Un preside vorrebbe distruggere la propria scuola – di Alessandra Muntoni

Aula Magna 2

Si tratta del complesso Concetto Marchesi, costruito a Pisa su progetto di Luigi Pellegrin in seguito al concorso da lui vinto nel 1972. Il recente convegno Luigi Pellegrin/visioni di architettura a Pisa e la relativa mostra di disegni e plastici ÔÇÆ organizzati all’interno del magnifico Bastione del Sangallo ÔÇÆ hanno confermato che la tensione utopica di questo architetto e la sua capacità di immaginare spazi organici incardinati ad una concreta capacità tecnica, suscita ancora entusiasmo: un affollato uditorio di giovani ha ascoltato con attenta partecipazione i relatori invitati dall’Associazione Pisastudium.

La visita alle scuole che si è svolta la mattina seguente, invece, ci ha messi di fronte a un diverso scenario. Il complesso è davvero magnifico, ma tenuto malissimo, quasi favorendone il degrado. Veementi discussioni si sono svolte tra architetti, studenti e professori. Alcuni a difenderlo a spada tratta, altri ÔÇÆ tra cui il Preside ÔÇÆ a dichiararne la insostenibilità e a proporne la demolizione. Gli studenti, però, sia pure nelle differenziazioni, erano tutti d’accordo nel considerarlo un luogo di libertà. Un giovane dell’ultimo anno dell’Istituto per Geometri, anzi, ha comunicato che ne presenterà per il proprio diploma la restituzione digitale completa.

Oggi che si parla di dare più potere ai Presidi per migliorare le condizioni delle nostre scuole, sarebbe opportuno verificare che essi non abbiano l’intenzione di raderle al suolo tutte quante. Qualcuna, forse, lo meriterebbe. Ma quelle costruite in tutta Italia in base alla sperimentazione promossa dal Centro Studi per l’Edilizia Scolastica diretto da Ciro Cicconcelli, alle quali anche la Marchesi appartiene, costituiscono una serie di modelli preziosi.

Lasciarle degradare sarebbe un delitto. Censirle, studiarle e ristrutturarle sarebbe invece fondamentale per tutti coloro che si occupano di restauro del moderno e… di civiltà.

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