interpretazione, alle quali aggiungo alcune riflessioni.

– Questa mostra si accampa benissimo della teca di Richard Meier, dalla quale si occhieggia la Piazza di Vittorio Ballio Morpurgo e il Mausoleo di Augusto. Quanta continuità c’è, dunque, tra il bianco opaco dell’una e il bianco trasparente dell’altra? Quanta classicità imperiale?

– Il Palazzo della Civiltà italiana di Guerrini-Lapadula-Romano è ormai considerato il capolavoro del razionalismo italiano (contro la volontà degli stessi autori, ma vedi il recente DVD in edicola dedicato a Le Corbusier). Dunque, le battaglie di Pagano e Terragni contro Piacentini erano un gioco, o un equivoco?

– L’Arco di Libera, così come appare nel manifesto di Giorgio Quaroni, è stato riproposto da Eero Saarinen per il Jefferson Memorial a St. Louis: un archetipo dell’era fascista funziona dunque benissimo come simbolo democratico?

– La decorazione dell’E42 era coloratissima (Greco), ma qui è comprimaria della Città bianca, forse alludendo al Weissenhof?

– Le Torri di Ligini che, si apprende dai giornali, saranno acquisite da una holding privata (da verificare) e dopo un restauro riprenderanno finalmente la loro funzione di uffici, godono forse di questa vocazione di tutta l’EUR: una metamorfosi da rudere a oggetto di culto?

– La stessa sorte toccherà alla Nuvola di Fuksas, ultimo dello stormo di coleotteri ferro-vetrosi partoriti dalla crisalide marmorea dell’E42 (Irace) destinato a soffrire nel purgatorio dell’incompiutezza prima di diventare opera utile alla comunità?

Si potrebbe continuare…….

2 EUR le torri del Min. FINANZE

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