150430_002/005 – Arte del Sè – di Felice Gualtieri

arte del se

Per Pierce il triangolo semiotico della significazione è costituito dai tre capisaldi del segno, dell’oggetto e dell’interpretante; su questa triade regge tutto il mondo dei significati.

Ma cosa significa interpretare? E come si costruisce un apparato di significati condivisi nel momento in cui ognuno di noi si avventura in interpretazioni? In questo caso non si avrebbe acquisizione cognitiva se non a patto di attenersi ad un substrato comune di regole.

Ed è Wittgenstein, infatti, a cercare i fondamenti della casa nelle profondità del linguaggio. Indagando dapprima con gli strumenti della logica ottenne il perentorio: su ciò di cui non si può parlare si deve tacere; poi, come sappiamo, approdò alla più fresca e libera ricerca filosofica. Scavalcando i limiti della logica incontrò i mondi della mistica per approdare infine ai domini dell’antropologia: interpretare significa seguire un addestramento di specie, un training imposto ad ognuno dalla nascita, in altre parole un insegnamento. Per Wittgenstein interpretiamo e ci comprendiamo perche veniamo istruiti a farlo. Questo addestramento crea una cornice comune di regole che demarca ciò che è dentro da ciò che è fuori, ciò che è conforme da ciò che non lo è.

E’ evidente che questo fatto chiama in causa la questione del potere e del come viene selezionato il tipo di addestramento da condividere e replicare. Il modello dominante ( in linea di massima) è sempre minacciato da modelli alternativi di significazione, in lotta costante per affermare le regole dell’interpretazione. Nel migliore dei casi questa battaglia diviene politica (da polis che significa città). E’ la città infatti, ad essere il metro e la misura della significazione, il luogo dove si imprime l’insegnamento e dove si comunicano costantemente le regole, i modelli e le variazioni da applicare all’interpretazione della realtà. Senza la città non ci sarebbe linguaggio e la comunicazione diverrebbe un’impresa impossibile. I fondamenti ontologici dell’essere (che è pura relazione) verrebbero meno ed il nulla del senso prevarrebbe sulla realtà di rimandi e corrispondenze.

[continua…]

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